Si è chiuso il 19 aprile 2006 il Convegno di Bologna di Neonatologia

Si è concluso il 19 Aprile, presso l’Aula Magna della Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna Policlinico Sant’Orsola-Malpighi il Convegno ‘Il dolore nel feto e le cure compassionevoli nel neonato al limite di vitalità”.

I progressi tecnologici conseguiti negli ultimi anni hanno radicalmente modificato le procedure assistenziali e le possibilità di sopravvivenza dei neonati estremamente prematuri o affetti da patologie complesse. Tuttavia il personale impegnato nella cura della gravidanza e del neonato può trovarsi di fronte a neonati estremamente prematuri, al limite di vitalità, davanti ai quali il senso dell’intervento assistenziale diviene problematico, l’applicazione delle moderne tecniche d’assistenza confina con l’accanimento terapeutico e l’assenza d’intervento con l’omissione di cure.

Decidere in queste situazioni diventa un problema etico oltre che culturale che va condiviso tra tutta l’équipe assistenziale oltre che con i genitori. Sempre più sforzi vanno condensandosi nella direzione della produzione di linee-guida su come assistere questi piccolissimi pazienti tenendo conto delle caratteristiche dei feti/neonati estremamente prematuri, quali vitalità, prognosi e capacità di percepire dolore.

In particolare, è maturata negli ultimi anni la consapevolezza che anche i neonati d’età gestazionale estremamente bassa, così come quelli nella fase terminale della loro vita, siano in grado di percepire dolore; l’elaborazione di linee-guida relative alle cure compassionevoli, vale a dire quegli interventi non curativi che vanno incontro ai bisogni fisici, emozionali, sociali, culturali e spirituali dei neonati e delle loro famiglie non possono prescindere da tale consapevolezza.

Il Convegno, organizzato dall’Unità Operativa di Neonatologia diretta dal Prof. Giacomo Faldella e al quale hanno già aderito 250 iscritti, si è proposto di sensibilizzare gli operatori che a vario titolo operano in ambito perinatale ad una collaborazione e condivisione in situazioni difficili oltre che a fornire gli strumenti culturali per alleviare la sofferenza dei neonati anche in condizioni disperate per la vita.

Fonte: Salute Europa

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