Provare a vivere con consapevolezza appassionata

Il Dialogo delle Voci è un metodo finalizzato all’ampliamento della nostra consapevolezza, attraverso una tecnica verbale ed energetica, diretta e coinvolgente che riconosce, rispetta ed onora il valore di tutte le nostre componenti psichiche interiori. Possiamo ricorrere al Dialogo delle Voci per inziare un percorso di crescita personale lungo un arco di tempo relativamente lungo oppure limitarci ad alcune sedute, focalizzandoci su una situazione specifica, per acquisire una maggiore chiarezza rispetto ad una scelta pratica che ci troviamo ad affrontare e che ci crea disagio e indecisione. Il Dialogo delle Voci è uno strumento estremamente elastico, che si adatta alle più diverse esigenze e ci guida alla scoperta di noi stessi, verso l’accettazione e la trasformazione personale. Conoscendo e onorando le nostre Voci Interiori, così come sono, nella loro forza e bellezza, nelle loro luci ed ombre, per vivere la nostra vita con consapevolezza appassionata. Ideato e sviluppato circa trenta anni fa da due analisti e psicoterapeuti statunitensi, Hal Stone e Sidra Stone, il Dialogo ha similitudini con altri approcci, come ad esempio la Psicosintesi di Assagioli o la Gestalt.

La differenza sta nel fatto che una seduta di Dialogo si focalizza esclusivamente sul “dar corpo” – l’espressione non è casuale – alle nostre energie interiori (Voci) consentendo loro di esprimersi a tutto tondo, mostrando così il peso reale che ricoprono nella nostra vita. Avere impatto di quanto e come siamo identificati in uno schema, in una energia, crea consapevolezza e apre realmente la possibilità al cambiamento. Che non sarà un cambiamento imposto dall’esterno o un polarizzarsi per reazione, ma nascerà da un ampliamento delle nostre capacità ad accogliere concretamente sempre più aspetti di noi stessi e degli altri. Accompagnati dal nascere e dal radicarsi di una nuova capacità: l’Ego Consapevole. LE RADICI DEL CAMBIAMENTO Per Ego Consapevole nel Dialogo si intende quel “qualcosa”, quella sensazione, quel processo, quel “respiro” che informa tutto il nostro essere di una nuova possibilità. Hal Stone ha un’immagine molto divertente e molto azzeccata dell’Ego consapevole: un orsetto che procede, in equilibrio precario, su un monociclo. L’Ego Consapevole è quello stato, quella capacità, che ci consente di mantenere il contatto con tutte le nostre componenti.

Compito e scopo del Dialogo è radicarlo e rafforzarlo. Radicando e rafforzando così la nostra abilità a compiere cambiamenti “veri”. Molto spesso limitiamo la trasformazione al nostro livello mentale (“Che bello! Ora so una cosa che prima non sapevo”. “Ah! ma guarda un po’! M’era proprio sfuggito questo meccanismo”). Oppure, rimasti per tanto tempo “nella gabbia” dei nostri schemi primari, ci svegliamo all’improvviso e facciamo la rivoluzione, spazzando via in un sol colpo tutto quello che c’era e che aveva una sua ragione di essere. La colpa è degli altri e delle situazioni che ci hanno resi vittime. Ma quanta responsabilità c’è nel ricoprire il ruolo di vittima? Quale è il guadagno emotivo ad essere vittime? RESPONSABILITA’ Che parola entusiasmante, ricca, personale. Quasi intima. Responsabilità = Capacità di rispondere. “Ecco: in questa situazione sono stato capace di rispondere così. Questa è la mia risposta”. Fino a che lasceremo così tanto spazio alla colpa, al senso di inadeguatezza, la capacità di rispondere se ne starà lontana da noi. Come ho già detto, cambiare consapevolmente non è facile.

Non so perché ma mi viene di fare il confronto con la fine di una storia d’amore. Spesso, invece che lasciare il partner, noi lo abbandoniamo. Certo: lo facciamo con dolore… ma anche con fastidio e a volte con crudeltà. Scappiamo da lui/lei ma anche da noi stessi. Lo rinneghiamo e facendolo rinneghiamo quelle parti di noi che hanno vissuto quella storia d’amore. La stessa cosa facciamo con le nostre energie. (Basta! Non ne posso più di essere quello sempre disponibile! Da domani me ne frego di tutto e di tutti! S’arrangino da soli! voglio vedere poi, come fanno!). E direi che va anche bene così. La vita non è un minuetto e il Dialogo non è una scuola di minuetto. Quasi sempre viene prima la re-azione e poi la riflessione. Ma quello che il Dialogo porta è la possibilità di ampliare la forza dei muscoli della nostra consapevolezza. Muscoli che possono sostenere la nostra responsabilità e le nuove scelte che vorremmo fare. Tenendo conto di “tutte” le nostre Voci interiori. Quelle a favore e quelle contrarie. Anche se fare una scelta significa prendere una direzione escludendone altre, c’è una differenza sostanziale fra “escludere” e “rinnegare”.

COSA SONO LE VOCI INTERIORI? Le Voci Interiori sono l’insieme delle nostre pulsioni, sensazioni, idee, schemi, passioni, rinneghi, entusiasmi, giudizi che quotidianamente disegnano la nostra vita, in tutti i suoi aspetti. Quante volte diciamo “Che ci posso fare? sono fatto così.” Quante volte il pensiero di non meritare, di non essere all’altezza, ci sovrasta e ci blocca? E la nostra vulnerabilità, le nostre parti più tenere e magiche: sono accudite o abbandonate? Quante volte sentiamo che le scelte fatte sono obbligate o dettate dalla paura e che non corrispondono veramente a quello che volevamo o che ci aspettavamo di ottenere? Cosa diamo e cosa riceviamo nelle nostre relazioni? Non è vero forse che i nostri partners o colleghi ci fanno confrontare con aspetti che proprio non sopportiamo o che al contrario, ammiriamo e ci entusiasmano? Il “problema” con le Voci è che loro sono le nostre identificazioni e i nostri rinneghi. Quando sono identificato in una Energia tenderò automaticamente a non considerare, a non vedere o a rinnegare le energie opposte. E, in questo senso, non avrò scelta.

Sia detto subito: la gamma delle nostre Voci interiori è infinita. Non basterebbe una vita per contattarle tutte. Le nostre Voci sono un universo in espansione. Possiamo però sicuramente identificare alcuni gruppi di Voci che si ritrovano, con sfumature diverse, in tutti noi. Per prime vengono le Voci che dalla nostra nascita hanno avuto il compito di controllare l’ambiente nel quale siamo nati e cresciuti, di captare quali erano le regole vigenti e di fare in modo che ci attenessimo a tali regole. Sono il Controllore e il Protettore interiore. Come ho già detto, queste due Voci/Energie si regolano in base all’ambiente nel quale nasciamo. Se le norme di tale ambiente prevedono, ad esempio, controllo delle emozioni, correttezza, onestà e gentilezza, loro le assumeranno come pilastri sui quali costruire il nostro comportamento. Rinnegando tutte quelle energie che sentono come opposte e quindi pericolose. E ugualmente, in un ambiente sociale nel quale vigono norme magari opposte a quelle appena elencate, il loro intervento ne terrà conto e su queste si regolerà la loro azione. Malgrado siano a volte estremamente limitanti, il compito e la volontà delle nostre Voci interiori è quella di proteggerci da possibili “incidenti di percorso”, dal dolore, dal rifiuto e dall’abbandono e renderci degni di riconoscimento, amore, protezione e cura.

In questo la loro presenza, il loro impegno e il loro lavoro, vanno sempre onorati. Accanto al Controllore e al Protettore, si trova un vero “pezzo da 90”. Il Critico interiore. Continuamente ci confronta con gli altri e va da sé che il confronto è sempre a nostro svantaggio. Continuamente ci pungola verso vette altissime, risultati sfolgoranti e assolutamente irrinunciabili. Il problema sta nel fatto che una volta raggiunti tali risultati, il Critico alza di nuovo il tiro, in un gioco infinito al rilancio! Stare al suo gioco significa vivere una vita impossibile. Il Critico “gira a braccetto” con il suo alter-ego: il Giudice interiore. Quello che il Critico fa all’interno, il Giudice rivolge all’esterno. E il messaggio anche qui è chiaro… Il Giudice:“Ma guarda un po’ come s’è conciata quella lì”. E il Critico, più o meno a voce alta: “Guai a te se t’azzardi a conciarti allo stesso modo!!!” Bisogna dire che spessissimo le Voci si fanno sentire per mezzo di interventi puramente energetici. Una bella stretta allo stomaco. Un calo energetico improvviso. Un bel senso di inadeguatezza che ci tarpa prontamente le ali e fa piazza pulita di “certi grilli per la testa”.

.. E via discorrendo. Purtuttavia alcune Voci amano spiegarsi, fare lunghe disquisizioni, mostrare a noi e agli altri un quadro esauriente e inoppugnabile della realtà, improntato alla ragione e alla logica. Il Conoscitore Psicologico è uno di queste. Altre hanno l’assoluto bisogno di trovare il giusto mezzo e di mantenere le relazioni su un piano di gentilezza e correttezza. L’estremismo, l’egoismo, la durezza, la volgarità, l’approssimazione le mettono profondamente a disagio e fanno scattare i campanelli d’allarme. Questo è il regno del Gentile Interiore. Mi viene in mente il droide dorato di Guerre Stellari, R2-D2, sempre consapevole della forma e dell’etichetta appropriate per ogni situazione, sempre pronto a chiedere “scusa” e “permesso”, con la sua impareggiabile conoscenza di milioni di lingue, codici e dialetti di tutte le galassie, per poter avere un contatto sempre appropriato con tutti. Potremmo andare avanti ancora per molto ma preferisco lasciare la descrizione e l’ampliamento delle Voci ai prossimi articoli che troverete su questo sito. Aggiungerei solo una cosa fondamentale.

Tutte le Voci girano intorno ad un nucleo: il nostro Bambino/Bambina interiore. E’ questa Energia che ha bisogno di essere riconosciuta, amata, protetta, considerata. E’ questa la Voce che ci rende possibile l’esperienza della vulnerabilità e dell’intimità. Tutte le azione delle Voci, anche le più limitanti e castranti, hanno questo come scopo ultimo e irrinunciabile.

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