Onnipotenza, fanatismo, dittatura e altri simpatici diletti

Dio è onnipotente! Quando l’ uomo crede, si illude di esserlo e di potersi confrontare con la divinità, ci troviamo di fronte ad una psicosi se non ad una vera malattia psichiatrica. Con diverse modalità che possono interessare l’ intelletto, il corpo, la morale. Nel primo caso il proprio sapere si considera superiore a qualsiasi dottrina o scoperta scientifica, produzione artistica, vittoria umana… della quale non si cura, in quanto non derivante dal proprio ”io”. Non ha nessun interesse a discuterla, negarla od approvarla perchè non originata da sé stesso. Non la denigra nemmeno perchè considerata ininfluente: di fronte al proprio presunto potere intellettuale è nulla. L’ onnipotente intellettuale è chiuso nella propria torre d’avorio a cui a nessuno è concesso adire, perché non esiste alcuno al suo livello. Le sue idee sono estremamente radicate nessun ragionamento, per quanto valido, riesce a scalfire le sue convinzioni: qualche attinenza con ” donna Prassede” di manzoniana memoria, citata nei ”Promessi Sposi” come persona di poche idee, ma ben piantate nel cervello? L’ onnipotenza può manifestarsi nel fanatismo religioso, nell’ascetismo, gli eremiti si isolavano dal mondo vivendo di stenti, in estrema povertà, gratificati dall’ annullamento del proprio io corporeo, dalle privazioni, dalle mortificazioni della carne come la pratica dell’autofustigazione, del cilicio per privilegiare il concetto di morale estrema e rendersi simile a Dio.

Dall’ annullamento conseguente delle pulsioni sessuali, della fame, della sete, degli agi, l’annientamento di sé stessi per rendersi simili o degni della divinità onnipotente, puro spirito. L’ annullamento del sé per rendersi simile alla dea avveniva al tempo dei sumeri, fenici, greci: in alcuni templi le giovani donne si prostituivano in onore della dea ( Inanna, Ishtar, Afrodite) con la quale si identificavano, nella quale si annullavano. La ”prostituzione sacra” era praticata a Corinto dove la parola greca ”corinthithein” significava praticare il sesso sacro con le sacerdotesse da parte degli uomini all’interno del tempio. Presso i sumeri veniva talvolta praticato il matrimonio sacro tra il re di una città e la sacerdotessa che rappresentava la dea Inanna, come rito propiziatorio per la fertilità del popolo e del paese. L’ onnipotente corporeo privilegia il suo aspetto fisico, lo coltiva frequentando assiduamente le palestre privilegiando attrezzi e pratiche pesanti per sviluppare la potenza muscolare, ricorrendo talora a medicinali anabolizzanti. Ricorre a piercing e tatuaggi per decorare il suo corpo.

Negli sport estremi, mette a rischio la sua vita solo per dimostrare a se stesso, prima e poi agli altri, la sua superiorità, il suo coraggio, il suo sprezzo del pericolo….la sua onnipotenza! Da parte della donna la rincorsa all’ eterna gioventù: collagene, botulino, chirurgia additiva e sottrattiva, diete, implantologia orale, ricerca della compagnia di uomini più giovani che, spesso vengono riccamente mantenuti, esibiti, a dimostrare il proprio potere. Il limite peggiore, il delirio di onnipotenza è stato raggiunto dalle dittature che hanno ammorbato il mondo, limitandoci al secolo scorso e a questo scorcio di XXI secolo, con le teorie sulla supremazia della razza e conseguente tragica persecuzione degli ebrei, la strage dei kulaki, l’ eccidio dei polacchi nella foresta di Katin, la rivoluzione cinese, quella dei kmer rossi, la strage di Zanzibar, la disastrosa guerra tribale tra hutu e tutsi, la tragedia del Darfur in Africa dove ancora oggi guerre e scontri martorizzano le popolazioni civili. Ciò che ancora è inspiegato è in quale zona del nostro cervello alberghi il nucleo maledetto che fa diventare una persona ”antiumana” e gli dà la capacità di trascinare nella sua follia altri uomini disposti a seguirlo, compiacerlo, macchiandosi di azioni orrende che il capo ha immaginato e che sono disposti ad eseguire.

Qual’ è il meccanismo per questo nucleo di cellule (?) impazzite si impadronisce dell’essere e lo porta a compiere crimini orrendi compiacendosene e menandone vanto o è forse una malattia dell’anima posseduta da qualche demone?

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