Policlinico Gemelli di Roma: rassegna cinematografica per i bambini ricoverati

Sarà Rosario Fiorello, nelle vesti di Johan Padan, a inaugurare lunedì 6 dicembre, alle ore 16.15, “Il Film del lunedì”, la rassegna cinematografica dedicata ai bambini ricoverati nei reparti pediatrici del Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma (nuova Hall), che si apre appunto con la proiezione del film “Johan Padan a la descoverta de le Americhe”, il cartone animato a cui il popolare conduttore e oneshowman prestò la voce. L’iniziativa è promossa dal Segretariato Sociale della Rai e dal Policlinico Gemelli in collaborazione con Rai Cinema e l’associazione Ali di Scorta. Dieci pomeriggi di cinema per i pazienti pediatrici del Gemelli che avranno luogo sempre nella hall del Policlinico romano ogni lunedì fino al 14 febbraio 2005. Ciascun film sarà illustrato, ai bambini ricoverati, da dieci esponenti del mondo dello spettacolo, affiancati dai medici dei reparti pediatrici del Gemelli nell’insolito ruolo di presentatori. Dopo Fiorello, nel mese di dicembre interverranno il 13 dicembre Tiberio Timperi (La freccia azzurra) e il 20 dicembre gli attori di Melevisione. Hanno inoltre già dato la loro adesione Claudio Amendola e Margot Sikabony.

“Presentiamo oggi una serie di iniziative molto significative – ha commentato Carlo Romeo, responsabile del Segretariato Sociale Rai – per la comunicazione sociale del servizio pubblico, che vede coinvolti diversi settori della Rai. Iniziative importanti anche per la scelta di valorizzare e promuovere linguaggi assolutamente efficaci – come il cinema – e di impatto nell’ambito del sociale. L’iniziativa con il Policlinico Gemelli si inserisce nel filone delle campagne Rai legate ai bambini ospedalizzati e che hanno visto, tra gli altri partner, il Gaslini di Genova, il Sant’Anna di Torino, il San Raffaele di Milano, il Bambino Gesù di Roma. Non è infine marginale che le iniziative presentate oggi vadano al tempo stesso a chiudere il 2004 e ad iniziare il 2005.”

“La scelta della nuova hall del Policlinico come luogo della proiezione dei film – ha spiegato il professor Cesare Catananti, Direttore sanitario del Gemelli – è stata fatta perché quell’ambiente è stato pensato dalla Direzione del Policlinico dell’Università Cattolica non solo come ‘area di passaggio’, ma come spazio di incontro e di contatto umano, vero ‘cuore’ pulsante dell’ospedale”.

L’idea alla base dell’iniziativa è che il rapporto dei pazienti con gli artisti e i personaggi pubblici che presenteranno i film insieme ai medici possano muovere gli affetti necessari e significativi per una esperienza di incontro che vuole, al tempo stesso, essere testimonianza di solidarietà. “Il cinema – ha continuato il prof. Catananti – entra al Gemelli e si pone a contatto e al servizio della persona che soffre e che è costretta a stare in ospedale. Ma la hall del nostro Policlinico sarà aperta a tutti coloro che vorranno sedere accanto ai piccoli degenti e ai loro familiari, trasformandola così, attraverso il cinema, in un luogo privilegiato di incontro e di solidarietà, di trasmissione di affetti e di comunicazione di esperienze. Sono convinto che questa apertura all’esterno possa dotare di senso l’esperienza della malattia, segno della nostra fragilità, dandole il suo più profondo significato e i giusti percorsi per un suo possibile superamento”.

L’ospedale si apre al territorio, alla vita delle persone ‘sane’ che è fuori, aspirando a essere un luogo dedicato al recupero non solo della salute fisica, ma anche della serenità e della salute psicologica dei propri ospiti, reso possibile dalla presenza di uno spazio di socialità e di relazione per un reciproco scambio di affetti con il mondo che è fuori dell’ospedale.

“Questa iniziativa assume un significato particolare – ha detto il prof. Riccardo Riccardi, direttore dell’Istituto di Clinica pediatrica del Gemelli -, tenendo conto che oggi i bambini costretti a stare a lungo in ospedale sono quelli con maggiore bisogno di terapie prolungate e di indagini più invasive. Infatti l’ampia offerta di day hospital pediatrici nei principali ospedali italiani rappresenta una soluzione meno traumatica per la cura di malattie meno complesse. Pertanto i bambini a lungo ricoverati, pazienti che rispetto agli adulti hanno minori strumenti per capire la loro condizione di malati, che li costringe a interrompere la loro vita di conoscenze e di relazioni nella scuola, nel gioco, nella propria comunità, possono così ritrovare un’occasione di incontro con il mondo esterno all’ospedale, che viene così a stargli vicino”.

“Questa iniziativa – ha concluso il dott. Giancarlo Furnari, vicedirettore dell’Università Cattolica di Roma -, che si affianca ad altre manifestazioni culturali dedicate ai degenti, come nel caso dei concerti del mercoledì pomeriggio, si propone l’ambizioso quanto necessario obiettivo di contribuire all’umanizzazione dell’ospedale, ove l’ospite-paziente possa vedere ‘attenuata’ la sua condizione di malato bisognoso esclusivamente di atti terapeutici”.

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