Il primo approccio con la Sophia-Analisi è sempre speciale e particolare

Non soltanto perché le persone che vi si rivolgono, spesso, portano con sé un dolore, un dubbio, una sofferenza più o meno grande, ma anche perché trovano un ambiente accogliente, molto diverso da quello che contraddistingue le metodologie psicoterapeutiche. Nelle prime sedute, di solito le persone chiedono quali sono gli aspetti pratici, come il luogo, l’orario, la durata, il costo delle sedute. Tra le domande più frequenti, una che ricorre molto spesso è: “Quanto durerà la terapia?”. Il Sophianalista, naturalmente cerca di rispondere esaurientemente a tutte le questioni, ma oltre a rispondere alla parte esplicita della domanda, cerca – quando possibile – anche di dare una risposta alla parte nascosta della stessa domanda. Ad esempio, le risposte a “Quanto durerà la terapia?”, sono sicuramente più di una, perché dentro questa domanda vi sono nascosti timori ancora più importanti: “sono spaventato, ho paura di essere dipendente dalla terapia, ho sentito dire che quando si comincia questo genere di terapie si rischia di non finire mai, ho vissuto in passato esperienze in cui sono stato raggirato e ho il timore che accada ancora …, ecc”.

A questa domanda, il Sophianalista cerca di dare TUTTE le risposte che essa necessita, sia alla parte esplicita, ma soprattutto alla parte implicita, che è quella più importante, quella a cui la persona tiene maggiormente. Il sophianalista necessariamente osserva tutte le domande e tutti i racconti con la maggiore profondità possibile. Ogni persona porta con sé domande e timori diversi, ogni persona è un universo nuovo e diverso da ogni altro: così ogni volta le risposte sono diverse. In generale, la durata della terapia è strettamente dipendente – come ogni altra terapia medica, chirurgica, farmacologica o di altro tipo – dal disturbo e dal disagio che la persona presenta. Non esiste una durata uguale per tutti, così come non esistono forme patologiche uguali per tutti. Utilizzando una metafora di tipo meccanicistico, il tempo necessario per intervenire su un aereoplano dipende se si tratta di manutenzione ordinaria, di manutenzione straordinaria, di un intervento dopo un piccolo incidente, o un grande incidente: vi sono poi casi in cui bisogna costruire l’aereoplano a partire da zero.

L’intervento terapeutico è sempre rivolto verso l’interesse delle persone: dura il tempo necessario per permettere loro di “tornare a volare”. Bisogna infine considerare che le persone non sono né macchine né aereoplani, e questo rende ancora più difficile stabilire tempi precisi. Le persone hanno infatti capacità auto-ricostruttive di cui le macchine sono (ancora oggi) totalmente prive. La metodologia sophianalitica dunque è in grado di attivare – sin dalle primissime sedute – le risorse e capacità riparatorie di cui ogni persona dispone. E’ un po’ come se la Sophia-Analisi risvegliasse una sorta di energia positiva, un sistema di auto-difesa e di auto-riparazione, un esercito invisibile di capacità inesplorate, ma di cui la persona era dotata sin dalla nascita, e che la malattia, il disagio, il disturbo o il dolore avevano fatto dimenticare – o più frequentemente – completamente disattivato. Ecco allora che il disturbo viene affrontato su diversi fronti: il primo fronte è quello che la persona ha sempre utilizzato fino al momento di andare in terapia e che continua a lavorare: purtroppo molto spesso questo è un fronte che da solo può fare ben poco.

Il secondo fronte è quello del Sophianalista, che mette a disposizione gli strumenti scientifici necessari per trovare “il bandolo della matassa”, la sua esperienza professionale, ma anche quella personale ed umana. Il terzo fronte è quello delle risorse riparatrici che vengono riattivate attraverso le sedute sophianalitiche. L’unione – o meglio l’alleanza – che si stabilisce tra questi fronti spesso è più che sufficiente per affrontare le voragini più profonde, le morti più dolorose e le paure e le angosce più terribili, allo scopo di riemergere, di riparare, di risanare le ferite più oscure e i dolori più antichi o recenti. Uno degli scopi più importanti della metodologia sophianalitica è quello del benessere della persona. Ma non solo del benessere materiale: questo è soltanto una conseguenza diretta e il frutto di un benessere profondo ed autentico. E’ a quest’ultimo tipo di benessere che mira la terapia sophianalitica. Nelle prime 5 sedute, le persone cominciano dunque a raccontarsi, imparano qualcosa che hanno sempre saputo, ma che non sono mai state in grado di fare: unire la forza della riflessione su se stessi con gli efficaci strumenti dell’analisi profonda. Sono i primi passi di un cammino, per ognuno diverso, che conduce all’esplorazione degli spazi cosmici di un universo, sperimentando giorno per giorno, una nuova capacità, una nuova forza, una nuova energia, una nuova vita.

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