Sul finire degli anni Settanta, l’erborista californiano Richard Kats iniziò a studiare e sperimentare alcune nuove essenze floreali, ottenute secondo gli stessi metodi indicati da Bach. L’intento di Kats e dei suoi collaboratori era quello di ampliare le indicazioni dei fiori di Bach soprattutto per quei disagi tipici di una società che in quegli anni andava modificandosi molto profondamente. Questa rapida evoluzione, infatti, portava a mettere in evidenza disturbi legati alla sfera sessuale e all’identità dell’individuo, alla vita frenetica e stressante delle città, all’inquinamento da smog e da radiazioni, all’alimentazione e altro ancora. Non che i fiori di Bach siano impotenti nei confronti di questi problemi, certo, ma i fiori californiani colgono, forse, maggiori sfumature intervenendo in modo più preciso e peculiare affiancandosi così alla più antica floriterapia di cui sono debitori. Tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli Ottanta, Kats e la moglie Patricia Kaminski fondano la Flower Essence Society (FES). Oggi, grazie alla collaborazione e all’interessamento di medici, psicologi e terapeuti, i fiori californiani stanno diffondendosi in tutto il mondo.

In questo articolo e nei prossimi che seguiranno si vuole fornire un elenco stringato ma diretto dei centodue fiori, a disposizione di chiunque sia interessato alla floriterapia, dallo studioso al professionista all’appassionato. Il metodo di preparazione, la miscelazione e la posologia sono identici a quelli utilizzati per i fiori di Bach e a questi possono essere associati. Iniziamo quindi la descrizione dei fiori in ordine alfabetico. Ogni articolo comprenderà circa dieci fiori.

Aloe vera (Aloe vera)
Utile negli esaurimenti psico-fisici, per chi eccede nel lavoro e si sovraffatica.

Alpine Lily (Lilium parvum)
Per quelle donne che rifiutano la loro femminilità, i loro organi genitali e per disturbi correlati.

Angel’s Trumpet (Datura candida)
Per coloro, anziani o malati, che non sanno rassegnarsi alla morte e ne hanno paura. Aiuta ad abbandonarsi di fronte alla morte.

Angelica (Angelica Archangelica)
Per chi si sente smarrito. Aiuta il contatto con la propria energia spirituale, la propria guida.

Arnica (Arnica Mollis)
Dopo traumi e shock, quando l’individuo appare come svuotato.

Baby Blue Eyes (Nemophila menziesii)
Nell’insicurezza che si manifesta come cinismo o diffidenza nei confronti del mondo. L’infanzia di queste persone è generalmente stata segnata in qualche modo dalla figura paterna poco rassicurante.

Basil (Ocimum Basilicum)
Quando non si riescono a conciliare la pulsione sessuale e la spiritualità.

Black Cohosh (Cimicifuga racemosa)
Per chi si lascia coinvolgere in situazioni violente. Per i masochisti e per chi è vittima di violene e aggressioni.

Black-Eyed Susan (Rudbeckia hirta)
In chi rimuove nella propria memoria ricordi traumatici o che possano far soffrire. Per chi non è in grado di affrontare il proprio lato oscuro.

Blackberry (Rubus orsinum)
Per coloro che non riescono a mettere in pratica le proprie idee.

Nel prossimo articolo continueremo l’elenco con altri dieci fiori.

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