La Matrix dei Farmaci

Sono ventimila i bambini e i ragazzi italiani, da 0 a 18 anni, in cura con psicofarmaci. Ma le prescrizioni di questi medicinali sono in ascesa anche in altre fasce di eta’, soprattutto tra le donne che rappresentano il 70% dei consumatori. Nel 2003, in generale, le prescrizioni di farmaci per il sistema nervoso centrale sono cresciute di oltre il 6,6%.

Con 4 milioni di adulti obesi, +25% rispetto al 1994, l’Italia ‘ingrassa in misura esponenziale’. Nella penisola la nuova ‘epidemia’ riguarda piu’ gli uomini delle donne, con il 9,2% di maschi obesi e il 42,4% in sovrappeso contro l’8,8% e il 26% delle femmine. Tra queste, specie se giovanissime, vince invece il sottopeso.

Fin qui i dati denunciati dall’ultimo “Rapporto Italia” dell’Eurispes 2004.
Come non notare che la ricchezza e l’abbondanza non stanno portando felicità, ma stanno invece aumentando in maniera esponenziale le persone che non hanno strumenti interiori e psicologici per affrontare i vuoti della propria vita?

Voler assimilare tutti i casi di obesità e tutti i casi di abuso di psicofarmaci alla sola mancanza di strumenti psicologici potrebbe apparire una ingiusta semplificazione, oltre che un grossolano errore di valutazione.

Eppure i dati sono così allarmanti che non è possibile ignorare un fenomeno che si sta sviluppando sotto gli occhi di tutti. La crescita di quasi il 7% del consumo di psicofarmaci in solo un anno (confermando il trend crescente degli ultimi 20 anni), e la crescita del 25% di obesità in 10 anni, sono numeri che dovrebbero far risuonare sirene d’allarme nei luoghi della Sanità italiana e anche nelle coscienze degli italiani.

Gli introiti derivati dalle vendite nel mondo occidentale di un noto farmaco antidepressivo (ormai noto quasi quanto la Coca-Cola) sono paragonabili al Prodotto Interno Lordo (PIL) del Burkina-Faso, un paese del Sud africa. E parliamo solo di un unico farmaco. Provate ad immaginare quali e quanti possano essere gli interessi economici che pesano sulle questioni psicologiche. Pensate a quali potrebbero essere le perdite se l’idea che il disagio interiore può essere efficacemente superato senza l’uso degli psicofarmaci. Sarebbe una catastrofe economica non solo per le case farmaceutiche, ma insinuerebbe nelle persone il pensiero che i farmaci sono solo ‘stampelle’, protesi che dovrebbero essere temporanee e che invece – oltre ai gravissimi effetti collaterali e agli effetti teratogeni – sviluppano una dipendenza che le ricerche statistiche – dopo quelle cliniche e scientifiche – stanno sempre più evidenziando.

L’obesità è la conseguenza di moltissimi fattori, di cui certamente alcuni sono chiaramente di origine organica (ormonale, metabolica, ecc.), ma vi è un’altissima percentuale di obesità che proviene da fattori psicologici e disturbi alimentari gravi come la bulimia. Ma nessuno ha voglia di sottolineare l’aspetto psicologico. La psicologia è scomoda, tende a liberare l’essere umano dai propri disagi interiori e dalle proprie schiavitù e non fa certo il gioco delle multinazionali farmaceutiche.

In un mondo dominato dalla logica di mercato, se gli individui smettessero di essere ‘consumatori’, l’economia mondiale si troverebbe sull’orlo di una catastrofe. Gli individui quindi devono essere persuasi non solo a consumare, a soddisfare bisogni inesistenti e somministrati dalle pubblicità, ma anche a percepirsi come ‘macchine’ regolate da molecole chimiche che lo psicofarmaco dovrebbe ripristinare secondo un concetto di ‘normalità’ del tutto arbitrario.

Anche il disagio psichico, in questa logica merceologica, deve essere capitalizzato: invece di affermare che il disagio interiore può modificare gli equilibri biochimici del cervello, si afferma il contrario, ovvero che lo squilibrio biochimico provoca il disagio interiore.

Capovolgendo quindi la realtà, ecco che allora lo psicofarmaco assume un ruolo centrale, un’importanza fondamentale per ripristinare l’equilibrio e quindi permettere all’individuo di trovare la salute totale. Ecco quindi escogitato il pensiero che promette di trovare – nel tempo e grazie alle tecnologie sofisticate – la pillola della felicità totale, una sorta di Matrix farmaceutica che risolverà miracolosamente tutti i problemi dell’umanità.

Certamente sono pochi quelli che hanno voglia di affrontare il percorso della psicoterapia e molti vedono nella pillola un rimedio veloce, rapido ed indolore per dimenticare. Le statistiche però di dicono che questo non è vero: non si dimentica affatto, anzi per avere il medesimo effetto iniziale, bisogna aumentare la dose. E le vendite vanno alle stelle, meglio di qualsiasi film da oscar e di qualsiasi best-seller in libreria.

Lo psicofarmaco ci promette di diventare la panacea per tutti i mali del mondo, per tutte le coscienze irrequiete, per tutti gli animi dolenti. E con buon pace, ancora una volta, da parte delle multinazionali del farmaco.

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Giampiero Ciappina
Direttore dell'Istituto Solaris - Sophia University of Rome. Allievo del Prof. Antonio Mercurio. Psicologo, Psicoterapeuta, Antropologo cosmoartista, Counselor Trainer della FAIP Counseling. Ha scritto otto libri, centinaia di articoli per molte riviste, tenuto numerose conferenze e partecipato a molti congressi nazionali e internazionali.

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