Lo Psicodramma non è solo un ‘gioco’: permette l’esplorazione del proprio universo interiore, ed è una valida tecnica per padroneggiare le regole complesse del mondo esterno

A qualunque latitudine del mondo, i bambini lasciati liberi di agire, spontaneamente, giocano. Il sistema nervoso e il cervello umano, in millenni di evoluzione, hanno selezionato il gioco come attività di altissimo valore conoscitivo, formativo, culturale. Giocando, i bambini si autoaddestrano ad affrontare le sfide del loro presente e del loro futuro. Attraverso il gioco, il cervello acquisisce informazioni, raccoglie e organizza enormi quantità di dati, sia attraverso processi cognitivi seriali che paralleli. I dati e la conoscenza sul mondo che si formano, via via che il bambino cresce, sono progressivamente sempre più complessi, fino a giungere ai processi di astrazione, e alla creazione di scenari previsionali sul futuro. Il gioco permette di acquisire non solo il linguaggio, ma soprattutto le modalità di comunicazione, le espressioni, la semantica e la logica delle relazioni. In sintesi, il gioco è la porta di accesso dell’individuo sia alla propria cultura e alla visione del mondo che quella determnata cultura propone, ma stabilisce le regole del funzionamento dell’esistenza.

In questo senso, il gioco rappresenta un processo attraverso il quale l’indivuo realizza il proprio personale ‘Manuale d’uso’ della vita. Quando da adulti, alcune parti di questo ‘Manuale’ risultano imprecise, danneggiate, o anche semplicemente obsolete e superate, ecco che tra i vari strumenti di apprendimento o di ri-apprendimento, il gioco si propone come straordinaria piattaforma trans-culturale di formazione. Proprio per la sua capacità di stabilire delle ‘regole a parte’, il gioco riesce a parlare a tutti, indipendentemente da convinzioni, ideologie, scolarità avanzata o di base, formazione culturale: il gioco si propone come linguaggio universale che va oltre il linguaggio verbale, perchè basato sul ‘Fare’ anzichè sul ‘Dire’. La formazione di adulti attraverso il gioco permette di agevolare i processi di apprendimento, rendendoli favorevolmente accessibili, e consentendo con facilità l’acquisizione anche di elementi complessi. Questa capacità del gioco di essere uno straordiario veicolo di formazione, anche avanzata ed adeguata al mondo adulto, è riconosciuta sia dal mondo antico, da cui il detto “Ludendo Docere” (Insegnare giocando), ma anche dalle più moderne accademie di formazione, dal famoso MIT (Massachussets Istitute of Technology) all’Istituto Esalen in California, alla Comunità di Findhorn in Scozia.

Man mano che la conoscenza sulle complessità del mondo è diventata sempre più ‘competenza’ e ‘consapevolezza’ – a discapito di un sapere nozionisitico a rapida obsolescenza – le metodologie di formazione hanno progressivamente sempre più attinto al mondo del gioco. Il gioco – ed in particolare il gioco sottostante allo Psicodramma – schiude una finestra a-temporale dove ognuno può concedersi il lusso di modificare i propri ruoli, osservare e studiare nuovi scenari, apprendere nuove strategie, divertendosi. Lo spazio giocato della psicodrammatizzazione è accessibile perchè è una simulazione guidata dalla spontaneità e dal piacere, con la garanzia, inoltre, di un impegno contenuto ad un intervallo di tempo preciso e condiviso. L’individuo sa che, nel momento stabilito, può esplorare soluzioni impensabili, se visti dal punto di vista razionale, per poi tornare entro i propri ruoli e nella propria identità. Questo processo diventa così un viaggio di andata-e-ritorno da uno spazio di conoscenza da cui estrarre nuove informazioni da integrare. Non è un caso che perfino in ambito militare, l’addestramento più avanzato per coloro che si troveranno a gestire materiali e macchinari costosissimi, fronteggiare situationi pericolose, sia effettuato tramite simulatori.

La simulazione è l’anima stessa del gioco: è una realtà virtuale dove sperimentare in sicurezza nuove conoscenze, apprendere nuove competenze da applicare nei contesti complessi della propria vita quotidiana. Nella simulazione dello Psicodramma l’individuo si sente autorizzato a rinunciare temporaneamente alle proprie rigide regole a cui affida l’apparente stabilità e coerenza della propria esistenza, per esplorare attraverso la spontaneità, scenari altrimenti inaccessibili. Apprendendo nuove competenze giocando, la persona acquisisce inoltre maggiore capacità nella gestione delle proprie angoscie, forma dentro di sè gli strumenti che adopererà nelle proprie crisi esistenziali e nelle fisiologiche fluttuazioni umorali che la vita propone. Nella ‘finzione consensuale’ del gioco psicodrammatico si integrano mondo interno e mondo esterno. L’individuo trova una via adeguata soprattutto per conoscere la propria spiritualità e il proprio mondo psichico, elaborandone efficacemente le angosce e le fantasie.

Ecco allora che oltre alla funzione ludica, il gioco usato nei processi di formazione, acquisisce la funzione di conoscenza profonda di se stessi, di arrecare sollievo dagli stati persecutori interni (M. Klein), di fornire fiducia nella propria capacità di autogestirsi in situazioni complesse. In questo senso, il gioco dello Psicodramma non è solo un ‘gioco’, ma svolge sia la preziosissima funzione di esplorazione del proprio universo interiore, sia quella di essere una valida tecnica per padroneggiare le regole complesse del mondo esterno.

# – Corso di Formazione: ‘Elementi di Psicodramma’

# – Calendario Corsi 2008-2009 dell’Istituto Solaris

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