Rimedi naturali accanto alla chemioterapia per trattare il cancro

Guardati da molti con diffidenza o paura, alcuni rimedi naturali ottengono ora la «benedizione» ufficiale da parte dei massimi guru mondiali dell’oncologia. I trattamenti alternativi, sulla base di studi scientifici rigorosi, vengono promossi, avendo dimostrato una reale efficacia contro il cancro, in associazione ai trattamenti tradizionali (chemioterapia e chirurgia). In testa, l’estratto di ginseng, ma anche i semi di lino, ad esempio, hanno evidenziato proprietà antitumorali notevoli. Gli oncologi statunitensi non hanno dubbi, e pur precisando che ulteriori studi sono necessari, hanno portato i loro risultati al cospetto dei 25.000 esperti riuniti a Chicago per il Congresso annuale dell’Associazione Americana di oncologia clinica (Asco), il maggiore appuntamento mondiale del settore.

Il rimedio naturale accanto a chemioterapia e chirurgia «L’uso della medicina alternativa o complementare per trattare il cancro e i suoi effetti collaterali – ha affermato l’ematologo Bruce Cheson, della Georgetown University – si è molto diffuso, ma finora erano pochissimi gli studi scientifici sull’efficacia di tali sostanze».

E gli ultimi risultati sono davvero incoraggianti, anche se è ancora presto per dare indicazioni generalizzate nell’utilizzo di tali trattamenti. Il ginseng, ad esempio, si è rivelato un toccasana contro la fatica cronica, mentre i semi di lino contribuiscono a bloccare il tumore alla prostata. Bocciato, invece, l’estratto di cartilagine di squalo: si riteneva avesse effetti anticancro, invece gli studi hanno evidenziato come non migliori la sopravvivenza nei pazienti, in particolare in quelli affetti da cancro al polmone, oggetto della sperimentazione.

Ginseng: combatte la fatica cronica dei pazienti con cancro Uno studio pilota americano ha dimostrato che il ginseng può combattere in modo significativo la fatica cronica nei pazienti, uno degli effetti collaterali più comuni e debilitanti del cancro e dei suoi trattamenti. La fatica, ha sottolineato l’oncologa Debra Barton della Mayo Clinic e autrice dello studio, «è uno dei problemi maggiori per questi pazienti e può danneggiare molto la loro qualità di vita. Identificare opzioni per trattare con successo tale effetto collaterale è una priorità della ricerca».

Nello studio sono stati arruolati 282 pazienti per otto settimane. Tutti avevano varie forme di cancro e un’aspettativa di vita di almeno sei settimane. Ad alcuni gruppi è stata somministrata polvere di ginseng sotto forma di capsule, ad altri placebo. I risultati sono stati più che positivi, dal momento che la fatica cronica è risultata molto ridotta nei pazienti che prendevano il ginseng. Dagli esperti Usa, inoltre, arriva anche un altro consiglio: evitare gli integratori al ginseng venduti in grandi magazzini o luoghi poco controllati. Possono essere pericolosi per scarsa qualità e sicurezza.

Semi di lino: bloccano la crescita del tumore alla prostata I semi di lino possono contribuire a bloccare la crescita del tumore della prostata. Questi semi sono infatti ricchi di acidi Omega 3, che hanno un ruolo nel ridurre la proliferazione cellulare tumorale. I semi di lino hanno già dimostrato di ridurre il tumore alla prostate nei topi. Ora, questo studio Usa dimostra, ha affermato la chirurga Wendy Demark della Duke University Medical Center e autrice del lavoro, che «i semi di lino possono ridurre la proliferazione di questa forma tumorale nell’uomo».

Lo studio ha utilizzato un campione di 161 pazienti. I semi di lino sono stati mischiati al cibo e alle bevande. Dopo trenta giorni di trattamenti i pazienti sono stati operati e la prostata sottoposta ad esami. Nel gruppo trattato con i semi di lino, gli esami clinici hanno evidenziato una crescita inferiore di circa il 40% delle cellule tumorali rispetto ai pazienti trattati con placebo.

Fonte: LaStampa.it – 2/6/2007