Prosegue, all’interno della rubrica di Sophianalisi, il discorso iniziato sulle Relazioni di coppia. A partire dal libro di E.Fromm “L’Arte di amare”, giungiamo – in un viaggio a tappe – ai concetti sophianalitici di Antonio Mercurio, cercando di affrontare le tematiche più significative sulle Relazioni di coppia. Continuiamo insieme questo percorso affrontando alcune tematiche importanti per arrivare a costruire una mappa del rapporto di coppia.

Il bambino ha bisogno di vivere una fase di possesso del genitore di sesso opposto per acquistare sicurezza e sentirsi valorizzato. Se la madre non ha risolto il suo problema di solitudine; tenderà a risolverlo realizzando col figlio (anzichè col marito) una fusione totale. In conseguenza non gli permetterà di vivere pienamente e serenamente questo possesso, e poi di superarlo distaccandosi da lei. Dunque questa madre non potrà permettere che il figlio diventi autonomo e adulto: a) perchè, non essendo lei matura, non può dare al figlio quello che non ha. b) perchè deve difendersi dall’eventualità di restare sola, e quindi deve tenerlo legato a sè Il figlio, diventato uomo, ospiterà in sè il bambino e l’adulto: il bambino ha nostalgia della fusione con la madre che ha già sperimentato, e vuole mantenerla a qualunque costo. – l’adulto si ribella a questa fusione che lo mantiene in uno stato di dipendenza totale e sente di doverla infrangere. Inoltre nel figlio il bisogno di possedere, che doveva essere una fase, resterà sempre in atto. a) perchè non ha vissuto a sufficienza il possesso e quindi non l’ha superato (quindi è insicuro).

b) perchè, essendo insicuro, strumentalizza il possesso per risolvere il suo problema della solitudine. Quest’uomo (infantile a livello emotivo, insicuro, profondamente legato alla madre, fissato al bisogno di possedere), entrando in rapporto con una donna (generalmente con una donna che è rimasta profondamente legata al padre), tenderà a ripetere l’unione simbiotica che ha avuto e che mantiene con la madre. Può ripeterla per due motivi (uno negativo, dovuto alla sua parte infantile, l’altro positivo, dovuto alla sua parte adulta). 1) perchè vuole solo ripetere, con una immagine materna, il rapporto che ha avuto con la madre. In questo caso, anche se si dona, in realtà si dona alla madre; o meglio non si può nemmeno parlare di dono, perchè non l’ha fatto liberamente, è la madre che l’ha costretto a donarsi a lei. 2) perchè spera, ripetendolo, di superarlo, raggiungendo così la maturità e diventando libero. Se sceglie questa seconda strada si avvia alla soluzione del problema; il rapporto simbiotico vissuto consapevolmente, in condizioni ottimali, da adulti, porta realmente al superamento del possesso e alla maturità.

In condizioni ottimali significa: a) senza sensi di colpa. Accettando consapevolmente di attuare fino in fondo la propria possessività, e vivendo fino in fondo il conseguente senso di colpa, si supera e si esaurisce sia il senso di colpa che la possessività. b) che il partner di cui si vive il possesso accetti di portare a termine questo rapporto; c’è infatti il rischio che tenda a mantenerlo per sempre per risolvere il suo problema di solitudine. Una volta vissuto il possesso, viene il momento del distacco; a quel punto bisogna necessariamente affrontare la solitudine. Vivendola fino in fondo, cioè rinunciando per sempre a cercare altre figure paterne o materne, si diventa capaci di amare veramente. A questo punto, non si cercherà più una persona per evitare la solitudine, ma per donarsi ad essa a realizzarsi così pienamente. ll problema della solitudine sarà così definitivamente risolto. La solitudine che si affronta dopo avere vissuto il possesso per superare la dipendenza dal padre e dalla madre (e che porta alla capacità di amare autenticamente) è tutt’altra cosa dalla solitudine dovuta alla mancanza del rapporto col padre o con la madre (dalla quale non può mai nascere un rapporto d’amore). Attraverso il processo di maturazione l’individuo è diventato padre e madre a se stesso; anche se nel partner ritrova il padre buono o la madre buona, questo non è più l’aspetto predominante. Distaccarsi dalle figure parentali non significa annullare il rapporto coi genitori; posso superare il rapporto di dipendenza rimanendo in un clima di partecipazione. Se un rapporto simbiotico tra adulti diventa troppo minacciante, una persona che possiede già una sua identità può romperlo per non restarvi completamente annullata.

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