In ogni momento, sulla terra, la vita attrae la vita; ma ciò sembra non valere più per il più evoluto dei suoi abitanti. Tra tutte le creature, infatti, solo l’uomo sembra aver smarrito la primordiale bussola biologica verso la piena realizzazione del potenziale che egli rappresenta.

Il più evoluto tra gli esseri, l’unico capace di provare amore, l’unico capace di sentire “l’emozione della vita”, di commuoversi, di gioire, di vibrare e palpitare, si è profondamente allontanato dalla sua innata connessione con la vita e con la natura. Da questa fondamentale osservazione nasce la storia della Biodanza, una storia lunga e bellissima della passione di un uomo per l’uomo e per il suo destino. Una storia che inizia circa quarant’anni fa a Santiago del Cile e arriva fino a noi in virtù della perseveranza, della genialità e dell’intuizione di Rolando Toro, psicologo, poeta e musicista cileno. .Affermato professore del centro studi di Antropologia medica di Santiago, Rolando Toro iniziò semplicemente ad osservare l’uomo, l’uomo del ventesimo secolo definito “moderno, evoluto, acculturato, civilizzato, progredito…”. E non capì perché la più diffusa e dissennata attitudine della moderna società umana fosse quella di andare in ogni modo ad inibire e controllare tutto ciò che negli esseri umani è genetico, spontaneo, libero e naturale. Non riuscì a farsi una ragione del perché la cosiddetta civilizzazione anziché favorire un’evoluzione globale dell’uomo avesse le nefaste conseguenze di atrofizzare progressivamente negli individui tutti gli impulsi più semplici, atavici e naturali quali l’allegria, l’impeto vitale, il piacere, l’esaltazione creativa, la tenerezza, l’amore, il desiderio sessuale, l’amicizia, la beatitudine… Era avvenuto un progressivo inaridimento del potenziale affettivo ed emozionale di ciascun essere umano; una progressiva dissoluzione del dono più bello che l’esistenza ha fatto all’uomo.

Cogliendo con chiarezza questo punto Rolando Toro decise che era esattamente da lì che bisognava cominciare: un processo di re-integrazione che avesse come obiettivo primario la ricostituzione del nucleo affettivo ferito degli esseri umani. La sua sfida personale fu la creazione di un sistema che fosse in grado di guarire dolcemente la nostra intimità ferita, il nostro candore ferito, la nostra capacità di essere vivi ferita. Decise così di ricorrere alle tre possibilità più potenti per raggiungere e stimolare questo nostro nucleo così profondo, così fragile e così impaurito: la musica, il movimento naturale del corpo e il calore dell’incontro umano. Il nome Biodanza è dato dal prefisso “bios” che significa vita e dalla parola “danza” che significa movimento pieno di significato. Ogni gesto pieno di significato, pieno di emozione, pieno di vita è danza: la “Danza della Vita”, appunto, che non prevede altri modelli da seguire se non il proprio, spogliato da tutte le inibizioni e tutte la paure. La musica, il movimento danzato e il calore che scaturisce dall’incontro con altri esseri umani, ribaltano la normale esperienza di realtà a cui siamo abituati.

Attraverso specifici esercizi, si passa ad un linguaggio nuovo capace di diminuire le funzioni inibitorie della corteccia cerebrale e facilitare l’accesso all’emozione, al sentimento e alla percezione sensibile di se stessi e degli altri. Dal quotidiano approccio mentale e razionale con la vita, si passa in spazi dove le parole, come per magia, sembrano non servire più. Nel contesto accudiente del gruppo si genera un particolare stato d’animo chiamato “vivencia”, che significa istante vissuto intensamente “qui e ora”. Per facilitare la comprensione della sua visione e per esprimere sinteticamente il concetto di “potenziale umano”, Rolando Toro ha selezionato le cinque funzioni esistenziali comuni a tutti gli esseri umani: la Vitalità, la Sessualità, la Creatività, l’Affettività e la Trascendenza. L’insieme di tali funzioni, che si intersecano tra loro senza soluzione di continuità, rappresenta la sfera globale dell’essere. Le persone sane ed equilibrate sviluppano nel corso della loro vita tutte queste cinque funzioni fondamentali. Molti però ne sviluppano solo alcune a spese di altre.

. La Biodanza lavora stimolando gradualmente le linee meno sviluppate con lo scopo di arrivare ad un loro migliore equilibrio e così ad una più profonda e globale armonia dell’essere. La sessione di Biodanza è paragonabile a un laboratorio di produzione di energia positiva al servizio dell’evoluzione della specie; per cui è molto importante portare all’esterno quelle sementi che possano poi germogliare per contribuire a migliorare la qualità della vita e condurla verso il suo splendore e la sua massima pienezza. Le ragioni per cominciare a portare Biodanza nella propria vita, sia dentro che fuori la palestra, sono ragioni che parlano al cuore, che ci spingono ad andare nella direzione di riprenderci ciò che da sempre ci appartiene, che rispondono al richiamo incessante e millenario della sua saggezza interiore e alla sua profonda necessità di riscoprire –qui e ora- come danzare in ogni istante la propria vita.

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