Come non disperdere il patrimonio acquisito per farne una possibilità di reddito anche in Italia. Ecco le iniziative di ricercatrici italiane e di altre donne immigrate.

Sui balconi di Torino qualcuno ha già cominciato a coltivare la trigonella, meglio nota come fieno greco e tanto usata nei paesi arabi per stimolare l’appetito e ridare forze. In Egitto si può berne un’ottima tisana chiamata helba, servita con tutti i crismi al tavolino di un caffè. Le informazioni sulle piante usate in Marocco, Romania, Perù, Nigeria, Mali, nella medicina tradizionale mediterranea e di molti altri paesi si raccolgono ai piedi delle Alpi grazie all’attività del gruppo femminile Almaplanta. L’iniziativa è nata nell’ambito del progetto “Alma Mater: percorsi contro l’esclusione sociale per l’autonomia della donne”, cofinanziato dal Dipartimento per gli Affari Sociali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Si tratta di un centro interculturale nato nel 1994 dall’associazione Alma Terra, in cui donne immigrate e torinesi hanno trovato un luogo di aggregazione per sperimentare diverseprofessionalità, con l’obiettivo di produrre beni e servizi di utilità sociale. In pochi anni il centro si è fatto promotore di una serie di progetti che hanno contribuito in modo sostanziale all’auto-sostenibilità del centro stesso, come l’hammam, il bagno turco per donne e bambini gestito dalla cooperativa La Talea, il laboratorio di sartoria e la cucina multietnica.

Accanto a queste, altre attività riguardano più direttamente i bisogni della comunità di donne immigrate, come il consultorio giuridico (gratuito), il servizio di accoglienza e mediazione culturale, i corsi di lingua italiana, lo spazio bambini. La maggior parte delle attività si sviluppa su iniziativa delle stesse socie: l’ultima nata è Almaplanta, che nel corso del 2000 è partita con una serie di conferenze tenute da ricercatrici italiane ma soprattutto donne immigrate esperte nelle medicine tradizionali dei rispettivi paesi e interessate a non disperdere il patrimonio acquisito ed a farne, eventualmente, una possibilità di reddito anche in Italia. Molte di loro erano curandere o guaritrici con le erbe: alcune vengono da paesi in cui sono stati fatti interessanti esperimenti di recupero delle medicine tradizionali all’interno del sistema sanitario ufficiale. Tra le iniziative previste, Almaplanta sta organizzando una sezione particolare del già esistente centro di documentazione, relativa alle diverse specialità della medicina tradizionale.

Per informazioni: Anna Garelli Almaplanta c/o Centro Interculturale delle Donne Alma Mater
Via Norberto Rosa 13/a – 10154 Torino Tel.011/2464330 – 011/2467002 Fax 011/2056133
www.arpnet.it/alma e-mail: alma@arpnet.it

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