l’energia che regge la vita del nostro “essere”

Quanto è importante riuscire ad avere il controllo della propria energia vitale, quanto è importante sentirla scorrere dentro di noi e comprendere quando sta per rallentare il suo flusso, quando sta per alterare la sua vibrazione, quando non possiamo usufruire della sua forza perchè bloccata da diversi ostacoli e conflitti interiori.
Quanti di noi hanno questa sensibilità?
Quanti di noi conoscono in modo profondo la propria energia vitale?
Molto pochi!

Avere una conoscenza chiara della propria energia vitale ci porterebbe a poterla gestire bene, a poter avere la sua massima forza quando serve ed a risparmiarla (nel senso di ottimizzarne l’uso) quando non serve, ad armonizzarla quando è “turbata” a stimolarla quando giace sul “fondo” del nostro essere e sembra di non averla affatto!

Vi è mai capitato di dover affrontare una situazione e vi sentite senza quella spinta vitale che potrebbe invece darvi la forza a farlo bene?
Vi è mai capitato di sentire dentro uno stato di pace quasi “ultraterreno”, una grande armonia ed una forza che vi farebbe affrontare il mondo intero?
Vi è mai capitato, dopo esser stati maltrattati, di usufruire di una forza (energia irritata) di cui non ne avete il controllo ma che comunque vi sostiene nell’azione?
Allora vi è la forza dell’energia in stato armonico e la forza dell’energia “irritata” conseguente ad un attrito, un conflitto al quale reagite.
Sentite dentro di voi la forza ma in modo molto diverso, la prima con benessere, supervisione ed autocontrollo, la seconda irritazione, agitazione con brio e totale mancanza di controllo.
Nel primo caso la forza continua a sostenervi fin quando l’armonia regge, nel secondo caso pur continuando l’irritazione la forza si muove in voi agitandovi con degli alti e bassi, continuamente altalenanti, fino a crollare come dopo un grande sforzo facendo così sentire “piatti” dentro, quasi senza più “forza”!
Di questa seconda forza è forse piena la nostra vita ma possiamo imparare a gestire il primo tipo di forza?
Certamente!
Attraverso un cammino che sembra facile ma invece sulle prime non lo è perchè non siamo abituati a percorrerlo: l’autocomprensione. Infatti è autocomprendendoci senza in alcun modo giustificarci nè condannarci che ci avvicineremo alla verità nascosta nel nostro essere e di conseguenza del “tutto”.
L’energia rimane sconosciuta perchè sconosciuto è alla nostra consapevolezza il nostro modo di essere come non sappiamo perchè reagiamo in un certo modo (psicoemozionale) davanti alla vita così non comprendiamo perchè davanti alla stessa non sappiamo gestire la nostra energia vitale al meglio, anzi spesso ci troviamo scarichi (come una pila da buttar via……no meglio riciclarla).

Ecco che vorremmo esser “carichi” davanti ad una situazione che richiede forza e questa stenta ad arrivare, non mi riferisco a situazioni di emergenza (dove intervengono altri fattori a tirar fuori la nostra energia, in qualsiasi stato essa si trovi) ma alla quotidianità, all’impatto con gli eventi che essa ci fa affrontare.

Spesso la vita è come una fontana che gocciola disturbandoci, siccome non riusciamo a chiuderla bene per eliminare il gocciolio vi mettiamo sotto, a raccogliere l’acqua che cola, un secchio (la nostra sopportazione) che una volta riempito, se non lo facciamo prima che si riempie del tutto, cerchiamo di svuotarlo, altrimenti soffriamo molto della saturazione, così trascorriamo la nostra vita, riempimento e svuotamento ma mai risoluzione, perchè?

Perchè la nostra conoscenza dell’energia vitale è scarsissima, come tale è anche l’autoconoscenza, badate non quella dei propri pregi e difetti ma l’autocomprensione della faccia vera (non giustificata nè condannata) di noi stessi!

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