L’approccio della Sophia-Analisi ai disturbi sessuali nell’uomo

Secondo gli ambienti scientifici più ortodossi, la sessualità è un evento “psicosomatico”, che risente tuttavia dei grandi cambiamenti sociali e culturali, dei nuovi modelli che privilegiano l’apparenza e l’immagine piuttosto che l’”essere”, la seduzione piuttosto che il desiderio. I mass-media propongono sempre più spesso spot pubblicitari provocatori, richiami al corpo e alla sessualità sempre più legata ad una indefinibile ricerca di felicità. Si assottiglia sempre più – in questa sessualità da spot – il confine tra sessualità e cibo, tra comportamento alimentare e “felicità sessuale”, sottolineando – a volte anche esageratamente – il legame tra un corpo perfetto ed asciutto/magrissimo ad una migliore e più soddisfacente attività sessuale. Man mano che questa cultura “ad uso e consumo delle multinazionali” penetra nell’immaginario collettivo, aumentano i disturbi, i disagi e le patologie tra una sessualità ideale ed immaginaria, studiata a tavolino dagli esperti di marketing, e la sessualità vera, reale, quella degli adolescenti, degli adulti e degli anziani (si perché anche gli anziani hanno una sessualità!).

Man mano che aumenta questo divario tra “ciò che i mass-media ci dicono che dovremmo essere per esser felici” e ciò che veramente siamo, si ingrandisce una sorta di “scollamento schizofrenico” tra gli autentici sentimenti di una persona e i suoi pensieri lentamente plasmati e condizionati dai messaggi “per i consumatori”. In questa cornice culturale, l’epidemiologia dei disturbi sessuali rileva negli ultimi decenni, un notevole e preoccupante incremento delle patologie e delle condotte relative alla sessualità. Sono colpiti indifferentemente sia le donne che gli uomini, ognuno con le specifiche differenze di genere. Ci occupiamo qui dei disturbi legati alla sessualità maschile, che a causa dei notevoli cambiamenti culturali degli ultimi anni, sembra emergere come quella più fragile, legata strettamente com’è all’identità del dell’individuo. Tra i disturbi che più frequentemente si possono riscontrare, vi sono i Disturbi erettili e l’Eiaculazione precoce (di cui ci siamo già occupati in passato con un taglio specificatamente psicologico). Si tratta di due disturbi intimamente legati tra loro.

Infatti nel maschio affetto da E.P., con l’andare degli anni e con il protrarsi delle lamentele della partner, essa produce una preoccupazione costante per la propria attività e ad un concentrarsi eccessivamente sul problema nella speranza di riuscire a soddisfare la propria partner. Questo atteggiamento di controllo può portare ad un blocco del desiderio o ad un disturbo erettile vero e proprio. L’Eiaculazione si definisce precoce quando si verifica prima che la persona lo desideri a causa di una resistente e persistente assenza di ragionevole controllo volontario dell’eiaculazione e dell’orgasmo durante l’attività sessuale. Il punto centrale è l’assenza di controllo volontario sul riflesso eiaculatorio: c’è precocità quando l’orgasmo interviene di riflesso, cioè quando è escluso dal controllo volontario (Kaplan – 1974). EIACULAZIONE PRECOCE Cause psicologiche (circa l’ 85% delle diagnosi) – Ambivalenza nei confronti delle donne – Disturbi della relazione di coppia – Ansia – Difese percettive contro le sensazioni erotiche Cause organiche (circa il 15% delle diagnosi) Cause organiche generali – Diabete – Disturbi neurologici degenerativi – Interventi chirurgici Cause organiche locali – Uretrite – Prostatite – Trauma uretrale Cause organiche iatrogene – Farmaci antiadrenergici L’APPROCCIO SEMANS Prevede la stimolazione ripetuta e prolungata del pene da parte della partner fino all’avvertimento della sensazione premonitrice dell’eiaculazione.

La stimolazione viene allora interrotta fino alla scomparsa della suddetta sensazione, e poi viene successivamente ripresa. La procedura viene ripetuta tante volte, fino a che il paziente non abbia raggiunto il suo limite di tollerabilità. Un adeguato supporto sophianalitico, strutturato secondo un preciso setting terapeutico e coadiuvato anche dalla metodologia Semans, è in grado di dare esiti terapeutici positivi nel 90% dei casi di E.P. (non organica). Il punto centrale è quello di inserire l’aiuto fisiologico all’interno di una cornice di auto-comprensione psicologica delle proprie dinamiche inconsce. Il paziente deve apprendere a poter gestire da sé i propri conflitti irrisolti e le ambivalenze rimosse. Quando un solido contesto sophianalitico si è strutturato, allora è possibile dare indicazioni e “compiti a casa” al paziente che possa eseguire in occasione delle sue attività sessuali. L’obiettivo è quello di contenere il riflesso eiaculatorio che così non si verifica più automaticamente. Si tratta di aiutare il paziente ad entrare in contatto con le sue sensazioni pre-orgasmiche, aiutandolo a concentrare la sua attenzione sulle sensazioni imminenti, fino a percepirle chiaramente e – gradatamente – a controllarle.

Nel frattempo vengono analizzate tutte le resistenze che diventano oggetto delle sedute terapeutiche, le quali devono essere risolte all’interno di un quadro individuale/relazionale non patologico. Diversamente la scomparsa del sintomo sarà effimera e transitoria. In breve, nel corso del setting terapeutico si affrontano argomenti come: – i pregiudizi e le convizioni errate sulla sessualità – la paura dell’insuccesso – la paura di essere abbandonato – la paura di non essere amato – la richiesta di prestazioni sessuali – la partner “giudicante” – l’incapacità ad abbandonarsi – la mancanza di coinvolgimento o l’eccessivo coinvolgimento – lo stress – la mancanza di familiarità o l’eccessiva familiarità – il sovraccarico emotivo – gli schemi nevrotici – l’ansia e l’angoscia – la relazione di coppia – la comprensione psicodinamica del problema sessuale – l’attenzione sul corpo – l’allentamento delle tensioni – il riapprendimento strategico – l’uso dell’immaginazione e dell’auto-ipnosi – l’attivazione delle risorse esistenti nel paziente – e molti altri.

Il percorso terapeutico messo a disposizione dalla Sophia-Analisi riguardo all’E.P. è sicuramente tra i pochi strumenti in grado di offrire un autentico percorso di consapevolezza che non guarda alla sessualità come ad un aspetto separato dell’individuo, ma tende piuttosto a considerare la Persona come un’insieme complesso ma indivisibile. Le difficoltà in ambito sessuale sono sempre il segnale di una disarmonia in qualche aspetto affettivo, relazionale o personale che riguarda l’intero individuo e che quindi non può essere trattato separatamente. L’approccio sophianalitico mira a riequilibrare le disarmonie presenti in ambito sessuale, aiutando la Persona a recuperare aspetti inconsci della propria personalità, a sviluppare quelli consci e a far riferimento sulle proprie risorse interiori – che potremmo definire “spirituali” o “esistenziali” – di cui poco si conosceva l’esistenza.

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