Si moltiplicano in tutto il mondo i progetti di convivenza sostenibile. Dalla Scozia all’India, dagli Usa alla Germania, piccole comunità umane vivono nel rispetto di ambiente e salute

Gran parte della preoccupazione per l’ambiente globale ha che fare con il modo in cui dobbiamo gestire questo nostro pianeta. Nel momento in cui il mondo é concepito come un globo può diventare oggetto d’appropriazione per la collettività umana. In quest’ottica noi non apparteniamo al mondo né prendendo parte alla sua essenza né facendone risuonare cicli e ritmi. Piuttosto, siccome il dato distintivo della nostra umanità si pensa stia nella sua trascendenza dalla natura fisica é il mondo che ci appartiene, immagini di proprietà a parte (Ingold, 1992). Siamo di fronte ad una tremenda crisi in termini d’attività umana sul nostro pianeta. La crescita distruttiva, la povertà, i ghetti nelle metropoli che crescono come funghi, la corruzione dell’ambiente e dei cibi, l’accesso ineguale alle risorse sono alcune delle tematiche che dobbiamo affrontare. E’ chiaro che il sentiero dello sviluppo non può continuare in questo modo senza che nessuna riflessione venga fatta e, alcun pensiero venga rivolto all’impatto che tale sviluppo provoca sul mondo naturale che ci sostiene. Il nostro impatto collettivo ha raggiunto proporzioni globali che hanno già avuto ripercussioni severe sull’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del clima mondiale.

Mentre gli elevati livelli di consumo dei paesi industrializzati sfruttano la maggior parte delle risorse del pianeta, il “Sud” non ne ha a sufficienza. Quindi il Nord ha un bisogno molto più grande di cambiare il suo stile di vita che il Sud del mondo. E’ la gente del Nord che ha risorse e la possibilità di agire. La situazione dei paesi meno industrializzati é molto diversa. La vasta maggioranza della gente vive in comunità rurali che sono state sostenibili per molto tempo ma stanno rapidamente perdendo il loro status nel momento in cui sono abbandonate in massa per i ghetti delle metropoli. Ironicamente ciò accade a causa della falsa idea che la vita nella città possa raggiungere lo status dell’idillica vita del Nord- la vita che gli stessi eco abitanti del Nord trovano assolutamente insoddisfacente. Il modello dell’eco-villaggio è una risposta cosciente al problema estremamente complesso di come trasformare gli insediamenti umani in villaggi paesi, città e comunità sostenibili integrati dal punto di vista ambientale ma anche umano e sociale. Il modello dell’eco-villaggio può essere applicato egualmente agli insediamenti rurali o urbani del Nord che ai paesi in via di sviluppo, facendo emergere soluzioni per incontrare i bisogni umani, di protezione dell’ambiente e di qualità di vita migliore.

Nel “Nord” i motivi perché la gente crea eco-villaggi o si raggruppa in comunità sostenibili tende a ricadere in tre categorie di ragioni: ecologiche, spirituali, sociali. Tali categorie caratterizzano anche le comunità. Le comunità possono essere rurali o urbane, ad alta o bassa tecnologia a seconda delle circostanze e convinzioni. Il nome eco-villaggio suggerisce ad alcuni la nozione di qualche villaggio tradizionale a bassa tecnologia. Non é così. Eco- villaggio e’ piuttosto un termine che enfatizza l’importanza delle prospettive sociali della comunità. Le comunità sono in pieno sviluppo. Il network globale degli eco- villaggi é un network di progetti coordinato dall’associazione Gaia Trust. Include la comunità di Findhorn in Scozia, “The Farm” in Tennessee, USA; Lebensgarten Steyerberg in Germania, Crystal Waters in Australia; Eco-ville Saint Petersburg in Russia, Gyurufu in Ungheria, il progetto “Ladakh” in India, l’associazione danese delle comunità sostenibili e molte altre. Un eco- villaggio è una piccola comunità di 50-2000 persone unite da un goal comune basato sulla condivisione di valori ecologici, sociali e spirituali.

Con il fermo pensiero di non prendere di più dalla terra di quanto non venga alla terra restituito. L’eco-villaggio é una manifestazione di grande energia intuitiva che viene dalla profonda comprensione della natura consapevole che noi e la natura siamo profondamente in pericolo, intuizione che spinge a guardare quello che abbiamo dimenticato: una connessione con la terra. All’interno degli eco-villaggi o delle comunità che ospitano progetti ecologici, priorità viene data alle costruzioni ecologiche, ai sistemi energetici rinnovabili, alla produzione organica di cibo, allo scambio dei prodotti locali con l’esterno. Importanti sono però anche i sistemi di sostegno sociale e familiare che includono la diversità culturale, e la salute olistica.
Quattro criteri sono stati definiti per localizzare degli eco- villaggi e delle comunità sostenibili.
1. Sostenibilità economica
2. Produzione decentralizzata su scala umana
3. La possibilità per uno stile di vita non stressante
4. Il rispetto dell’equilibrio di acqua, fuoco, terra e aria.

Questi dunque alcuni esempi in cui la gente si è organizzata per costruire comunità alternative adottando stili di vita atipici.

In realtà per costruire modi di vita sostenibili molti cambiamenti debbono essere fatti nella sfera dei salari, lavoro e tempi, tempo di cura, consumo e produzione, uso delle risorse, vita comune, la relazione uomo/donna e ambiente, le relazioni tra individui e collettività. Cambiamenti che costano fatica. Variare stile di vita è un problema organico e complesso che ha a che fare con gli investimenti e le energie da impiegare. Dipende se i valori come socialità, cooperazione, possono essere obiettivi verso i quali protendere (lavanderie in comune, risorse in comune, vita in comune, coabitazione ecc.). Se e’ generale la volontà di investire in modi alternativi di consumo, produzione e vita. Ma soprattutto se la “mentalità” lo permette ed è comune la voglia di realizzare insediamenti umani sostenibili.

Per saperne di più:
www.gaia.org

La sede di Gaia Trust è in Danimarca:
Skodsborgvej 189, Naerum 2850, Denmark
Wk: +45 45 56 01 30
Fx: +45 45 56 60 30

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