La scrittura, espressione di svariate attività cerebrali, quali quelle del linguaggio, visive, uditive e motorie è in grado di rivelare eventuali anomalie che si presentino nelle aree del sistema nervoso interessate a tale attività

La disgrafia, disturbo dell’apprendimento, che si manifesta con la difficoltà di riprodurre lettere e numeri, può essere individuata attraverso l’esame della scrittura molto tempo prima che compaia apertamente. La grafia del disgrafico presenta infatti caratteristiche particolari che esprimono la difficoltà del soggetto e che possono essere ad esempio: una cattiva disposizione dei segni nello spazio grafico; un andamento lento e faticoso; improvvisi cambiamenti di direzione; collegamenti fra lettere troppo lunghi lettere malformate lettere di dimensione diversa, che siano cioè troppo piccole o troppo grandi ed abbiano un andamento irregolare, disarmonico; copiatura difficile. Il bambino disgrafico presenta infatti notevole difficoltà nello spostare lo sguardo dalla lavagna al foglio e riprodurre dunque le lettere sul quaderno; disuguaglianza ritmica che si manifesta con tratti scritti con eccessiva velocità ed altri con estrema lentezza. ecc.. Di solito di fronte a ragazzi che presentino tali caratteristiche, si prende si coscienza del problema , ma si tende a considerare il tutto come una difficoltà transitoria che si risolverà spontaneamente. In questa situazione intanto , il bambino continuerà a ripetere gli stessi errori e , accorgendosi di non migliorare , si sentirà sempre più sfiduciato ed incapace. L’origine della disgrafia può essere sia di tipo neurologico che psichico e una diagnosi precoce è auspicabile se non si vuole che il bambino, non solo a scuola, si senta ingiustamente diverso dagli altri e quindi inferiore. Da un’indagine effettuata sembra che il 13% dei ragazzi dai sette ai dieci anni risulti affetto da disgrafia, disturbo che può essere superato con un programma di recupero messo in essere da operatori qualificati che lavorino in collaborazione con la scuola; tutto ciò, è evidente, è sempre utile ricordarlo, se diagnosticato per tempo. Insomma è come dire : PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE

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