Il dentista……., un futuro pieno di sorprese

Siamo dal dentista e già non è molto bello! Ci sediamo, sappiamo che sta per iniziare il dolore, il dentista inizia a lavorare. Niente, non sentiamo nulla. Fantascienza? Anestesia? No, probabilmente è solo il futuro!
Negli ultimi anni la ricerca ha prodotto numerosissime innovazioni in questo campo. Sono comparsi i primi “trapani indolore” e stanno sparendo anche le vecchie otturazioni in metallo (le amalgame), sostituite da materiali più resistenti ed estetici, ma sono in arrivo anche molte altre novità!

La ricerca, le ditte, le cliniche dentali, ecc., lavorano, non solo per farci odiare meno il dentista ma, anche, per renderlo sempre meno necessario (come sta già accadendo). La prima buona notizia riguarda l’introduzione di trapani non meccanici e quindi indolori. Il materiale di cui sono costituiti i nostri denti è assolutamente insensibile ma, i trapani tradizionali, producono vibrazioni che arrivano ai nervi sottostanti, provocando il dolore. Le possibili alternative proposte dalla ricerca sono addirittura due.

1. Da una parte ci sono degli strumenti che agiscono, spruzzando della polvere micronizzata di biossido di silicio e/o ossido d’alluminio ad alta pressione che, letteralmente, erodendo il dente, rimuovono la carie e lo preparano per la conseguente otturazione.
2. Dall’altra parte c’è l’intramontabile laser: finora utilizzato solo per lavori di chirurgia sulle gengive e sulle parti molli. Di recente, sono però stati introdotti sul mercato dei modelli che, grazie alla loro particolare lunghezza d’onda e l’interposizione di molecole d’acqua tra i raggi ed i tessuti da trattare (definiti “laser pulsati ad energia idro-cinetica”), riescono a “limare” anche la “dentina” dei denti stessi.

Entrambi questi strumenti sono già disponibili per i dentisti, che li adotteranno in massa probabilmente entro pochi anni, anche se non è ancora chiaro, quale sarà il sistema vincente; probabilmente sarà necessario utilizzare entrambi.
Oltre all’eliminazione del dolore, questi due “trapani” alternativi, hanno anche il vantaggio di essere molto più precisi, permettendo di rimuovere dal dente cariato, meno materiale possibile; nonostante i nuovi materiali biologici per le otturazioni, siano molto migliori del vecchio ed obsoleto amalgama, nulla può ancora competere con un vero dente naturale.
Anche le radiografie stanno per scomparire, sostituite da sensibili sensori elettronici o speciali lastrine ai fosfori (simili per dimensione e forma a quelle consuete).

In questo caso, il vantaggio non sarà una riduzione del dolore ma, del pericolo. Anche se non ci si pensa, ogni radiografia comporta l’assorbimento di radiazioni, potenzialmente pericolose, che potrebbero anche portare allo sviluppo di tumori.
I sensori elettronici sono molto più sensibili e richiedono circa il 10% della dose di raggi X necessaria per impressionare un film tradizionale, riducendo, così, di molto il rischio.

Non solo, le immagini in forma elettronica, si prestano ad elaborazioni impossibili sulle pellicole e, quindi, permettono ai dentisti di eseguire una diagnosi migliore e pianificare l’intervento con maggiore precisione.

Ma le ricerche più eclatanti, anche se personalmente non le considero troppo naturali, sono quelle che meno hanno a che fare con i dentisti veri e propri; Mary MacDougall, dell’Università del Texas, è riuscita per la prima volta a far crescere in laboratorio il tessuto dei denti. L’esperimento è stato eseguito utilizzando dei frammenti di “denti del giudizio” estratti ad alcuni pazienti.

Alle cellule che provvedono a costruire, sia il mantello di smalto che la dentina, sono stati aggiunti alcuni geni in più, per far si che, esse, continuassero a replicarsi anche in cultura; aggiungendo un po’ di nutriente, gli scienziati hanno ottenuto immediatamente la crescita, in laboratorio, di parti dei denti.

In futuro, quindi, diventerà possibile far crescere in provetta dei denti da usare per l’implantologia al posto di quelli artificiali e, forse, anche far si che quelli naturali generino, da soli, le proprie otturazioni. Tutto ciò non fa parte dell’immediato futuro, ma l’attesa potrebbe essere relativamente breve.
Ancora più eccitante è la prospettiva d’individuare “l’interruttore biologico” che stimola la crescita di una nuova generazione di denti.
Mentre gli esseri umani si devono accontentare di due sole dentature e, la seconda deve durare per parecchi decenni, alcuni animali, come gli squali, producono in continuazione dei denti, con cui sostituiscono quelli che cadono o si deteriorano.

In futuro, quindi, tutto quanto è stato descritto finora, potrebbe diventare addirittura inutile, perché magari potremo semplicemente farci crescere una nuova dentatura ogni volta che abbiamo dei problemi con la “vecchia”.

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