Falsa Informazione sull’ADHD

Quando eravamo piccoli e ci comportavamo come “piccole pesti” venivamo definiti bambini con l’argento vivo addosso o in perenne movimento come l’acqua del mare. Le nostre scorribande finivano il più delle volte con sonore “strigliate” o solenni punizioni ma nessuno si sarebbe sognato di definirci bambini “malati”. Oggi le cose sono cambiate e al posto delle “piccole pesti” sono subentrati bambini affetti “da disturbo chiamato deficit di attenzione e iperattività” altrimenti detto ADHD, classificato come vera e propria malattia. Ma da quando un bambino vivace o distratto deve essere definito malato? Iniziamo con il dare la definizione della parola malattia. La malattia è la condizione di un organismo non in omeostasi cioè non ha quel perfetto equilibrio fisico e chimico proprio delle cellule sane. Essa presenta dei sintomi avvertiti dal malato e dei segni riscontrati dai medici. Sintomi e segni servono, unitamente alle indagini cliniche, a formulare una diagnosi e a prescrivere un’idonea terapia. Nel bambino svogliato, distratto o vivave dove sono i sintomi e i segni? L’ADHD è stato classificato come disturbo mentale attraverso un sistema di votazione effettuato da un gruppo di esperti ed è stata inserito nel DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali).

Può una votazione definire una malattia? Indubbiamente ci sono bambini con problemi di diverso genere, indubbiamente ce ne sono alcuni che possiamo definire iperattivi, disattenti, distratti o che hanno difficoltà di apprendimento e che hanno bisogno di essere seguiti personalmente e con cure appropriate per il singolo disturbo. Tutt’altra cosa è però trasformare automaticamente queste caratteristiche in un’unica patologia mentale, dire che il numero di bambini affetto da questa “patologia” è altissimo: tutto ciò fa parte di una colossale operazione di marketing. Dov’è il marketing? Lo vediamo subito. Per diagnosticare l’ADHD gli “esperti” si affidano ad alcune semplici domandine alle quali rispondere semplicemente sì o no. La maggioranza dell’uno o dell’altro identifica un ADHD o meno !! Ma un bambino distratto o troppo vivace può esserlo per migliaia di motivi e non sono un sì o un no i responsabili della loro identificazione!! Questi test vengono distribuiti nelle scuole e gli insegnanti vengono formati a segnalare i presunti casi di ADHD: Nel frattempo, una serie di articoli pubblicati su riviste o trasmissioni televisive in cui “esperti” parlano di questa “malattia” hanno convinto i genitori che il problema esiste ed è incontrollabile.

I medici interpellati, convinti anch’essi della presenza di un nuovo disturbo mentale, prescrivono al bambino lo psicofarmaco necessario che in questo modo viene lanciato sul mercato. Negli USA milioni di bambini sono stati definiti malati di ADHD, molti di essi sono morti per le reazioni collaterali dello psicofarmaco a loro prescritto, mentre le fabbriche produttrici del prodotto continuano ad avere un giro d’affari enorme. Addirittura negli USA i genitori che rifiutano le “cure” al proprio figlio vengono accusati di negligenza e minacciati di perdere la patria potestà!! Il nome del prodotto incriminato è RITALIN, principio attivo: METILFENIDATO. Negli ultimi sette anni la vendita del principio attivo è aumentata di ben 8 volte!! Stiamo, per caso, andando incontro alla nascita di una popolazione sotto controllo? Una serie di persone robotizzate e catalogate il cui pensiero possa essere incanalato in una sola direzione come nella peggiore Germania nazista? In Italia non siamo ancora a questo punto ma molte scuole hanno già ricevuto i test e il Ministero della Salute ha decretato che il RITALIN può essere prescritto, ma solo in alcuni centri specializzati.

Il guaio è che di questi “centri specializzati” ne sono già stati aperti molti. Cosa possiamo fare?
– rifiutarci di sottoporre i nostri figli a test psicologici;
– stare attenti a presunti test dai titoli fumosi quali “indagini cognitive”;
– diffondere queste informazioni e cercarne altre sull’argomento;
– rifiutare l’introduzione nelle scuole di test di massa;
– cercare le vere cause delle difficoltà di un bambino ed affidarsi ad un vero espero che lo aiuti a superarle nel modo corretto.

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