Nel reparto di Dermatologia del Policlinico Gemelli, arriva una notizia che dà nuova speranza a tutti coloro (più dell’8% della popolazione italiana) che soffrono di psoriasi e che incoraggia tutti gli studiosi e i medici che da sempre credono nelle enormi possibilità terapeutiche del Laser. La psoriasi è una malattia molto diffusa e si manifesta, in genere, con piccole macchiette sulla cute ma, nei casi più gravi, si evidenziano grandi macchie su tutto il corpo. C’è una forte predisposizione genetica, ma perché si manifesti sono necessari altri fattori scatenati e uno di questi è lo stress. Da poco si è sperimentato un Laser ad eccimeri ultravioletto (diverso quindi dal “cugino” Laser terapeutico a infrarossi) che è in grado di portare via le placche in modo delicato. Può anche produrre effetti biologici e biochimici nella pelle sottostante con sviluppi positivi. La psoriasi è però una malattia complessa, non basta solo il Laser, ma bisogna continuare anche con le cure tradizionali, valutando soprattutto il livello raggiunto dalla malattia: un conto è infatti curare una psoriasi che copre il 3 per cento del corpo, un conto è curare una malattia generalizzata.
Oltre al Laser, l’arma migliore per combattere la malattia sono i retinoidi, precursori della vitamina A che possono tenere sotto controllo la malattia. Molto efficaci sono anche quei farmaci che sensibilizzano la pelle alla luce ultravioletta e tutti quei farmaci immunosoppressori, tra cui la ciclosporina. Infine, la radiazione solare che contiene raggi ultravioletti che possono eliminare le cellule cresciute troppo in fretta. Si può anche ricorrere all’elioterapia in particolari ambienti come il Mar Morto dove l’effetto del sole si unisce a quello dei sali disciolti nell’acqua.

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