Omeopatia e morbo di Crohn

Curare omeopaticamente il malato di Crohn significa individualizzare ogni singolo caso nelle sue caratteristiche peculiari e personalizzarne la terapia medica in modo specifico. Questo, in sintesi, quanto è emerso a Roma sabato 4 Marzo 2006, durante un incontro promosso dalla Scuola Italiana di Medicina Omeopatica Hahnemanniana (S.I.M.O.H.) nell’ambito delle sue attività formative in programma per l’Anno Accademico 2005/2006. La riunione, a cui hanno partecipato numerosi medici provenienti da diverse regioni d’Italia, ha visto la presentazione in seduta plenaria di casi clinici di malati affetti dal morbo di Crohn, in trattamento con terapia medica omeopatica.

L’iniziativa nel suo complesso rientra nell’ambito degli incontri formativi che l’Istituto Omeopatico italiano (S.I.M.O.H.), fondato e presieduto dal Prof. Antonio Negro, organizza ogni mese nella Capitale, da oltre 15 anni, per presentare al mondo scientifico ed accademico i principali casi clinici di pazienti curati omeopaticamente.

“La scienza medica in generale e la medicina omeopatica in particolare – ha dichiarato a latere della manifestazione la Prof.ssa Maria Letizia Salvi, Direttore Sanitario dell’Ambulatorio Medico-Chirurgico ”Samuele Hahnemann” dell’Istituto S.I.M.O.H. – non cura un uomo teorico, astratto, generico. Non cura un ”nome di malattia” ma, da Ippocrate ai giorni nostri, si occupa di sanare il singolo paziente individuale, il singolo malato reale, l’intero organismo concreto, specifico, studiandolo nelle sue personali modalità reattive e difensive. Ecco perchè ogni malato di Crohn è un paziente diverso l’uno dall’altro e ciascuno necessità di terapie distinte, corrispondenti in modo singolare alla personale realtà unitaria e totale”.

“Ciò che in generale noi medici chiamiamo ”malattia” – ha aggiunto il Dott. Mattia Canetta, medico internista e Responsabile Didattico dell’Istituto S.I.M.O.H. – è un modello di studio teorico, che, se è assai utile nella ricerca e nella didattica, deve però trovare una diversa applicazione nell’ambito della clinica medica, dove è necessario conoscere tutta la realtà unitaria di ogni malato e ad essa far corrispondere una terapia medica individuale, che non può che essere personalizzata.

E questo è ciò che fa la medicina omeopatica hahnemanniana”.

Di fronte ai severi casi di infiammazione cronica intestinale – come sono quelli dei pazienti affetti dal Morbo di Crohn – la medicina omeopatica si pone, quindi, valorizzando il criterio clinico individuale, così da finalizzare la terapia alla cura del singolo paziente attraverso il rinvigorimento delle sue personali capacità reattive e difensive. In tal senso l’omeopatia anticipa di oltre duecento anni le moderne ricerche mediche nel campo della personalizzazione della terapia, consentendo di correlare tra di loro i dati biologici unitari desunti dal malato – compreso attentamente nella sua individuale realtà patologica – con le conoscenze sviluppate preventivamente in approfonditi studi farmacologici condotti su uomo sano e capaci di indagare, con metodologia galileiana, le dinamiche potenzialità terapeutiche di ogni specifica sostanza opportunamente diluita e dinamizzata.

Fonte: Salute Europa

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