Riscoperta di un materiale bioecologico

L’uomo costruisce case in terra da quasi 10.000 anni. Questo dimostra un legame profondo e viscerale tra terra e uomo, non soltanto perché si nutre dei suoi frutti, ma poiché sussiste un’unione interiore di carattere esoterico e spirituale. Senza allontanarci troppo dalla nostra cultura, ritroviamo il legame con la terra a partire dalla civiltà Greca a quella Romana, fino al libro della Genesi dove leggiamo che : Il Signore formò l’uomo dalla polvere della terra e soffiò nelle sue narici un soffio vitale, così diventò un essere vivente. Ma da quando l’uomo costruisce edifici importanti in terra? Ci sono opere in terra di notevole pregio architettonico a partire da migliaia di anni fa: la civiltà egizia con i giganteschi ziggurat e anche diverse piramidi esistenti, la città di Babilonia con le sue mura fortificate, fino ai greci e all’età classica romana. I romani usavano la terra cruda e questo è confermato nel De Architectura di Vitruvio, dove ne spiega le diverse tecniche costruttive. Visitando la città di Pompei si trovano i resti di qualche abitazione costruita con queste tecniche.

In tutta Europa si trovano edifici in terra, e contrariamente a quanto si può pensare, soprattutto in paesi del nord e del centro Europa. Quindi paesi molto piovosi e paesi molto freddi, contano tradizioni costruttive in terra piuttosto rilevanti, ma questo accade anche in paesi molto caldi e desertici. In Italia si è costruito in terra fino agli anni’60/’70; case in terra sono sparse su tutto il territorio nazionale, a partire dai Casoni veneti, fino alle case in pisè del Piemonte, attraverso la Toscana, le Marche, la Basilicata, la Calabria e la Sardegna: ogni regione sviluppando un particolare caratteristica costruttiva. Vi sono diverse tecniche costruttive che si possono utilizzare; in tutto il mondo ne sono state classificate ben 18. Alcune di queste tecniche sono molto semplici, mentre altre sono piuttosto interessanti e con risultati egregi da più punti di vista. Si possono indicare tre gruppi diversi per poter realizzare strutture di tipo: – monolitico portante tra queste la tecnica più aggiornata e per noi europei la più nota, è quella della terra battuta o pisè, in cui la terra allo stato secco-umido è posta all’interno di casseformi e compattata con un martello pneumatico – strutture in mattoni mattoni di terra compressi meccanicamente con l’aiuto di presse manuali o presse meccaniche – strutture di riempimento l’impasto di elementi in terra è applicato su strutture portanti in legno Le diverse tecniche hanno subito negli ultimi anni un’attualizzazione importante e interessante; tanto da essere scopo di iniziative costruttive da parte di enti e università europee, da diversi professionisti e anche privati cittadini, (io stessa ho partecipato alla costruzione di un edificio).

I risultati non sono solo incoraggianti, ma sorprendenti, sia dal punto di vista economico che da quello estetico. In particolare l’utilizzo di argille di diverso colore conferisce alla muratura in terra un fascino e una bellezza uniche nel campo delle murature portanti. La terra adatta alla costruzione è quella che troviamo sul posto, vale a dire nel luogo dove si deve costruire, e in particolare, quella compresa nello strato intermedio della crosta terrestre: tra l’humus superficiale e la roccia vera e propria. Le caratteristiche fisiche e meccaniche dipendono molto dalle diverse percentuali di elementi che la costituiscono, che sono: la ghiaia, la sabbia , il limo e l’argilla. Secondo la particolare composizione della terra che si trova in loco, si possono applicare le diverse tecniche costruttive, e comunque si possono migliorare tali caratteristiche con l’aggiunta di alcuni materiali per rendere più stabile e più resistente questo materiale. Perché dovremmo costruire in terra? Perché essa è un eccellente materiale da costruzione, sia in termini tecnici, sia per i requisiti bio-ecologici che la caratterizzano.

– Per la sua facile lavorabilità – Per un basso impatto ambientale – Per il facile riciclaggio – Per il suo isolamento termico – Per il suo isolamento acustico – Per la sua igroscopicità – Per la sua plasticità E’ dimostrato che la terra possiede una forte inerzia termica che la indica come buona capacità di isolamento termico; adatta quindi per essere utilizzata in zone dai climi estremi: molto caldi, oppure molto freddi. Inoltre la terra può essere utilizzata anche come elemento di finitura come l’intonaco per esempio e già si hanno rilevanti benefici del microclima interno, sia in estate che in inverno. Bastano, infatti, pochi centimetri di intonaco argilloso perché esso comportandosi come una spugna, regoli automaticamente l’umidità presente nell’aria interna, assorbendo quella in eccesso oppure liberandola in caso di ambiente secco; questo meccanismo riporta costantemente i valori di umidità relativa all’interno della fascia di benessere per l’uomo. Lo scopo è quello di sboccare quella mentalità chiusa che ha visto la terra come un materiale povero e poco dignitoso, tanto da essere messa al bando per legge anche in Italia durante l’epoca fascista.

Si vuole invece incoraggiare l’apertura verso un materiale da costruzione millenario, che ancora oggi è in grado di essere utilizzato proprio per le sue caratteristiche particolari, per realizzare murature finalizzate ai diversi scopi, che vanno dall’isolamento termico, oppure per accumulo di calore, oppure per un beneficio nell’umidità interna. Esistono macchinari per la fabbricazione di mattoni in terra, di tipo manuale o semi-automatico (che producono da 300 mattoni a 12.000 mattoni al giorno) mentre quelle industriali aumentano di molto la produzione giornaliera. Le macchine manuali e semi-automatiche sono state progettate per essere trasportare in loco, nel cantiere dove sorge la costruzione, e quindi produrre i mattoni che servono. Questo significa un’importante rivoluzione del ciclo produttivo dei materiali utilizzati e un cambiamento dell’organizzazione del cantiere, che mette alla prova la nostra tradizione; ma pensiamo ai vantaggi che tutto questo può portare soprattutto in termini economici e di impatto ambientale Attraverso opportune raccomandazioni costruttive e certamente qualche compromesso tecnico, questo materiale attualmente oggetto di studi approfonditi, ci farà scoprire molti lati positivi che abbiamo dimenticato.

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