Proteggersi dalla Paura

Una volta ci si rivolgeva all’Oracolo di Delfi, il più importante di tutta l’epoca dell’antica Grecia, affinché rivelasse le sorti di una battaglia o il decorso di una malattia. Oggi leggere le interiora delle oche è un po’ fuori moda, ma ci si sorprende ad osservare che non è invece scomparsa l’ossessione di conoscere il futuro. Prova ne sono l’ enorme successo degli oroscopi sui serissimi tabloid e il proliferare continuo di cartomanti, veggenti ed indovini di ogni tipo (settore che non conosce crisi). Naturalmente, oggi nessuno crederebbe più ad un futuro interpretato a partire dal volo degli uccelli, dai fondi di caffè o dalla composizione delle nubi. Affinché sia credibile, nel 22° secolo il futuro va dedotto con sistemi più moderni e tecnologicamente all’avanguardia. L’utilizzo di sistemi tecnologici per la lettura del futuro ci offre un senso di garanzia e alta credibilità del risultato. Il futuro, se previsto scientificamente, ci fa sentire uomini moderni, razionali ed illuminati, lontani dall’ingenuità e dalle oscure paure dell’uomo del medioevo.

Uno dei settori in cui le paure sono più forti (e di conseguenza la lettura del futuro è particolarmente avanzata) è la medicina. I sistemi diagnostici sempre più raffinati hanno finito per comporre un elaborato sistema di cause ed effetti. Se mangi troppa carne rossa ti verrà il cancro, se bevi troppo vino ti verrà la cirrosi e se mangi troppi dolci ti verrà l’infarto. Questo sistema di paure e di previsione del futuro ha finito per orientare gli stili di vita, le abitudini alimentari, e sta producendo un’importante e positiva ricaduta sull’attesa di vita delle persone, con un consistente allungamento della vita media. Insieme a questo preziosissimo risultato, a fronte di un allungamento della vita media, non sempre questo corrisponde necessariamente anche ad un miglioramento della qualità della vita. In altre parole, il problema non è soltanto vivere di più, ma soprattutto vivere meglio. Uno dei fondamentali problemi dell’uomo è la paura. Una parte del nostro cervello è programmata dall’evoluzione per proteggersi dai nemici. Questo stato di costante allerta, tipica di tutti gli animali selvatici, è migrato dai predatori naturali alle angosce profonde. L’uomo moderno, libero dalla minaccia dei predatori, è oggi torturato dalle proprie ansie interiori. La previsione del futuro è un’attività mentale ossessiva, compulsiva e ininterrotta che il nostro cervello produce al fine di sconfiggere la paura interna. Conoscere quello che accadrà domani, la prossima ora o la prossima settimana, offre l’illusione di conquistare la pace interiore.

La medicina moderna, oltre a progressi impensabili anche soltanto fino a 50 anni fa, ottiene questi risultati anche grazie ad un sottile (ma neanche troppo) gioco di paure. Insistere su paure più ancestrali ha fatto sì che in questi ultimi decenni la “Macchina della medicina” sia cresciuta a dismisura. Quando ormai, negli anni ’90 del secolo scorso, la paura dell’HIV ha cominciato a diminuire, sono improvvisamente emerse nuovi allarmi e pericoli, nuove epidemie (anzi, pandemie!), nuove pesti sterminatrici dell’umanità pronte a garantire che il flusso di denaro non si arrestasse. Sono quindi spuntate l’Aviaria (e come dimenticarla!), la SARS, l’epidemia “suina” e l’influenza H1N1 (quella di Topo Gigio), presentate come moderne apocalissi che avrebbero dovuto potenzialmente dimezzare la popolazione mondiale.

Giocando sulla paura, i governi sono stati indotti ad acquistare milioni e milioni di dosi di vaccini (la gran parte inutili per i ceppi virali) per un giro incredibile di miliardi. Oggi infatti la Medicina è una macchina così grande e potente che non può più essere finanziata soltanto dai malati, ma necessariamente anche da chi non è poi così tanto malato, da chi pensa di esserlo e infine anche da chi è sano ma potrebbe ammalarsi. Le paure ancestrali insieme a moderni sistemi di marketing fanno sì che oggi scegliamo i nostri cibi non più per il sapore, ma per le proprietà nutritive, per proteggerci e curarci. Prendiamo ad esempio lo yogurt, nato nella notte dei tempi dalla scoperta da parte di popolazioni nomadi trans-sahariane. Data l’estrema prossimità delle stalle con le capanne, e lo stretto contatto tra uomini e animali, si osservò che il latte contaminato da batteri di origine animale, si conservava più a lungo. Vale quindi la pena ricordarlo: oggi che lo yogurth – dai nomi commerciali sempre più fantasiosi – sembra il risultato di una altissima e accuratissima selezione da laboratorio quasi fantascientifico. Lo yogurth è soltanto latte contaminato da batteri. Ripeto: solo latte contaminato da batteri che in origine vivevano sulla pelle (e non solo su quella) delle capre, delle mucche e di altri animali da allevamento. Oggi lo troviamo, tra gli scaffali del supermercato, addizionato di sostanze nutritive, lenitive, rinfrescanti, purificanti, lassative, protettive e perfino dimagranti e anti-cellulite.

È la paura il vero, grande nemico, dell’uomo. È la paura infatti (e non l’amore per la scienza) che ha indotto il dott. Stephen Quake, 40 anni, sano, professore di bioingeneria all’università di Stanford, al sequenziamento del suo intero genoma (ricerca pubblicata su Lancet, Agosto 2009). Lo Studio ha avuto una grandissima rinanza mondiale e ha permesso all’interessato di scoprire che ha un’alta probabilità di avere l’infarto. Il risultato? Che il professore oggi – giovane e sano – si sta curando come se fosse un malato, con una profilassi a base di statine. Come ci si è arrivati? In modo scientifico naturalmente. Tutti i dati sono stati immessi in un grande calcolatore, il quale ha pensato, ponderato e alla fine ha emesso il suo responso (…ma non faceva così anche l’Oracolo di Delfi?). Il dott. Quake, secondo quando preconizzato dal grande computer, ha una probabilità maggiore del resto della popolazione, di morire all’improvviso di infarto fulminante.

Alleggerito di parecchie migliaia di dollari, e appesantito forse da qualche ansia in più, il dott. Quake è solo il primo di una lunga serie. Le Aziende che offriranno a poche centinaia di euro il sequenziamento del proprio DNA si stanno moltiplicando velocemente, e non è difficile prevedere che nel giro di questo stesso decennio, l’esame che promette di svelare il proprio futuro sarà alla portata di tutte le tasche. Si tratta, dicono gli esperti, di un mercato in fortissima espansione. Saranno in molti quelli che non vedono l’ora di poter pianificare la propria vita in base alle probabilità statistiche rivelate dal computer. È il mercato che cavalca la paura: esattamente quello dei sistemi di antifurto per appartamenti (+300% negli ultimi 5 anni), delle guerre preventive (sic!), del mercato degli psicofarmaci.

Nessun fatalismo e nessuna apologia del passato: il sequenziamento personalizzato del DNA sarà certamente un grande passo avanti per allungare la vita delle persone e una grande conquista dell’Umanità. Tuttavia mi domando come il dott. Quake vivrà i suoi anni: compresi quelli in più che la cura di statine (a vita!) promette di offrirgli. Ammettendo che il destino profetizzato sia quello di morire d’infarto, andrà ancora allo stadio a vedere la finalissima di campionato? Entrerà in Sala-Parto per assistere dal vivo alla nascita del figlio? Farà ancora con passione l’amore con la sua donna? E ancora: quanto saranno sciapi i suoi pasti? Esulterà alla laurea del figlio? Si arrabbierà, si commuoverà, piangerà? Come cambierà adesso la sua vita? Detto in altri termini: anche ammesso che la sua vita si sia allungata, ma è davvero migliorata? O forse non è oggi ancora più schiavo di quelle stesse paure (inconsce evidentemente!) che lo hanno condotto ad un esperimento del genere? Ma non era meglio lavorare sull’angoscia di morte?

Se quindi la mappatura del DNA è un indiscutibile balzo in avanti dell’Umanità, non mi pare che questo conduca a dei progressi riguardo alle paure ancestrali dell’uomo, le quali rimangono le medesime, se non addirittura amplificate a dismisura. Quali sono invece le cure per le paure e per l’infelicità dell’uomo?

La fisica quantistica, ed in particolare il Principio di Indeterminazione di Heisemberg e il Teorema di Bell, hanno dimostrato che quello che noi interpretiamo come certezza assoluta, in realtà è solo probabilità. È molto improbabile che un’automobile possa andare più veloce della luce, ma non è impossibile. Esiste un margine, magari piccolissimo, in cui è stato dimostrato (più volte) che possa farlo. Lo stesso Einstein rimase scosso da queste osservazioni che però non poteva ignorare. Se la probabilità è così fortemente influenzata dall’osservatore e da ciò che l’osservatore pensa, dai suoi preconcetti e dalle sue stesse attese, allora anche l’improbabile può diventare possibile (vedi gli studi sulla cosiddetta “Profezia che si auto-avvera”). In altre parole, più immaginiamo un determinato futuro, maggiori sono le probabilità per “quel futuro” di diventare reale, escludendo gli “altri futuri” possibili.

Quando però uno dei tanti futuri possibili viene accreditato come l’unico futuro (ti verrà l’infarto perchè hai il Gene XY), il pensiero scientifico non è più al servizio della ricerca della Verità, ma al servizio della paura. Questo tipo di pensiero scientifico, se davvero pretende di essere depositario dell’unica Verità possibile, rischia di diventare integralista e assolutista così come lo era stato il pensiero religioso (vedi le scuse a Galileo, giusto appena dopo 400 anni!). E così come il pensiero religioso, essere più al servizio delle paure che non della Verità. Solo che invece di minacciare le eterne pene dell’Inferno, minaccia (scientificamente!) con la paura della sofferenza fisica, della malattia e della morte.

Secondo il quotidiano La Stampa (30/04/2010), prima che gli fosse rivelata l’oscura profezia del grande computer, sembra che il dott. Quake sia stato sottoposto ad una serie di sedute di Counseling. Mi auguro che ciò possa averlo incoraggiato a lavorare di più su se stesso, sulle sue paure inconscie, ad amarsi di più, a lavorare sul potere positivo del proprio pensiero. E soprattutto a cercare la Verità e la Pace, sempre più dentro di sé, piuttosto che presso i falsi Oracoli.

[Ti avverto, chiunque tu sia. Oh tu che desideri sondare gli arcani della Natura, se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi non potrai trovarlo nemmeno fuori. Se ignori le meraviglie della tua casa, come pretendi di trovare altre meraviglie? In te si trova occulto il Tesoro degli Dei. Oh Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei].
Oracolo di Delfi

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