La natura è la prima e incredibilmente infinita “orchestra” da cui l’uomo trae un’ispirazione musicale. Inevitabile. Cominciò ad imitarla con dei legni da percuotere, lunghe canne cave in cui soffiare….poi scopre il metallo e forgia trombe…piccole corde tese su di una struttura di legno, molteplici strumenti che gli amplificano la creatività e il piacere di “fare suoni”, e goderne all’ascolto. Sono passati secoli e l’uomo evolvendo, ha dato una “alfabetizzazione”, denominando ogni piccola parte del suono utilizzando la matematica, e, anche se oriente e occidente utilizzano metodologie e alfabeti diversi, concordano che il suono e’ una vibrazione che nell’aria si propaga intorno a noi. Si arriva cosi ai sintetizzatori, che calcolano e riproducono le vibrazioni degli strumenti musicali già inventati dall’uomo. Naturalmente le possibilità di gestire nuovi suoni si è ampliata, proprio perchè non è l’imitazione di strumenti conosciuti la vera novità, ma è il continuo viaggio alla scoperta del suono e delle emozioni che può darci, il vero scopo nell’uso dei sintetizzatori. Dobbiamo tener presente che quando noi mangiamo un piatto di pasta con una forchetta, quest’ultima è il nostro strumento (come un violino, un pianoforte, etc..) scelto per raggiungere il vero scopo: mangiare la pasta, cioè ascoltare del suono. Se prima il suono era possibile “fissarlo” su nastri magnetici, ora lo si può memorizzare con calcoli matematici relativi alle sue frequenze di vibrazioni nell’aria. Per la creazione, la registrazione, la gestione e l’assemblaggio del suono si utilizza lo strumento matematico più potente: il computer. Esso è come altri strumenti, di difficile utilizzo nelle sue reali capacità e potenzialità, necessita una esperienza ed un preparazione che non si limita alla tecnica d’utilizzo, ma richiede al musicista una globale considerazione degli strumenti, del suono, della natura di cui siamo parte. Buon’Armonia a Tutti.

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