Introduzione al Feng Shui Tibetano

La moderna fisica quantistica ha dimostrato come la materia sia in realtà una forma di energia più densa e tutto ciò che esiste nell’universo possieda una sua vibrazione caratteristica, misurabile in frequenza ed intensità. Anche l’uomo possiede una sua frequenza vibratoria ed è a sua volta immerso in una dimensione vibrazionale multifrequenza con la quale deve costantemente interagire cercando di mantenere una propria omeostasi energetica interna. Se questo processo di mantenimento dell’equilibrio energetico poteva essere facilitato dal contatto con sorgenti vibratorie affini e dunque “nutrienti” come quelle presenti in natura, la vita moderna in ambienti artificiali dalla frequenza vibratoria assolutamente incompatibile rende l’adattamento sempre più difficile e faticoso per l’uomo.

La medicina tradizionale cinese ci insegna, da alcune migliaia di anni, che nel corpo umano (ma potremmo dire di ogni essere vivente) è importante che l’energia (il Ch’i) fluisca in modo spontaneo ed equilibrato lungo i canali energetici per poi diffondersi e nutrire ogni cellula dell’organismo. La medicina olistica, in occidente, ha fatto proprio il concetto di “blocco energetico” e di “squilibrio energetico” dovuto ad una carenza o ad un eccessivo accumulo di energia in un organo, ed opera per il ripristino di un suo regolare flusso attraverso tecniche vibrazionali o di lavoro corporeo.

Anche nel macrocosmo in cui viviamo vigono gli stessi principi (come in alto così in basso, come dentro così fuori) e il Feng Shui considera il Ch’i come il fluido che penetra tutto nell’universo e che produce i cambiamenti nella materia, addensandosi o disperdendosi. Questa energia può essere considerata nella duplice dimensione cosmica (aria, vapore, gas) o umana (respiro, aura, energia). Quella presente nell’ambiente influisce su quella interna dell’uomo plasmandola. Il ch’i è benefico quando scorre in modo fluido e dolce all’interno e intorno ad ogni cosa, quando è troppo veloce o ristagnante diventa invece malsano.

Nella pratica del Feng Shui Tibetano si considera il flusso dell’energia vitale YANG (contrapposta all’energia YIN) all’esterno dell’abitazione ma anche nei diversi spazi che la costituiscono per apportare beneficio a chi ci vive.

La qualità vibratoria dell’energia dell’ambiente ed il suo fluire equilibrato sono i due elementi che dovremmo considerare per favorire il mantenimento di un ottimale livello e frequenza dell’energia nel nostro organismo in relazione allo spazio in cui viviamo. Il primo di essi, la qualità vibratoria, secondo la teoria degli elementi (Acqua, Terra, Fuoco, Legno, Metallo, nel loro rapporto reciproco di creazione o distruzione e nella loro predominanza assoluta nell’ambiente) è influenzata dalle direzioni, i colori, le forme, i materiali, le piante ed i fiori presenti all’esterno ed all’interno della casa, ma anche le stagioni, i pianeti, ecc. Il fluire del Ch’i risente invece della disposizione e della forma degli spazi, delle porte, delle finestre, e di tutti gli elementi architettonici strutturali (scale, caminetti, impianti sanitari e di riscaldamento) ed ornamentali (mobili, oggetti, specchi, quadri, ecc.).

Vi è infine l’elemento psicologico individuale da armonizzare sopra tutto e a tale scopo si considera una mappa geomantica chiamata Ba Gua che fa corrispondere le diverse aree della casa con altrettanti aspetti della vita (carriera, rapporti sociali, figli, matrimonio, fama, ricchezza, famiglia, conoscenza).

La valutazione della planimetria della casa rispetto a questa mappa ci suggerisce opportuni interventi per riequilibrare o potenziare un’area altrimenti mancante o insufficiente. Dalla combinata analisi di questi fattori potremo dunque ricavare indicazioni preziose per portare equilibrio e armonia nell’energia del’ambiente in cui viviamo, così da favorire una vita più sana e soddisfacente sotto tutti i punti di vista.

“L’uomo è immerso nel Ch’i così come i pesci sono immersi nell’acqua”

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