Quanti Reiki diversi ci sono?

Il mio Reiki è più bello del tuo … il tuo Reiki è più forte del mio … il suo Reiki è più completo del nostro! Quanta confusione, quante “invenzioni” e quanto “millantato credito”! Come si fa a capirci qualcosa? Come si fa a credere a destra quando a sinistra ti dicono il contrario? Come si fa a districarsi tra tutti i vari e a volte un po’ “improbabili” Reiki che sono pubblicizzati a destra e a manca? Diciamo che è un problema di non facile soluzione ma risolvibile. Intanto cerchiamo di dare una definizione la più possibile chiara: “Reiki è una tecnica energetica per richiamare Energia Universale ed averla a disposizione per aiutarci e aiutare a Guarire in modo Naturale. Una tecnica scoperta/creata da Mikao Usui nei primi del 1900 ed in seguito diffusa in occidente dalla Maestra Takata. attualmente la tecnica più semplice, facile, efficace ed esente da rischi che vi sia sul pianeta.”

Il Reiki ha SOLO quattro simboli. Il primo per richiamare l’Energia, il secondo per un contatto mentale più profondo, il terzo per inviare Energia a distanza e il quarto (riservato al Maestro di Reiki) protettivo e per dare le attivazioni.

Chi, pertanto, ha aggiunto o aggiunge altri simboli di sua o d’altrui creazione presumibilmente o non sta dando Reiki o si è creato un motivo per essere diverso, per distinguersi e per … “vendere” di più.

Se i simboli sono SOLO QUATTRO e FUNZIONANO benissimo che motivo c’è d’inserirne altri?
Ma le “invenzioni” non finiscono certo qui! Giacché tutti i Maestri Reiki davano tre livelli, come insegnato e trasmesso da Usui e dalla Takata, bisognava inventare qualcosa di nuovo per distinguersi dagli altri: allora qualcuno si è inventato un livello intermedio tra il secondo e il terzo (Master A e Master B). Ti do l’attivazione a Maestro ma tu non puoi fare attivazioni agli altri. In poche parole: diventi Maestro ma non puoi esercitare perché non ti passo le procedure necessarie, che ti darò solo quando ti riterrò pronto o quando avrai fatto un ulteriore percorso e/o un altro corso. Effetti? Tanti e non sempre solo monetari. Il primo e, per me, il peggiore è che così si tengono legate le persone, creando una vera e propria dipendenza. Il secondo è che si costringono, sotto varie forme, a pagare di più.

Il terzo è ciò che le persone rischiano e che non sanno di rischiare: ammalarsi. Sì, avete capito bene, ammalarsi o, nel migliore dei casi, avere dei forti stati di disagio. Vediamo perché e cosa accade. Al termine delle procedure per l’attivazione a Maestro, l’allievo, neo Maestro di Reiki, rende l’Energia ricevuta dando al suo Maestro il primo, il secondo e il terzo livello. Quest’operazione è assolutamente indispensabile per completare il processo. In questo modo l’energia ricevuta (che non è poca) è messa immediatamente in circolo e ritrasmessa. Come ciò che avviene con le attivazioni di primo e di secondo livello: gli allievi, prima della fine del corso, si scambiano un trattamento Reiki. Muovono e ritrasmettono l’energia appena ricevuta con l’attivazione. Perché per l’attivazione a Maestro dovrebbe essere diverso? Dopo aver ricevuto l’attivazione a Maestro c’è la classica quarantena, per quaranta giorni, il neo Maestro, non può attivare altre persone. Solo dopo è libero di fare ciò che vuole. Il che significa che dopo la quarantena è diventato il “capitano della nave” e risponde del suo operato solo a se stesso.

A questo punto potrà attivare, in piena libertà e responsabilità, altre persone, diffondendo sempre di più il Reiki. Se non lo fa cosa succede? Succede che l’Energia ricevuta e non ritrasmessa attraverso le attivazioni gli rimane dentro, non si scarica e, dopo un tempo più o meno lungo, comincia ad operare in negativo. Non è che gli si rivolti contro, questo non è possibile ma è come quando si gonfia un palloncino, oltre un certo limite non si può andare o lo si sgonfia per continuare a gonfiarlo o scoppia. Il risultato è, quanto meno, uno stato di disagio che, a volte, può diventare forte e sfociare nella malattia. Chi quindi attiva qualcuno a Maestro e poi NON gli consegna le procedure per attivare a sua volta espone l’allievo al rischio.

Diventare Maestri di Reiki è un modo diverso di concepire la propria esistenza, è anzitutto uno stile di vita in perfetta sintonia con la natura e l’Universo intero, NON è un modo per far soldi, NON è un qualsiasi lavoro, NON è un modo per sentirsi superiori agli altri. Come per tutte le medaglie anche diventare Maestri di Reiki ha il suo rovescio: se non eserciti il tuo maestrato ti ammali! Quando diventi Maestro di Reiki tutto diventa più chiaro, tutto diventa emotivamente più forte, tutto diventa … di più ma ti assumi, anche, un’enorme responsabilità nei confronti di te stesso e degli altri.

Diventare Maestri di Reiki significa anche SAPER condurre corsi, saper interagire con un gruppo di persone (che pendono dalle tue labbra) in modo corretto e responsabile, saper trasmettere le proprie esperienze e non creare MAI dipendenza. Perché, quindi, non insegnare PRIMA a condurre corsi e poi dare l’attivazione a Maestro, togliendo Master A e Master B? L’attivazione a Maestro è questione di dieci minuti, il diventare Maestro è qualcosa d’altro e a volte non basta una vita intera.

Attenzione quindi a chi s’inventa cose diverse, tipo nuovi simboli, nuove procedure, nuovi percorsi continuando a chiamare tutto ciò Reiki, attenzione a scegliere bene e a non farsi incantare.

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