Appunti e riflessioni sul film di W. Salles

Questo film mostra con grande capacita’ espressiva gli orrori e la disumanita’ che sono presenti in una grande citta’ del Brasile come Rio de Janeiro. La spersonalizzazione dei rapporti, la lotta per conquistare un posto per sedere, il cinismo, il furto, la menzogna, la mercificazione dei rapporti ed il rancore verso la vita. Mostra anche pero’ tutto il coraggio, l’amore che e’ possibile sviluppare e la capacita’ di pentirsi ed accedere al perdono. La vita non e’ stata generosa con Dora. Un padre ubriacone sempre assente, una professione, la maestra mal retribuita e con una pensione da fame. Il viso e’ diventato pieno di rughe e nessuno si ricorda di lei. Gli uomini poi tutti ubriaconi. Per guadagnare qualche spicciolo si puo’ fare il mestiere dello scrivano. Ci sono tante persone analfabete in Brasile e in una stazione dei treni, tanta gente viene e va. Tante lettere da scrivere ed il piacere poi di scegliere. C’e’ un certo piacere a scegliere le lettere da cestinare e quelle invece che si meritano di essere spedite, si puo’ essere giudici e padroni assoluti di un mondo di carte.

Chiusa dentro un rancore sordo verso la vita, Dora e’ come una candela che si sta spegnendo lentamente. Un giorno una madre ed un bambino si presentano al suo tavolo. Questo bambino possiamo vederlo come il ” bambino interiore” cosi’ come ci dice L. Hay e vuole conoscere suo padre nonostante il pessimo giudizio che la madre ha del marito assente. Questo incontro riaccendera’ in Dora l’amore e la speranza. La vita e’ dura in una grande città’, si puo’ essere giustiziati per un furto cosi’ come succede ad un piccolo ladruncolo e si puo’ essere investiti mortalmente da un pulman cosi’ come succede alla madre di Jose’. Il bambino rimasto orfano rimane nella stazione insieme a tutti quei sbandati che vivono ai margini della societa’. Dora osserva quel bambino, da una parte e’ affascinata dalla determinazione e dalla forza di Jose’, dall’altra pensa cinicamente al suo interesse. Tutto ha un prezzo in Occidente, un bambino se e’ piccolo ha un valore per l’adozione, se e’ grande per i suoi organi. Dora riesce a conquistare la fiducia di Jose’, ma poi lo vende ad una coppia senza scrupoli.

Tutto e’ merce ed un bambino vale quanto una TV a colori. Per fortuna Dora ha un’amica che e’ un po’ la sua coscienza, il suo Se’. ” Dora a tutto c’e’ un limite! Non ti rendi conto che Jose’ sara’ fatto a pezzi ed i suoi organi saranno venduti? ” Dora guarda la televisione , ma di notte ha il sonno agitato ed il suo cuore vince. Dora torna nell’appartamento dove ha lasciato il bambino e rischiando la morte riesce a farlo fuggire. Iniziano cosi’ una fuga che e’ anche un viaggio iniziatico, una ricerca del tempo perduto, la ricerca di un padre. Dora ha bloccato la sua femminilita’ e non ha mai incontrato realmente l’uomo perche’ non ha superato l’abbandono ed il non riconoscimento del padre. Sappiamo da Freud che un momento importante per lo sviluppo dell’identita’ sessuale della bambina e’ la fase Edipica ovvero il momento in cui la bambina comincia a mostrare interesse verso il padre e cerca di avere con lui un momento d’incontro privilegiato. Ma Dora non ha incontrato questo padre e gli uomini che ha conosciuto dopo non hanno saputo aprire il suo cuore, che adesso è coperto da una maschera d’aridita’ e cinismo.

Ma la vita ha bussato nuovamente alla sua porta e rischiando tutto Dora decide di iniziare questo viaggio ” folle”. Tra Jose’ e Dora inizia un rapporto di scontro ed incontro ed entrambi subiranno cambiamenti profondi. Jose’ elaborera’ il lutto per la perdita della madre ed accogliera’ doni che la vita gli offre. Dora comincera’ a cambiare il rapporto con la sua femminilita’ e con gli uomini e riuscira’ a perdonare il padre per le sue mancanze. Lungo la strada incontrano Cesar, un camionista gentile e molto religioso. Dora trova l’uomo molto comprensivo, generoso e sente un’attrazione verso di lui, ma quando prova a prendere l’iniziativa l’uomo, forse omosessuale, fugge impaurito. Jose’ da’ conforto alla donna ed insieme riprendono il viaggio. In questo percorso verso la capacita’ d’amare risulta centrale la scena della festa delle candele. Si tratta di una festa religiosa che avviene in un piccolo centro agricolo del Brasile dove migliaia di pellegrini si radunano per pregare e chiedere perdono accendendo migliaia e migliaia di candele. Tutte quelle luci sono come il simbolo di vita e d’amore, una luce interiore che non si spegne mai e che l’uomo puo’ ravvivare attraverso la preghiera.

E’ un momento di grande intensita’ emozionale. Dopo l’ennesimo litigio, dopo essere stato abbandonato piu’ volte, Jose’ dice basta e nella confusione della festa lascia Dora. In quel momento Dora capisce quanto e’ importante quel bambino impertinente per la sua vita e tutto il dolore imprigionato da un muro di cinismo dilaga e la donna cade perdendo conoscenza. L’odio rimosso e’ un mostro che divora il nostro cuore e la capacita’ d’amare, Dora ha riscoperto i sentimenti dentro di se e prega di ritrovare Jose’. Cosi’ come tante persone intorno a lei chiedono perdono, forse anche lei dentro il suo cuore chiede perdono a Jose’. Il miracolo si realizza! In mezzo a migliaia e migliaia di fedeli Jose’ ha visto Dora e si siede accanto a lei, prende la sua testa e la poggia tra le gambe, attendendo il suo risveglio. E’ una morte e rinascita. E’ il risveglio dell’ottimismo, della fiducia. Dora chiede a Jose’ se l’accetta come madre e Jose’ dice di si. Il figlio e’ un dono per la madre e la madre e’ un dono per il figlio. Una madre deve imparare a donare al figlio il padre, ed e’ un’altra nascita.

Cosi’ Dora dopo aver assaporato il piacere della maternita’ deve affrontare un’altra prova e questo avverra’ quando scoprira’ che Jose’ ha dei fratelli. Diritto e dono si scontrano spesso. Ha una donna il diritto di essere madre? Ha un figlio il diritto di avere dei fratelli ed un padre ? Dora ha imparato a chiedere perdono e a perdonare ed e’ pronta a fare un altro grande dono a Jose’. Giunti nella casa del padre Dora e Jose’ scoprono l’esistenza di due fratelli Moses ed Isaia, scoprono i pregi ed i difetti del padre, ma il padre non c’e’ , anche lui e’ alla ricerca di un incontro. In una lettera d’amore lasciata dal padre c’e’ un invito alla speranza di una nuova famiglia. Di notte,mentre tutti dormono, Dora lascia la lettera di Ana accanto a quella del padre e sotto il ritratto dei genitori, mostrando cosi’ il desiderio di volere la riunificazione della famiglia di Jose’. Sul pulman che la porta via vediamo una donna profondamente cambiata. Una donna consapevole della sua rinnovata capacita’ d’amare, consapevole d’un incontro d’amore realizzato e della bellezza creata. Si puo’ perdere la bellezza della gioventu’, ma si puo’ acquistare la capacita’ di creare una nuova bellezza che e’ frutto della nostra creativita’.

Questa consapevolezza puo’ darci la forza per superare la nostalgia, la voglia di ritornare bambini, il desiderio di non sentire mai dolore e non staccarci mai. Nella lettera che Dora scrive a Jose’ c’e’ tutto questo e cosi’ mentre il pulman va, le due anime s’incontrano guardando l’immagine d’una fotografia fatta in un momento di gioia e cosi’ potranno superare il dolore del distacco ed aprirsi al mistero e all’avventura della vita. Ostacoli: Cinismo, aridita’ d’animo, furto, menzogna, mercificazione dei rapporti, rancore verso il padre, verso gli uomini e verso la vita. Superamenti: Coraggio, decisione di donare un padre al bambino, assunzione della colpa e richiesta di perdono, capacita’ di perdonare l’altro, capacita’ di perdonare se stessi, decisione di donare la liberta’ all’altro.

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