Il colore tramite del sacro

Siamo stati preceduti da antiche civiltà che esprimevano il loro rapporto col divino attraverso riti e offerte quotidiane. In quei luoghi di celebrazione sacra, rimasti a testimoniare i misteri della vita, si respira ancora oggi uno stato di sospensione del tempo e insieme di attesa di risveglio. Per meglio connettersi al luogo è bene relazionarci ai guardiani del tempio, che da secoli sono lì a dare protezione. Sono loro i custodi e come tali devono incutere anche senso di rispetto. La rappresentazione della morte, le immagini di animali aggressivi o di volti umani paurosi, permettono l’accesso ai segreti nascosti. Analogia del conscio e subconscio umano dell’uomo moderno, e insieme del male come forza scatenante e provocatrice del bene. Le composizioni aura-soma che si possono usare in visita ai templi, variano a seconda del motivo che ha condotto al tempio. L’uso delle equilibrium e delle pomander può servire in relazionare all’accesso nei misteri del tempio e facilitare la percezione delle energie caratteristiche del luogo. Le composizioni che risuonano con la frequenza del blu, permettono un distacco dal piano mentale e una migliore capacità meditativa.

Le composizioni con il colore rosso donano forza e energia vitale per meglio affrontare ostacoli di natura materiale o psicologica. Quelle che più riflettono la vibrazione gialla, facilitano una comprensione più alta e consapevole. Il lavoro di colore e luce che amplifica il campo aurico del nostro tempio, il corpo, ha modo di manifestarsi nell’interazione con ciò che risuona nel luogo sacro. I sensi del corpo permettono di cogliere dei segnali che la mente potrebbe anche non cogliere e immagazzinarli nella memoria per attivarli più in là nel tempo, quando ne sia bisogno. Per sopravvivere occorre sempre ricordare chi ci ha preceduto.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here