Il pensiero condiziona l’azione…. l’azione rafforza il pensiero. (parte III)

Eccomi di nuovo qui. Grazie a tutti coloro che hanno prestato attenzione alla lettura del mio articolo precedente. Ho trovato interessanti gli interventi dei lettori, in merito all’esercizio che avevo proposto. E’ stato solo un gioco che mi da modo però di definire meglio il concetto che abbiamo affrontato la volta scorsa. Molti di voi hanno dato indicazioni descrittive sensoriali, relative all’oggetto dell’esercizio, utilizzando una personale percezione della realtà oggettiva. Bene. Abbiamo visto subito come qualcuno ha attribuito un’altezza specifica all’oggetto presentato. E’ stato utilizzato il proprio senso delle proporzioni e distanze. Abbiamo anche avuto l’opportunità di cogliere, quale pensiero e/o emozioni, magari anche suoni, rumori, voci od altro, siano state generate in qualcuno di noi, per il solo fatto di aver chiesto di descrivere un oggetto quale il “COLOSSEO” (Anfiteatro Flavio sito in Roma). Ma cosa è successo esattamente? E’ successo che ognuno di noi è andato ad attingere inconsciamente o consciamente nel “contenitore” delle proprie esperienze vissute direttamente o indirettamente, riguardo il senso delle proporzioni, delle immagini, delle emozioni, dei suoni, ecc.

Siamo andati a leggere la nostra personale “mappa del territorio esplorato”. Quello che abbiamo sperimentato, con questa applicazione, non è altro che la spiegazione pratica di come ognuno di noi utilizzi una serie di “codici” (riferimenti), che si sono instaurati nel tempo all’interno del nostro organismo umano, anche se, come in questo caso, ci troviamo a descrivere lo stesso oggetto. L’obiettivo quindi, è quello di comprendere quali percezioni sensoriali utilizziamo di più, quali sensi sono primari in noi e quali secondari. Essere consapevoli di questi elementi è fondamentale, in quanto ci permette di capire, ad esempio, perché in una relazione di coppia, non riusciamo a legare e/o a farci comprendere dall’altro/a sotto alcuni aspetti. Oppure, perché in situazioni specifiche, della nostra quotidianità, reagiamo sempre nello stesso modo. Abbiamo gia detto, che acquisiamo informazioni attraverso l’utilizzo dei cinque sensi: VISTA; UDITO; OLFATTO; GUSTO; TATTO. I ricercatori nel campo delle neuro-scienze, o meglio delle scienze che studiano la mente ed i comportamenti umani, sono da sempre attenti alla raccolta di informazioni legate ai processi neuroassociativi, che l’essere umano può innescare in ogni momento, nella sua quotidianità.

Tra questi studiosi, ad esempio, alcuni hanno evidenziato che esistono nove tipologie comportamentali, all’interno delle quali un individuo si muove. E’ stato valutato che ogni essere umano può utilizzare più la vista, rispetto all’udito, ma anche le percezioni corporee rispetto agli altri due, per relazionarsi con il mondo interno ed esterno che si è creato. Tutto questo da vita ad una serie di “chiavi sensoriali” che ci permettono di individuare quali di questi canali utilizziamo di più in ogni nostro processo di pensiero e di azione. Da questo disegno psicologico, è nato un diagramma attraverso il quale è possibile identificare a quale tipologia apparteniamo. Il grafico che rappresenta tutte e nove le tipologie sopra citate viene chiamato esattamente ENNEAGRAMMA. Sinteticamente, funziona in questo modo: se ad esempio in questo grafico, andiamo a cercare un soggetto che utilizza principalmente la chiave sensoriale, formata in “primis” dalla percezione relativa all’udito, contraddistinta dalla lettera “A”; ed in seconda battuta a quella relativa alla vista, quindi “V”; potremmo trovarci molto probabilmente davanti ad un soggetto che definirei caratterialmente “scettico e leale” e per cui lo stesso, potrebbe generare delle convinzioni molto forti che lo spingono ad attribuire alla “fiducia” un valore alto ed importantissimo nelle relazioni di qualsiasi livello che andrà ad instaurare.

Elemento del quale non potrà fare a meno. Alcuni accorgimenti che potremmo adottare per relazionarci bene con lui potrebbero essere quelli di considerare: la fedeltà un tassello importante nelle relazioni; indicargli sempre e nel dettaglio, qualora ci trovassimo nella condizione di collaborare insieme per un lavoro, quale programma dobbiamo svolgere; considerare inoltre, la possibilità che questo individuo ami essere preavvertito nelle cose e che non prediliga di certo, le sorprese. Naturalmente, considero l’ENNEAGRAMMA, uno dei tanti mezzi che possediamo per decifrare i segnali che caratterizzano il nostro modo di essere in ogni nostro comportamento. Ma sono dell’avviso, che non sono sufficienti solo questi elementi per individuare al cento per cento il nostro modo di pensare e di agire, nella sua globalità. Io credo che il bello dell’essere umano sia proprio in questo. L’uomo, con il suo corpo e la sua mente, formano una macchina perfetta, che può stravolgere una qualsiasi teoria. Credo che ciò sia fantastico ed è proprio questo che mi spinge giorno dopo giorno a studiare argomenti legati alla scienza del comportamento umano.

Esistono, tuttavia, molti altri strumenti altrettanto validi che possono farci avvicinare concretamente alla valutazione caratteriale di un individuo attraverso la lettura della comunicazione VERBALE e NON VERBALE. Ecco perché è necessario, per chi vuole avvicinarsi a questa tematica, considerare anche altre teorie e/o tecniche utilizzate nell’individuazione delle strategie mentali proprie dell’essere umano. La descrizione di uno strumento quale l’ENNEAGRAMMA, vuole solo portare l’attenzione sul fatto che esistono studi specifici che, prendendo a campione un determinato numero di azioni e processi psicologici svolti dall’uomo, possono aiutarci a comprendere meglio il funzionamento della nostra mente. Più interpretiamo la nostra vera indole, più riusciremo ad indirizzarci verso le nostre mete ed in modo più soddisfacente e gratificante. Ma a questo punto, potremmo chiederci: a cosa ci serve capire le nostre strategie mentali? Ricordate quando nell’uscita precedente, in relazione all’oggettività e alla soggettività, avevo portato come esempio una fobia? Per alcuni, quello che sto per dire potrebbe sembrare un paradosso, pura utopia.

Eppure, è provato che, comprendendo nel dettaglio ciò che avviene nella nostra mente in fatto di modalità e sub-modalità “Visive, Auditive, Cenestesiche”, è possibile cancellare le sensazioni e/o gli atteggiamenti negativi che scattano in modo “coattivo”, come ad esempio nel caso di un evento fobico. A rilevare l’importanza di conoscere i processi neurologici, in modo tale da individuarne tutti i particolari per poi poterli riutilizzare per fini terapeutici, sono stati due studiosi americani, Richard Bandler e John Grinder, che intorno agli anni ’70 del secolo scorso, davano vita alla neuro-scienza conosciuta oggi come Programmazione Neuro Linguistica (Neurolinguistic Programming). Per chi volesse leggere e approfondire alcuni argomenti riguardo la P.N.L. e l’ENNEAGRAMMA potrà trovare risposte nei seguenti testi: Programmazione Neurolinguistica; La Metamorfosi Terapeutica; Ouspensky — Introduzione dell’enneagramma nella cultura europea; Riso — Utilizzo dell’enneagramma “Personality Types”; Palmer — Enneagramma “The enneagram”.
La lettura, comunque, di testi e/o manuali relativi a tecniche di comunicazione o di cambiamento personale, non possono garantire la riuscita di una corretta applicazione e di una trasformazione individuali.

Il consiglio, nel caso in cui si desideri approfondire le conoscenze in questo campo, è quello di contattare scuole di formazione valide che possano supportare attraverso dei “Trainer” qualificati, l’acquisizione di metodologie e tecniche legate allo sviluppo ed al potenziamento delle risorse umane. Credo che la rivista “SOLARIS” possa dare in tal senso un suo valido contributo. E’ di rigore però una evidenziazione. La selezione e la valutazione finale spetta sempre a noi.
In attesa dei Vostri graditi commenti riguardo questo articolo, vi invito a seguire le prossime uscite e a porre anche dei vostri quesiti in merito agli argomenti trattati. Grazie ancora a tutti coloro che dedicheranno un poco del loro tempo alla lettura di queste pagine. Buona giornata a tutti.

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