Esperienza in un Seminario

Mi sono sentita un’artista! Durante il 25° Seminario di Cinematerapia che si è svolto il 17 e 18 aprile presso la sede dell’Istituto Solaris ho messo in campo la mia creatività. Ho cercato di trasmettere le mie forti emozioni attraverso il corpo, i movimenti, le espressioni del viso, i gesti. E non solo io: ho anche fatto parte di un gruppo di artisti. Certo l’occasione offerta dal tema trattato “Ricostruire la speranza” era molto favorevole per coloro che desideravano coinvolgersi, per coloro che desideravano guardarsi dentro e cercare di ricostruire da ciò che era stato demolito e rifiutato nella propria vita. In una parte del Seminario, l’art in action, dedicata proprio alla espressione delle proprie emozioni io mi sono chiesta: il mio corpo di fronte ad una emozione come si esprime? Tutti noi inconsapevolmente lo facciamo in ogni momento e non ce ne rendiamo conto. Accompagniamo le nostre parole, i nostri pensieri con dei gesti, delle espressioni del volto. Quando sono triste, per esempio, il mio sguardo è spento, i muscoli del mio viso tendono verso il basso, ho la fronte aggrottata, l’andatura è lenta, svogliata, ho le spalle ricurve, tendo a rinchiudermi, ecc.

Quando, invece, sono allegra, il mio sguardo è luminoso, sorrido, cammino spedita e a testa alta. E queste modalità noi partecipanti al Seminario le abbiamo “messe in atto”. Abbiamo rappresentato gli ostacoli che ci creiamo nella nostra vita e che non vogliamo vedere né affrontare come l’invidia distruttiva, la pigrizia, il controllo, il senso di colpa, la rimozione, la fuga, l’idealizzazione, per poi arrivare a vedere che l’amore, l’amore per sé, l’amore per un tu, l’amore per gli altri, l’amore per la vita è il motore, la forza che ci spinge a prendere una decisione di cambiamento, una decisione di amore che ci può far stare bene. Nessuno dei presenti era un attore, un professionista ma tutti noi ascoltandoci e mettendo in moto la nostra emotività abbiamo “messo in scena” uno spettacolo improvvisato davvero coinvolgente ed emozionante. Io ho fatto parte di un gruppo che ha rappresentato la decisione d’amore. Nel poco tempo messoci a disposizione, guidate da un capo gruppo, ognuna di noi (eravamo 5 donne) si è esplorata autenticamente e con le proprie modalità per arrivare, alla fine, alla costruzione di una “scenetta” da tutte condivisa e da rappresentare.

A questo punto del lavoro io, sempre ligia al dovere, credevo di aver assolto al compito assegnatoci dai nostri conduttori Paola Capriani e Giampiero Ciappina ed invece mi sbagliavo, mi mancava ancora la parte più bella: la rappresentazione vera e propria. Senza paura di sentirmi ridicola e giudicata, concentrandomi e ascoltandomi, con il mio corpo liberamente sono riuscita ad esprimere le mie emozioni sia di dolore che infine di liberazione, di gioia nel prendere una decisione di amore. (Per rappresentare questo passaggio abbiamo pestato con forza sul pavimento) Dalla pesantezza della rabbia e del dolore sono passata alla leggerezza. Ho sentito il mio cuore che piano piano si alleggeriva ed ho cominciato a sprigionare energia, forza, gioia da tutti i pori. Questo è quello che ho vissuto da protagonista ma altrettanto coinvolgente è stato il mio ruolo di spettatrice nel vedere le “scenette” degli altri gruppi. Concludendo posso dire di aver sperimentato quello che Antonio Mercurio, con geniale intuizione, ci invita a diventare e cioè che ognuno di noi può essere un artista, un artista della propria vita.

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