La gioia dei grandi progetti

In un mio articolo, precedentemente da me proposto nell’area Counseling, ho raccontato di me e dei piccoli piaceri quotidiani che mi procurano gioia. L’argomento l’ho trattato con grande piacevolezza; la stessa, della quale riesco a gioire, quando apprezzo qualcosa nel “qui ed ora”. Nel parlare dei progetti grandi e a lungo termine, l’argomento si fa più ingarbugliato. Partirei dal raccontarvi che nella mia vita passata, il mio istinto mi spingeva ad imbarcarmi verso nuovi progetti, senza sapere bene dove sarei arrivata. Ho iniziato la mia carriera professionale di Infermiere all’età di diciannove anni, tralasciando gli studi, che secondo il parere dei miei familiari, non erano così importanti ed io, a loro dire, non ero neanche portata. Quindi, avendo iniziato molto presto a lavorare, la mia vita era un’altalena di doveri e piaceri; dove primariamente venivano i doveri e poi i piaceri. Oggi, rispetto al tema del dovere, ho sviluppato un pensiero che mi aiuta a percepirlo in due maniere differenti; il primo sentimento, che associo al dovere, si avvicina molto ad un obbligo, una forzatura, che mi viene dal Super-io.

Il secondo modo di percepire il dovere mi viene dal mio Sé, ed emerge dalla mia coscienza profonda è un richiamo ad entrare in contatto con la dimensione della trascendenza. In passato, annoveravo fra i piaceri, tutti gli spazi dedicati a me per lo svago e la piacevolezza momentanea: amici, discoteche, birrerie, piano-bar etc. Negli anni questo mio modo di occupare il mio tempo libero, si è lentamente modificato e quasi inconsciamente il mio Sé mi ha portata a riprendere gli studi. Prendere il Diploma di Maturità in età adulta, era per me una rivalsa sui pareri familiari ed un’affermazione delle mie capacità, della mia tenacia e anche del mio coraggio. A quel tempo ancora non sapevo che quella scelta mi avrebbe portata a compierne altre future, assai più ardue, ricche ed emozionanti, suggeritemi dal mio Sé. Quante fatiche, ma quanta soddisfazione e soprattutto quante sorprese lungo il cammino! Un’altra scoperta è stata per me meravigliosa; nel tempo è cambiata la mia relazione con le aspettative degli altri. Ho imparato a scegliere i progetti veri, profondi che riguardano la mia evoluzione personale, la mia crescita.

Oggi scrivere questo articolo, frequentare la scuola di Counseling mi rendono felice. Non scriverò certamente “il pezzo dell’anno”, riconosco i miei limiti ma anche le mie profondità e ringrazio la vita che mi dà un mondo di opportunità. Ringrazio il mio Sé, oggi so di potermi fidare di lui che mi ricorda spesso di essere una persona capace, generosa, creativa e con delle belle visioni e tanti progetti. I progetti che più mi avvicinano alla gioia, sono quelli che immagino e sento dentro di me come qualcosa di vivente e desidero realizzarli come qualcosa di artistico e sacro. Entrare sempre di più in ascolto di questa voce interiore è l’arma vincente per sviluppare un’amorevole relazione con noi stessi e ad amarci senza giudizio. Quando ho iniziato a scrivere questo articolo, sapevo che il processo di scrittura avrebbe implicato qualche mia difficoltà, legata alle vecchie convinzioni del passato e che avrei avuto bisogno di indicazioni per ottenere illuminazioni e afferrare nuovi concetti da esternare. E sapete cosa ho fatto? Mi sono impegnata ad immaginare tutti i miei compagni dell’Istituto Solaris come un gruppo di anime e di chiedere loro di partecipare all’elaborazione del mio testo.

Quando mi trovavo impantanata, li invocavo dicendo: “Salve a tutti! Che cosa stiamo cercando di dire, qui? Quali sono le parole giuste?”. E ogni volta il flusso ripartiva da una zona più centrata. Ecco l’altra relazione da sviluppare sempre più in profondità; il rapporto con l’altro, la coralità, vivere l’esperienza della cooperazione tra tutte le anime. Quando rilevate la perfezione in natura, esibita dalle svariate forme di vita, in un eco-sistema, ad esempio, capite che ciò che occorre viene procurato dal puro e semplice esistere di tutte le altre forme. E’ questa la chiave magica per sentire dentro la gioia dei grandi progetti; si creano così esperienze di gruppo, dove la co-creazione dei destini è una straordinaria impresa di architettura spirituale.

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