L’agopuntura nei dolori dentali

Un’ampia serie di lavori documenta che l’agopuntura semplice, l’elettroagopuntura e l’auricoloterapia sono efficaci nell’analgesia per estrazione dentaria e nel controllo del dolore odontoiatrico. Mentre l’analgesia in corso di avulsione si ottiene maggiormente con elettroagopuntura somatica, il controllo del dolore dopo estrazione è meglio attenuato dall’auricoloterapia, anche mediante stimolazione laser. Tali metodiche sono utili in caso di intolleranza o allergia agli anestetici locali e/o ai FANS. Ricerche attuali, inoltre, mettono in evidenza la relazione fra odontopatie congenite e diagnosi di affezioni profonde secondo l’ottica della Medicina Tradizionale Cinese. Un lavoro francese della seconda metà degli anni Ottanta evidenzia l’azione favorevole dell’agopuntura i corso di glossodinia, condizione peraltro già indicata come responsiva nel 1985. Il punto ST-24 è indicato come molto efficace.

In Italia due studi successivi hanno evidenziato l’azione favorevole dell’agopuntura combinata a piante medicinali, dieta e terapia farmacologica nelle aftosi recidivanti e nelle stomatopirosi da ipersensibilità ai metalli protesici. I risultati di un lavoro condotto da J. Rudermann nel 1982, indicano che l’analgesia mediante elettroagopuntura può essere efficace quanto l’anestesia chimica in campo chirurgico odontoiatrico, e in numerosi casi superiore. L’analgesia mediante agopuntura può essere integrata nella pratica generale dell’odontostomatologia senza modifiche particolari riducendo al minimo i tempi di induzione analgesica, allorquando il medico avrà acquisito esperienza e pratica. Gli inconvenienti relativi all’utilizzo dell’elettroagopuntura (mioclonie sgradevoli e persistenza della propiocezione) sono largamente compensati dal benessere fisico e psichico del paziente soprattutto nel decorso postoperatorio. La discussione scaturita dai risultati ottenuti nel lavoro di Rudermann rivela che, confrontata con l’anestesia tronculare o locale, l’analgesia con elettroagopuntura presenta le caratteristiche seguenti:

– Durante l‘operazione, si riscontra un sanguinamento iniziale più importante (mancata vasocostrizione adrenergica combinata con anestetico locale) che cessa dopo 5 o 10 minuti;
– Il dolore postoperatorio è notevolmente ridotto o inesistente nei giorni seguenti e non si è mai avuto bisogno di ricorrere a terapia antalgica di supporto;
– Dopo l’estrazione la coagulazione è normale e non è stato rilevato alcun caso di alveolite o “dry-socket”. L’alveolo sanguina all’inizio, ma il sanguinamento dopo meno di 10 minuti di pressione cessa con guarigione senza ulteriori reliquati. Come per la maggior part degli atti chirurgici, sono necessarie alcune precauzioni e le controindicazioni attualmente riscontrate sono le seguenti:

– Ipertensione grave
– Gravidanza stadio iniziale o finale
– Assunzione recente di alcool
– Astenia importante
– Squilibri fisiologici gravi
– Fragilità emotiva
– Portatori di apparecchi biomedicali (pace-maker ecc.)
– Gravi aritmie cardiache.

Non serve una preparazione particolare del paziente, se non la consueta e dovuta esplicazione dell’atto medico nei suoi confronti, con la successiva sottoscrizione del consenso informato. In nessun caso è stata utilizzata una pre-medicazione ed anzi quest’ultima sembra interferire negativamente sull’effetto dell’agopuntura riducendone la capacità analgesica. Dopo l’arresto della stimolazione elettrica e l’estrazione degli aghi, l’effetto analgesico può persistere per un tempo variabile. In generale, tuttavia, poiché si tratta di un periodo di induzione breve, gli effetti svaniscono nel giro di qualche minuto.

La guarigione delle ferite chirurgiche dopo analgesia con elettroagopuntura sembra più rapida rispetto ad un’anestesia chimica, i tessuti lesi sembrano meno edematosi, meno sanguinanti e con scarso dolore residuo. La sintomatologia che accompagna frequentemente l’anestesia con anestetici locali non si manifesta invece dopo l’elettroagopuntura; infatti, dopo l’anestesia classica i pazienti presentano spesso disturbi propiocettivi associati a dolore e ipersensibilità della zona operata. L’elettroagopuntura una volta cessata non continua ad interferire con la normale propiocezione. L’effetto analgesico dell’agopuntura è conosciuto da molto tempo ed è correntemente utilizzato per la pratica odontoiatrica e non solo, da molti paesi (Cina, Vietnam, Giappone, USA ecc.), tuttavia l’integrazione di questo metodo nella medicina europea è ancora considerato sperimentale.

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