Tutti gli ingredienti devono essere indicati per dare ai consumatori portatori di allergie la possibilità di individuare la presenza di sostanze allergeniche. Lo stabilisce dal 14 novembre il Consiglio dei ministri dell’Unione Europea che ha approvato la proposta della Commissione UE, che modifica la direttiva del 2000 sull’etichettatura dei prodotti alimentari

La direttiva n.13 del 2000 prevede che l’etichettatura debba contenere l’indicazione di tutti gli ingredienti, ammettendo però deroghe e indicazioni semplificate. In particolare, stabilisce che l’indicazione dei componenti degli ingredienti composti non è obbligatoria se essi costituiscono meno del 25% del prodotto finale, salvo nel caso degli additivi. Questa regola, detta del “25%”, è stata recepita oltre 20 anni fa nella legislazione comunitaria allo scopo di non far diventare troppo lungo l’elenco di tutti gli ingredienti e si basa sulla presunzione che il consumatore conosca la composizione degli ingredienti composti. Negli ultimi anni, però, la situazione è cambiata notevolmente, dato che la produzione di alimenti è diventata più complessa ed è aumentato molto il consumo di alimenti preconfezionati. Di conseguenza, è diventato ancora più importante che i consumatori siano informati in modo completo sugli alimenti che acquistano. Queste informazioni sono particolarmente importanti per consumatori che soffrono di allergie o incompatibilità, che attualmente in Europa colpiscono circa l’8% dei bambini e il 3% degli adulti.

Vengono inoltre continuamente scoperti nuovi allergeni, che possono provocare sia malattie croniche, per esempio dermatiti atipiche, orticaria, problemi digestivi, asma, sia reazioni potenzialmente letali di tipo anafilattico. I portatori di allergie, quindi, devono poter essere sicuri che il prodotto acquistato non contiene allergeni, perché anche quantità minime nell’alimento possono portare a gravi danni e rischi sanitari. Va aggiunto che gli alimenti allergenici più frequenti come latte, uova, soia e cereali sono presenti in molti generi alimentari preconfezionati e in tale settore l’etichettatura è incompleta e spesso induce in errore. Con le nuove regole, inoltre, non saranno più ammesse indicazioni generiche come, ad esempio “olio vegetale”, ma sarà necessario specificare, ad esempio, “olio d’arachide”. Anche gli “aromi naturali” dovranno essere specificati. Le nuove disposizioni, infine, varranno anche per le bevande alcoliche, sinora escluse, ma che in alcuni casi contengono additivi usati come conservanti, ad esempio i solfiti, che possono causare attacchi d’asma, con possibili gravi conseguenze.

Ora la proposta di direttiva passa ad un secondo esame del Parlamento Europeo previsto per l’inizio del 2003. Nel giugno scorso gli europarlamentari avevano proposto alcuni emendamenti a maggior garanzia dei consumatori, accettati dal Consiglio dei ministri. Se non ci saranno incidenti di percorso, i singoli Stati avranno un anno per recepire la direttiva, dopodiché le aziende produttrici avranno un anno di tempo per modificare l’etichettatura. Quindi, i consumatori vedranno le nuove etichette, nel 2005.

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