HIV, causa improbabile

RIASSUNTO: con il presente articolo l’autore non vanta alcuna pretesa di poter stabilire con certezza le cause dell’AIDS, ma intende fornire alcuni spunti di riflessione che possano essere utili per uscire dallo stallo in cui si trova la ricerca mondiale da oltre quindici anni. Tutta la ricerca é indirizzata allo studio di un piccolo virus, HIV. Secondo la fantasiosa spiegazione della scienza ufficiale questo virus rimarrebbe silente per un lungo periodo dopo che la persona ha contratto l’infezione, poi a un certo punto (talora anche dopo parecchi anni) deciderebbe di iniziare ad attaccare i globuli bianchi, decimando le difese immunitarie del soggetto e rendendolo facile preda di altre malattie che lo conducono brevemente a morte. Ho usato volontariamente parole semplici perché é ora di finirla con i termini tecnici che disorientano il lettore comune e servono solo a mascherare la più completa ignoranza delle cause dell’AIDS: dopo aver letto il bellissimo e inquietante libro di Duesberg (AIDS, il virus inventato) e aver appreso che le cure (vedi AZT) per la malattia fanno morire prima le persone curate e che quelle non curate avevano in media una sopravvivenza di sei mesi o un anno in più di vita, la poca fiducia che avevo nella ricerca scientifica finanziata dalle case farmaceutiche (l’AZT é stato sperimentato subito sull’uomo, passando velocemente per la sperimentazione su animali: i risultati sulla sua validità sono stati forniti e analizzati dalla casa produttrice!!!), nonostante la mia giovane età, si é miseramente infranta e ho smesso di credere che il mondo sia tutto rose e fiori.

Così ho iniziato a documentarmi e, come diceva Duesberg, da quando si sta studiando l’AIDS, ormai oltre vent’anni, nessuno ha mai dato prova certa che questa sindrome sia causata da un virus. D’altronde se ci pensate bene, quando ci infettiamo con il virus dell’influenza o del raffreddore, subito manifestiamo i sintomi della malattia. Dire che un raffreddore che ho preso oggi é la causa del tumore al polmone che avrò fra vent’anni parrebbe a tutti una sciocchezza madornale, perché magari nel frattempo ho iniziato a fumare cinque pacchetti di sigarette al giorno e appare chiaro che il raffreddore di vent’anni fa ha poca possibilità di essere LA causa della malattia… Per l’AIDS non é così: anche se la maggior parte delle persone che si ammalavano all’inizio abusavano di droghe (come i famigerati popper per rilassare la muscolatura nei rapporti omosessuali) oppure versavano in condizioni igieniche e di debilitazione cronica (come gran parte del continente africano in cui la malattia é molto diffusa), un piccolo virus viene ritenuto LA causa, mentre tutto il resto non importa: non è interesse di una ditta produttrice di farmaci, scoprire che l’AIDS non é causata da virus e quindi non sono necessari i costosissimi farmaci antivirali, così mentre il continente africano si svena per pagare farmaci poco utili se non francamente dannosi, nessuno fa ricerche lungo altre ipotesi, quale quella che ora proporremo e che abbiamo sviluppato dalle teorie del dott. Hamer.

E’ dimostrato che le droghe e la fame deprimono il sistema immunitario, esattamente come succede nell’AIDS, ma ciò non spiegherebbe perché solo alcuni globuli bianchi sono colpiti. Il mio discorso si porta dunque ancora più avanti, perché secondo le teorie Cancro e Psiche, che ci siamo permessi di rielaborare dal dott. Hamer, il conflitto che determina un calo del sistema immunitario é una svalutazione di sé. Detto in altre parole, quando qualcuno si sente inadatto, non abbastanza capace o valido per fare qualcosa, quando c’è una forte mancanza di autostima, tale da far sì che in un momento particolare ci sentiamo completamente incapaci o impotenti, la nostra psiche dà origine a un conflitto che letteralmente “consuma” le nostre difese immunitarie. Non mi soffermo sul meccanismo, perché lo abbiamo ampiamente discusso nelle dispense Cancro e Psiche che é possibile scaricare gratuitamente al sito www.menssana.to.it e negli ormai numerosissimi messaggi del forum Cancro e Psiche di Solaris, di cui ringrazio i lettori per la simpatia e la fiducia che hanno dimostrato fin da subito per questa interpretazione del processo di malattia e guarigione, che non è certo la Verità assoluta o l’ultimo passo in medicina (rimangono ancora molti punti da chiarire…) é sicuramente attualmente la più ragionevole, non secondo gli astratti schemi della scienza materialista, ma secondo il buon senso comune, anche se purtroppo spesso le due cose non vanno di pari passo. Aggiungo solo che, quando questo conflitto psichico viene risolto, nella fase di soluzione abbiamo un recupero delle difese con la fabbricazione di elementi in sovrappiù, ciò che la medicina classica chiama leucemia.

Dico questo perché ci servirà per comprendere meglio il discorso successivo. Se ci pensiamo, questa interpretazione (nata per spiegare le leucemie) si adatta perfettamente all’AIDS: chi era più soggetto al rischio di svalutare se stesso di omosessuali, che facevano uso abituale di droghe e quindi presumibilmente sono ai margini della società, riprovati dalla morale molto più rigida di vent’anni fa? In Africa, le popolazioni che muoiono di fame e sono sfruttate, sempre in mezzo a guerre fra tribù, non sono forse un serbatoio infinito di soggetti a rischio di svalutare se stessi? Al giorno d’oggi anche persone normali si ammalano di AIDS, ma pensiamo a una cosa: se vi comunicassero che siete sieropositivi, il che vuol dire NON essere ammalati, ma essere stati contagiati dall’HIV, non vi svalutereste, pensando al fatto che secondo la medicina attuale siete condannati a morte certa e che la società vi emarginerà come si faceva un tempo con i lebbrosi? Infatti da quando si scopre la sieropositività, molti si ammalano in un certo LASSO di tempo, non immediatamente, presumibilmente il tempo che passa tra l’inizio del conflitto e il momento in cui la distruzione del sistema immunitario ha raggiunto livelli incompatibili con la vita.

Non pretendo che questa interpretazione sia quella giusta, ma se fosse così non sarebbe criminale indirizzare TUTTA la ricerca nello studio del virus? Cosa costerebbe in confronto accertare la veridicità o la falsità di questa ipotesi? Non sono necessari esami costosi, é sufficiente una TAC cerebrale per verificare se sono presenti conflitti di Hamer e un dialogo approfondito con il soggetto per capire cosa pensa e cosa vive. Mal che vada, se l’ipotesi si rivelasse infondata, si sarebbe speso del tempo con queste persone, migliorando la loro qualità di vita e facendoli sentire più seguite e considerate. Se fosse vera, si risparmierebbero molti soldi nel lasciar perdere le terapie costose e inutili che si intraprendono attualmente: questo però non farebbe piacere alle case farmaceutiche produttrici… Invito dunque i lettori a leggere il libro di Duesberg, che offre molte prove circostanziate di quale enorme truffa sia l’AIDS e che giro di denaro vi sia alle spalle. Invito inoltre quelli che vogliono pensare con la propria testa a valutare quale delle due ipotesi sia più probabile: un virus innocuo per dieci anni e mortale in seguito, oppure un graduale deterioramento delle difese in seguito al conflitto di autosvalutazione.

.. Ai posteri l’ardua sentenza

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here