Agopuntura a Raggi X

Anche se le origini reali sono ignote, il primo trattato sistematico sull’agopuntura fu opera dei cinesi, nel 200 a.C. Fece il primo ingresso nella medicina occidentale tra Ottocento e Novecento, quando nel 1896 lo studioso Sir William Osler ne raccomandò l’uso nel suo libro Principles and Practice of Medicine in caso di lombalgia e di sciatica (impiego quest’ultimo indicato anche da un manuale classico dell’anatomia, il Gray’s Anatomy, del primo decennio del secolo scorso). L’agopuntura ha avuto una grossa diffusione in Occidente a metà degli anni ’70 allorché si è avuto eco della sua applicazione nel campo dell’analgesia. Molte delegazioni di medici e non si recarono in Cina per assistere agli interventi chirurgici eseguiti con la sola analgesia d’agopuntura. Secondo dati disponibili presso l’Istituto Superiore di Sanità, l’agopuntura sarebbe la quarta cura più diffusa presso i 9 milioni di utenti che si curano con le medicine alternative, adottata dal 5,8 per cento delle persone, dopo omeopatia (27,3 per cento), massaggi (20,5) e fitoterapia (10,5).

La teoria dell’agopuntura spiega come il corpo umano sia attraversato da punti. Tali zone circoscritte sono interruttori, nodi energetici che controllato le potenzialità dell’intero organismo. Agendo su di essi con gli strumenti appropriati e la giusta conoscenza, il maestro di tale disciplina può modificare l’equilibrio del corpo e trattare eventuali disturbi. Da tempo la comunità scientifica e divisa, sia sull’efficacia di tali punti di pressione che sulla loro esistenza. In passato, dagli anni ’70, studi all’infrarosso, impedenziometrici e con scintigrafia, hanno portato a risultati contraddittori e non certi. Gli agopunti sono dimostrabili elettricamente, infatti, la resistenza elettrica dell’epidermide è nettamente inferiore in corrispondenza dei punti d’agopuntura rispetto a quella circostante. Tale differenza persiste nel cadavere e negli arti sezionati. Questi punti presentano senz’altro una resistenza elettrica inferiore, ma hanno una conducibilità elettrica maggiore. Altro elemento caratteristico degli agopunti è la presenza in 260 di loro la relazione con un grosso vaso, mentre 152 sono in relazione con un tronco nervoso.

A metà degli anni ’80 il dott. Jean Claude Darras di Parigi evidenziò quelle strutture energetiche denominate canali o meridiani di agopuntura, dove secondo la tradizione circola l’energia denominata qi. Lo studio è stato condotto presso l’ospedale Necker di Parigi, e consisteva nell’introdurre in un punto d’agopuntura del tecnezio radioattivo e di seguire il suo percorso attraverso una camera a scintillazione. Tuttavia, altre verifiche, non portarano ad analoghi risultati. Ora, a supporto della reale esistenza dei punti, arriva una ricerca della Fudan University (Cina), diretta dal dottor Xiao Yan e pubblicata dal “Journal of Physics” nel febbraio 2010. Il dottor Yan e colleghi hanno esaminato il corpo umano con lo Shangai Synchrotron Radiation Facility (SSRF): macchina emette raggi 100 milione di volte più luminosi e 10.000 volte più intensi di una macchina a raggi X standard. In questo modo, si è evidenziato la presenza dei punti dell’agopuntura, emersi come una formazione a sé stante. In particolare, gli scienziati si sono concentrati su 4 di essi: Sanyinjiao (6SP), Neiguan (6PC), Zusanli (36ST) and Tianshu (25ST).

Inoltre, gli studiosi hanno notato come le emissione del SSRF fossero in grado di individuale i tumori, anche nella fase in cui le loro cellule sono invisibili alle procedure tradizionali. Spiega infatti il dottor Xiao Yan: “Stiamo cercando di capire la struttura tridimensionale dei punti di agopuntura con le risorse di luce. Le linee di luce sono proprio come i supermicroscopi, che possono individuare masse tumorali che sfuggono ad altre indagini tradizionali.

Bibliografia:
– AAVV: Meridiani tradizionali. Per praticare l’agopuntura, l’agopressione, il micromassaggio, la moxa, lo shiatsu, il do-in, Ed. Red, Milano, 1999.
– Allais G.B., Giovanardi C.M., Pulcri R. et al.: Agopuntura. Evidenze cliniche e sperimentali aspetti legislativi e diffusione in Italia, ed. CEA, Milano, 2000.
– Chen X.: Traditional Chinese Medicine, Ed. Foregein Linguages Press, Beijing, 2010
– Consigli P.: Agopuntura. La più antica medicina ufficiale. Le basi scientifiche. Diagnosi, prevenzione e cura delle malattie, Ed. Fabbri, Milano, 2000.
– Dalet G.: I punti che guariscono, Ed.Apogeo, Roma, 2008.
– Di Stanislao C. (a cura di): Libro Bianco sull’agopuntura e le altre terapie della tradizione orientale, Ed. SIA/CEA, Milano, 2000.
– Di Stanislao C., Brotzu R.: Manuale Didattico di Agopuntura, Ed. CEA, Milano, 2008.
– Dumitrescu I.F.: Agopuntura scientifica moderna, Ed. Nuova Ipsa, Palermo, 1996.
– Sabelli I.: Agopuntura oggi, Ed. Idelson Gnocchi, Napoli, 1989.
– Yan X. H. et al.: Imaging study on acupuncture points, J. Phys.: Conf. Ser.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here