La bellezza attraverso le discipline orientali

benessere, corsi, salute benessere, week end benessere, medicina e salute, salute it, salute medicina, salute naturale, saluteNumerose segnalazioni attualmente, ci indicano nelle varie pratiche della MTC, utili rimedi per la conservazione della forma fisica e per il fitness (Linde et al., 2001). Si ritiene che in vari inestetismi (ad esempio idrolipessia, rughe, discromia cutanee, ecc.) l’agopuntura, i rimedi farmacoterapici ed il massaggio tradizionale possano essere di grande utilità (Caspani, 1982; De-hui et al., 1997; SIA, 2000; Di Stanislao et al., 2002). Si è anche segnalato che il Qi Gong, favorendo la riduzione dei radicali liberi ed il normale incremento ormonale, rallenti le espressioni dell’invecchiamento ed aiuti nella conservazione di un piacevole aspetto generale (SIA, 2000; D’Annibale et al., 1995). Prima ancora, tuttavia, di descrivere alcune esperienze recenti attuate utilizzando massaggio anmo e agopuntura nel trattamento di vari inestetismi (rughe, cicatrici, ecc.), va spesa qualche parola sul concetto di bellezza secondo la tradizione cinese (Santangelo, 1995; Little et al.

, 2000; Chen, 2001). La bellezza è frutto di equilibrio fra interiore ed esteriore e pertanto parte da una perfetta conoscenza del sé (Parise, 1999). L’arte di guardarsi dentro per conoscersi si definisce “neishi” e rappresenta il momento centrale per la conservazione del migliore o più seducente aspetto possibile (Lee, 1999). Nella cultura cinese, la “visione interiore” non significa soltanto l’introspezione psicologica o spirituale, ma anche la capacità dell’uomo di guardare dentro il proprio corpo in modo quasi reale. Alla base di questa esperienza corporea, c’è una serie di insegnamenti e descrizioni che si possono trovare in numerose passaggi di testi filosofici e medici a partire dall’Yijing (Vinogradoff, 1996). L’aspetto più importante di quest’esperienza è “songjing”: la necessità di sciogliere i nodi, le contraddizioni o gli spigoli della mente. Eliminare gli spigoli non significa smussarli dall’esterno con “coerenza”, perché essa stessa può essere spigolo o può nascondere ancora altri spigoli. Significa invece entrare dentro le contraddizioni e vivere il loro mutamento. Solo quando non ci sono spigoli nel corpo, corpo e spirito possono essere un tutt’uno e la “visione interiore” diventa anche corporea.

Come nel Taijiquan, l’armonia e la bellezza dei movimenti del corpo sono possibili se anche nei movimenti dello spirito vi sono soltanto curve e sfere. L’uomo guarda fuori e può guardare anche molto lontano, perché la traiettoria della vista è curva e senza spigoli. Nello stesso modo è possibile guardare dentro il corpo solo se la mente è capace di percorrere le linee curve. Non eliminare le imperfezioni cancellandole sino a rischiare di snaturare noi stesi, ma armonizzare gli inestetismi, ridurli ed accettarli è lo scopo di ogni intervento terapeutico. Il concetto stesso di seduzione, di bellezza seducente è composto di contraddizioni e nei racconti galanti del periodo Ming (Santangelo, 2002). Questi termini indicano il risultato di un raggiunto equilibrio fra desideri individuali e valori collettivi, come la drammatizzazione di una modalità e di una libertà serpeggianti al di sotto dei ruoli fissi di una società gerarchica fino alla stilizzazione. Bello, quindi, è colui che superati gli stereotipi dominanti ,cerca e trova un suo equilibrio, un suo modo di essere fuori ciò che è nel suo interno.

Il primo passo, pertanto, è conoscersi, comprendersi ed accettarsi (Di Stanislao et al., 2002; Brotzu et al., 2001, Lee, 1999). Questo pensiero, ormai distante dalla cultura cinese attuale, permea larghi strati del Giappone e si concretizza, ad esempio, nella figura della geisha. La geisha, letteralmente “esperta nelle belle arti”, è l’incarnazione di un canone estetico detto Iki, che è l’essenza stessa dell’essere giapponese. Maestra di una seduzione spiritualizzata che rivela la fragilità della carne e allo stesso tempo esprime la forza dello spirito, studia la parte coinvolgendo tutto il suo essere e penetrando perfino nella modulazione del respiro, ora leggero, lieve, ora vivo, affannoso, seppure impercettibile. La sua silhouette deve essere snella, sottile e slanciata, il volto affilato; le sue guance, dal colore “del pallido fior di ciliegio” o “glaciali da somigliare all’autunno” devono essere capaci di orchestrare tutta una gamma di sorrisi dalla tonalità malinconica fino a quella briosa. La sua bocca va modellata in modo da mostrare col ritmo dell’incresparsi delle labbra, rilassatezza e tensione assieme.

I suoi occhi devono assumere quella specie di bagliore che da solo sa evocare la dolcezza del passato; il suo sguardo usa sapientemente del movimento della pupilla per lasciar scorrere la civetteria. La sua voce è quella del mezzo soprano che ha qualcosa di profondo ed espressivo assieme, il suo modo di parlare è particolarissimo, così che dalla cadenza delle parole nasca un contrasto tra la parte pronunciata in modo strascicato e quella troncata bruscamente. I suoi capelli corvini, disprezzatissimi quelli biondi dal pacchiano colore dell’oro, possono essere acconciati “a crocchia a foglia di gingko”, “a crocchia da camerino di teatro”, oppure “shimada schiacciata” e “shimada semplificata”, due tipi di pagnottelle gonfie. I suoi piedi anche d’inverno sono nudi, mentre il corpo è interamente coperto dal kimono per esprimere la dualità della seduzione. Questo rapporto fra kimono e piedi nudi è di segno del tutto opposto alla sfacciataggine di stampo occidentale che fa indossare calze e scarpe a dei corpi nudi o quasi. La Geisha peraltro, per distinguersi dalle prostitute deve avere un aspetto poco appariscente e quindi anche i colori del suo abito saranno delicati, sobri e preferibilmente tono su tono.

Il colletto del kimono deve essere scostato sul retro in modo da lasciare scoperta la nuca, perché esibire l’attaccatura dei capelli è molto seducente e poi per suggerire in modo discreto un varco che conduce alla intimità del corpo. Con sapienza, di sfuggita, a tempo col passo, mostra lo scarlatto degli indumenti intimi, costituiti da una fascia in crespo di seta che cinge i fianchi fra il “candore di neve” della sua pelle. Innumerevoli sono i particolari, gli atteggiamenti, le posture, i gesti che contraddistinguono la Geisha, che deve esprimere emblematicamente in sé quell’insieme di sfumature che noi occidentali definiamo col termine di “grazia”. L’Iki è il suo stile di comportamento, la quintessenza della seduzione che ignora le mediocri certezze della realtà e che esige un’anima libera, disponibile al mutamento, e che si traduce nella capacità di saper coniugare spontaneità e artificio, raggiungendo quel grado di raffinatezza supremo che riassume l’essenza della cultura giapponese. In questo modo “mente e materia” non appartengono più a due categorie distinte ma rappresentano semplicemente aspetti diversi o meglio dimensioni diverse dello stesso fenomeno della vita.

La mente non é una “sostanza” ma un “processo”: il processo della cognizione, che si identifica col processo della vita. Il cervello é dunque una struttura specifica per mezzo della quale agisce questo processo (Maraini, 2000). La relazione fra mente e cervello, diviene, quindi, una relazione fra processo e struttura (Di Spazio, 1997). Partendo da questo punto di vista, la mente o meglio il processo della cognizione, é presente in ogni essere vivente e non s’identifica con il cervello ma con tutto l’organismo, a sua volta inserito in una rete di relazioni e retroazioni col mondo di cui fa parte. Nell’essere vivente è presente una naturale tendenza all’equilibrio; la sua “autorganizzazione” ricerca sempre nuovi livelli d’ordine e configurazioni utili al suo esistere e al suo evolvere. E’ compito dei medici e dei paramedici inserirsi in questo complesso sistema che caratterizza l’essere umano per facilitarne l’equilibrio, e quindi la guarigione nelle fasi di malattia, senza trascurare lo schema di fondo secondo cui la materia si é naturalmente strutturata e senza cercare di imporre un nuovo ordine, magari deciso a tavolino sulla base di osservazioni relative ad una sola parte della struttura (molecole, recettori, ecc.

).La prima condizione per un bell’esteriore è possedere un interiore in equilibrio, un perfetto equilibrio psicoemotivo ed una vita affettiva soddisfacente (Chen, 2001; Galluzzo et al., in press.). L’insieme delle animazioni psicospirituali dell’uomo, le varie impronte che lo Shen lascia negli organi, sono denominate “Ben Shen” e tradotte in diversi modi: “anime vegetative”, “spiriti vitali”, “radici dello Shen”. Ognuna delle “Ben Shen” può essere considerata come una forma particolare di psichismo inerente ad ogni organo. I Ben Shen sono in numero di cinque (Corradin et al., 1995): – Lo Shen, che alberga nel cuore e rappresenta il centro dell’uomo, lo spirito vitale, l’intelligenza globale, la capacità di sintetizzare le informazioni ricevute ed accedere ad un livello più elevato di comprensione. Lo Shen è la capacità di giudizio, la facoltà di percepire la realtà fondamentale delle cose, la conoscenza diretta, non distintiva. In MTC la conoscenza razionale, mediata è invece attribuita al cervello che fa parte di un gruppo di visceri denominato “Visceri Straordinari”, che descriveremo in seguito.

– Lo Zhi, che alberga nei Reni e che rappresenta la volontà, la capacità di agire.
– Lo Yi che alberga nella milza e che rappresenta il proposito, l’intento.
– Lo Hun, che alberga nel fegato e che rappresenta la creatività, l’ideazione, la capacità di espressione.

Ognuno è in grado di condizionare un aspetto peculiare del nostro esterno:
– Shen il colorito
– Zhi la pigmentazione
– Yi la secrezione sebacea
– Hun la mimica.
– Po il complesso strutturale della pelle.

Non e’ causale che sentimenti di conflitto-dissonanza siano oggi così frequenti nella psicopatologia del quotidiano: viviamo società consumistiche che abbisognano di omologazione di bisogni e comportamenti ed ogni atteggiamento o pensiero in dissonanza lo si vive (subliminarmente e subdolamente) come una umiliante sensazione di inadeguatezza. Il livellamento ha toccato punte tali (penso al vecchio “Quarto Potere” di Orson Wells ed al recente “Quiz Show” di R. Redford) che ogni libero pensiero, ogni propria determinazione viene considerato “fuori” dagli stimoli “naturali”, “ambientali” e “sociali” e come tale fuori da ogni ordine logico o accettabile.

Uno scrittore Svizzero purtroppo poco noto (F. Zorn) ha scritto (ne “Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo): “si tratta non di avere idee, ma di condividere l’idea dominante”. Invece essendo spinti ad omologazioni ideali, diveniamo omologati nei pensieri, nello orme e nei comportamenti (Corradin et al., 2001). Importante, poi, è l’alimentazione, non condotta su basi bromatologiche, ma in relazione all’assonanza energetica fra noi ed il nostro corpo (Bologna et al., 1999). Per una conservazione ottimale dell’aspetto fisico vanno ricordate regole generali (legate ala natura ed al sapore del cibo in rapporto alla costituzione) e regole stagionali (Di Stanislao et al., 2002a). Il Sowen ed il Lingshu sostengono: “per mantenere la salute l’uomo saggio deve rispettare i cambiamenti delle quattro stagioni e adattarsi al caldo e al freddo, neutralizzare la gioia e la rabbia e condurre una vita regolare” (Arena, 2001). Tutto ciò richiede che il popolo regoli le attività mentali, il lavoro, il riposo, i cinque gusti nel bere e nel mangiare in base ai cambiamenti delle quattro stagioni. Per quanto riguarda le quattro stagioni occorre dire che la primavera e l’estate appartengono alla natura yang e l’autunno e l’inverno a quella yin.

I cambiamenti naturali, uniti a quelli del clima, realizzeranno il germogliare in primavera, la crescite in estate, la mietitura in autunno e l’immagazzinare in inverno. Proprio in base a queste teorie, gli uomini dovrebbero coltivare lo yang-qi in primavera e in estate, ossia “coltivare l’energia vitale per germogliare” e “l’energia vitale per crescere”; e dovrebbero mantenere lo yin-qi in autunno ed in inverno, ossia “mietere ed immagazzinare l’energia vitale”.Il capitolo 2 del Da Cheng sottolinea dettagli riguardo la vita quotidiana, le attività mentali e così via, ed evidenzia i vari pericoli che possono essere causati dal fallimento nell’attenersi alle regole della natura per conservare la salute. I tre mesi estivi sono una stagione in cui tutte le cose rinascono. L’erba e gli alberi germogliano e ciò fa apparire il mondo come nuovo e pieno di vitalità. Gli uomini dovrebbero andare a letto in tempo e alzarsi presto la mattina, fare una camminata nel cortile e lasciare scendere i capelli in modo da potersi sentire rilassati. Le cose appena nate non dovrebbero essere private della loro energia di crescita, esse dovrebbero essere apprezzate invece di essere uccise.

Tutto questo rappresenta la conservazione della salute in primavera, colui che non obbedisce a ciò incorrerà in menomazioni del fegato e nel momento in cui giunge l’estate potrà contrarre sindromi fredde. Questo è dovuto all’incapacità di mantenere il benessere in conformità all’energia che si sviluppa in primavera, la quale conseguentemente indebolisce l’abilità dell’uomo di adattarsi alla crescita estiva. I tre mesi estivi rappresentano una stagione di bellezza lussoreggiante. Gli uomini dovrebbero andare a letto in tempo e alzarsi presto la mattina, esporsi al sole se è necessario per mantenere uno stato d’animo allegro e pieno di vigore e poter liberare lo yang-qi. Questi sono i mezzi per preservare la salute in estate, colui che disobbedisce a ciò incorrerà in menomazioni del cuore e quando l’autunno arriverà sarà infettato dalla malattia. Ciò è dovuto all’incapacità di mantenere la salute in conformità all’energia “crescente” in estate, la quale conseguentemente indebolirà “l’abilità dell’uomo di adattarsi alla mietitura autunnale”. I tre mesi autunnali raffigurano una stagione di maturità.

Il vento diventa forte e violento e il paesaggio chiaro e solenne. Gli uomini dovrebbero andare a letto presto e alzarsi presto, quando il gallo canta; tenere la mente tranquilla per alleviare le affezioni della nerezza dell’autunno; trattenere l’essenza e la vitalità per pacificare la desolazione; essere liberi dall’ansietà e dall’inquietudine affinché i polmoni respirino normalmente. Colui che disobbedisce incorrerà in malattie dei polmoni e quando arriverà l’inverno soffrirà di diarrea. Questo è dovuto all’incapacità di conservare la salute in conformità all’energia mietuta in autunno che conduce all’indebolimento “dell’abilità dell’uomo di adattarsi immagazzinamento invernale”. I tre mesi invernali rappresentano una stagione di occultamento. L’acqua si congela e la terra è piena di spaccature causate dal freddo. Gli uomini dovrebbero mantenere intatto lo yang-qi, Questi sono i mezzi per preservare la salute in estate, colui che disobbedisce a ciò incorrerà in menomazioni del cuore e quando l’autunno arriverà sarà infettato dalla malattia. Ciò è dovuto all’incapacità di mantenere la salute in conformità all’energia “crescente” in estate, la quale conseguentemente indebolirà “l’abilità dell’uomo di adattarsi alla mietitura autunnale”.

I tre mesi autunnali raffigurano una stagione di maturità. Il vento diventa forte e violento e il paesaggio chiaro e solenne. Gli uomini dovrebbero andare a letto presto e alzarsi presto, quando il gallo canta; tenere la mente tranquilla per alleviare le affezioni della nerezza dell’autunno; trattenere l’essenza e la vitalità per pacificare la desolazione; essere liberi dall’ansietà e dall’inquietudine affinché i polmoni respirino normalmente. Colui che disobbedisce incorrerà in malattie dei polmoni e quando arriverà l’inverno soffrirà di diarrea. Questo è dovuto all’incapacità di conservare la salute in conformità all’energia mietuta in autunno che conduce all’indebolimento “dell’abilità dell’uomo di adattarsi immagazzinamento invernale”. I tre mesi invernali rappresentano una stagione di occultamento. L’acqua si congela e la terra è piena di spaccature causate dal freddo. Gli uomini dovrebbero mantenere intatto lo yang-qi, ritirarsi presto e stare a letto finché il sole è alto, tenere per sé gli affari personali; evitare il freddo e cercare il caldo; evitare che la pelle abbia un eccessiva sudorazione, in modo da impedire l’esaurimento dello yang-qi.

Questi sono i modi per preservare la salute in inverno .Colui che disobbedisce incorrerà in malattie dei reni e quando arriverà la primavera soffrirà di flaccidità con freddi arti, questo è dovuto al fallimento di preservare la salute in conformità all’energia immagazzinata in inverno che risulta nell’indebolimento dell’abilità dell’uomo di adattarsi al germogliare primaverile. Dopo questa lunga premessa va detto che molte ricerche in Italia anno dimostrato l’efficacia del massaggio energetico in corso i rughe del viso, linfedemi degli arti inferiori e cellulite, soprattutto se abbinati a terapie vegetali (Caspani, 1982; SIA, 2000; Di Stanislao et al., 2001). Attualmente ci stiamo occupando dell’integrazione fra punti del Meridiano Zu Shao Yang ed acido retinoico nel trattamento di cicatrici acneiche, spots discromici ed invecchiamento. La selezione di questi punti deriva dalla lettura dei classici, secondo i quali la Vescica Biliare si pone come intermediario fra jing congenito ed acquisito e che i suoi punti, oltre a trattare Visceri Curiosi, trattano in generale il jing degli Organi e le espressioni tessutali periferiche.

(De Berardinis in press).I primi risultati, sono molto interessanti. Siamo persuasi che integrando fitoterapia, massaggio ed agopuntura si possano ottenere risultati ancora più significativi in corso di svariate dermopatie estetiche, che già in passato si erano rilevate responsive a trattamenti singoli e non integrati (Brown, 1999; Mastrodnato, 2000; Brigo, 2000), tuttavia con tempi prolungati e risultati a volte solo parziali. Vogliamo chiudere questa rassegna generale indicando i trattamenti pratici, con agopuntura e micromassaggio an-mo, in corso di comuni disturbi estetici: le rughe (Caspani, 1982) e la cosiddetta cellulite (Corradin et al., 1992; Di Stanislao et al., 2001a). n tutti i casi trattare con massaggio lineare Renmai dal basso in alto e Zu Yang Ming dall’alto in basso.

Impiegando sui punti ed i meridiani indicati un massaggio settimanale per tre mesi, in uno studio aperto ma validato da sofisticate metodiche strumentali , si è dimostrato, una decina di anni fa, un eccellente azione sulla profondità delle rughe del viso (Dionisio, 1992-1993).

In conclusione va ribadito che, secondo la tradizione cinese, soprattutto automassaggio e Qi Gong assieme a piante medicinali ad azione tonica e depurativa, sono in grado di preservare l’equilibrio fra Qi/Xue, da cui dipende lo stato di benessere e la forma individuale (Lee, 2001). Si può quindi ragionevolmente concludere che solo applicando assieme i vari aspetti della MTC e soprattutto gli aspetti più sottili (meditazione, ginnastiche corporee, ecc.) e preventivi (dietetica, ecc.) e non solo tecnici ed esterni (massaggio, agopuntura), si può agire sullo stato della cute e degli annessi e pertanto sull’estetica individuale.

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