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Leonardo
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Inserito il - 17/02/2012 : 14:35:21
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Grecia in fiamme ( di Leonardo Gentile)
Seguo e non seguo la vicenda greca. Oscillo tra voler sapere e far finta di niente. Ma ho una responsabilità verso me stesso e non posso certo tacere a lungo. Così osservo da giorni e vedo volare bottiglie e prendere fuoco un pò tutto. E quella che sento è rabbia. Quello che vedo mi chiedo cosa ha a che fare con la vita delle persone sulla terra. Quello che vedo mi deprime e quello che sento dentro nel profondo mi rende ostile alle regole ed ai bisogni del sistema di cui mi nutro ma a cui non voglio appartenere. Non voglio appartenere ad un sistema che vede alla persona come ad un fattore della produzione (variabile). Questa cosa insegnano da sempre nelle lezioni di economia ed a me questa cosa ha sempre fatto rabbrividire. Che io sono uguale ad un gallone di benzina? Che io sono uguale ad una risma di carta? Sono forse elettricità io? Sono forse catena di montaggio io? Sono forse un costo? No perchè se questo è stato detto sino ad ora mi sembra che forse c'è stato un fraintendimento. Mi sembra che le teorie e le ragioni di bilancio non hanno capito che noi a quelle regole non abbiamo creduto pienamente. Molti di noi le ha prese come idee alla pari di altre, lette con disinteresse e superficialità come per il libretto delel istruzioni del nostro frigorifero. Noi abbiamo lasciato che ne parlaste e forse abbiamo sbagliato a lasciare intendere che essere usati come propellente per l'industria e le finanze un pò ci piacesse. Forse quello che vedo ora è il tentativo di ricucire uno strappo tra il reale e quello un pò meno. Forse, anzi credo che quello che vedo è un modo come un altro per provare a ridare le carte di una partita che fino ad ora ha visto l'uomo e l'umanità rappresentare la parte del "morto". Ora volano bottiglie molotov e non mancherà poco che fischierà il tonfo sordo di armi da fuoco. Il morto sembra essersi svegliato dal suo sonno, un risveglio improvviso e burrascoso che fa persino apparire meno brutti gli incubi peggiori. La crisi è carne e sangue ed ha un odore acre le strade sono sporche e nell'aria quello che si sente è l'odore dell'odio verso chi ha osato fare ed intendere l'uomo alla stessa stregua di una lampadina. Di chi è la colpa e difficile capire. Qui a guardarsi in torno non vedo qualcuno che possa scagliare la prima pietra, io non di certo. Le colpe sono ovunque ma la paura ora è solo nelle macchine che sono ferme nei fattori delal produzione che non producono negli ordinativi che non arrivano+nei contratti che non si firmano nei conti che si prosciugano nella terra che sotto i piedi prende a franare come sabbia molle e puzzosa da cui doversi salvare.
La battaglia è iniziata e i poteri stanno mostrando i denti. Volano le bottiglie molotov e caschi proteggono come meglio possono. Ho imamginato di essere lì ed ho sentito nella mia mano oggetto di ogni forma e peso. Ho sentito il fumo pervadermi ed inebbriarmi ho sentito il mio corpo tendersi e i dentri digrignare. Ho sentito la forza che scorre nelle vene e l'odio che carica il colpo a dovere. Ho preso una pietra ben calibrata e l'ho fatta volare come un falco e come cacciabombardiere. Ho inteso che non l'ho col casco in uniforme davanti a me e vorrei lanciare più lontano per non ferire l'uomo che proprio lì in tutto quel grande stordimento se la prende con chi di certo non ha responsabilità di potere. Caschi su uniforme sono fattori della produzione e continuano a macinare dovere e fedeltà alle istituzioni. Producono ciò per cui sono pagati ma ho in cuore che tutto quel fumo e tutto quel correre e ripararsi sta pian piano risvegliando anche in loro il morto che dorme. E risveglio dopo risveglio ho fiducia che le campane possano risuonare una nuova carica. Noi non siamo e non saremo mai fattori variabili della produzione di nessuno, intoneranno i suoi rintocchi. C'è una regola preziosa e penso che a partire dalla grecia un pò in tutti sigilla nell'anima un desiderio e un valore. Il lavoro è per l'uomo, e non noi per lui. La finanza è per l'uomo, e non noi per lui. Questo sono solo strumenti creati per servirci e non noi per loro. Siamo persone si sente dalle bottiglie che vanno in frantumi. Siamo sogni e talenti urlano le fiamme contro i vetri. Siamo figli della vita e vogliamo un rinnovamento, vogliamo sentire il dolore ma non fermarci ad esso. Vogliamo entrarvi dentro per andare oltre. Vogliamo sentire quanto forte è stata anche la nostra responsabilità. Vogliamo poter ricostruire a partire da qui. Vogliamo e siamo una decisione nuova, di sogni di bellezze durature ....
Intanto che volano pietre e fumogeni e bottiglie sento che l'aria è rarefatta e c'è un rischio che aleggia attorno. Come una minaccia e come una rivoluzione alle porte. Che sia la volta buona...penso.
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Leonardo |
Modificato da - Leonardo in Data 24/02/2012 21:29:31
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Ersilia
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Inserito il - 24/02/2012 : 19:21:35
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Wow! senza fiato! complimentissimi Leonardo. Si puo' dire? Fa niente mi concedo una licenza poetica  Domanda? io mi sa che all'epoca dell'evento Grecia non c'ero (nel forum) mi piace moltissimo la discussione Poesia ma c'è un argomento in particolare da trattare? |
Ersilia |
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patty57
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Inserito il - 24/02/2012 : 19:33:02
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Leonardo scrive | Prpducono ciò per cui sono pagati ma ho in cuuore che tutto quel fumo e tutto quel correre e ripararsi sta pian piano risvegliando anche in loro il morto che dorme. |
.... ho sottolineato questa frase perche' in essa ho sentito la speranza che le cose cambino.... profondamente.... complimenti Leo... ho letto questa lunga "poesia" con rabbia, dolore ed emozione.... |
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Leonardo
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Città: Roma
1601 Messaggi |
Inserito il - 24/02/2012 : 21:31:38
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| Ersilia ha scritto:
Wow! senza fiato! complimentissimi Leonardo. Si può dire? |
Con abbondanza 
| Ersilia ha scritto: Un argomento in particolare da trattare?
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Si quello che ti frulla nell'anima. |
Leonardo |
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Ersilia
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74 Messaggi |
Inserito il - 28/02/2012 : 00:04:05
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Sento il desiderio di riportarvi una poesia che un mio caro amico aveva scritto per me. Risale al 2003, ma già allora lui era molto piu' consapevole di come io mi sentissi che non io stessa. Anzi oserei dire lui era consapevole, io per niente.
Prologo di una poesia
Si aprono i cancelli, in volto il solito sorriso irrisorio, indosso l'abito migliore macchiato di delusioni
Le guardie carceriere hanno tutte il tuo aspetto e la stanza dei colloqui la forma del tuo cervello
Alle finestre sbarre di parole ormai sciolte dalle lenzuola e su di te ancora l'espressione di quando, giudice, sentenziasti la tua condanna.
Non ho incoraggiamenti con me, nè certezze solo versi di gesta interne, versi per chiederti un'amnistia:
"Benedetta la frazione di un momento non contaminato dall'astio e inaccessibile alla fobia. la sincronia nascente tra idea ed istinto, movimento e sensazione, ...nell'amore puro, benedetta la cura del proprio bene"
La conservo con estrema attenzione ed ora spesso la rileggo, all'epoca mi fece soffrire troppo, mi sbatteva in faccia la verità e non potevo accettarla...ora gli sono immensamente grata. Grazie Fabiano. |
Ersilia |
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Leonardo
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1601 Messaggi |
Inserito il - 28/02/2012 : 16:11:00
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Stipendio ( di Leonardo Gentile)....poesia semiseria
Un attimo e già la mente ti saluta Una parte va a costruire il futuro una a pagare il passato. Quel che resta richiede arte e genialità. Un rapporto veloce e una gioia effimera cosa provoca addii così frequenti cosa ci imedisce di stare insieme più tempo cosa possiamo fare per non doverci salutare prima che il nuovo mese abbia a maturare almeno un pò? Penso e non trovo soluzione Allora spero di incontrarti spesso e se poi vorrai andare in ogni dove fa pure non ti tratterro. Ma mi raccomando e lo chiedo anche alla vita. Cara vita nell'armonia del dare e dell'avere spero tanto di costruire sempre più armonici equilibri tra la bellezza del bonifico dello stipendio che viene e i tanti bonifici parziali con cui vola e va in ogni direzione e quel che rimane sono ricordi, flash. Bye Bye energie per vivere, andate e tornate ....mi raccomando! |
Leonardo |
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Ersilia
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74 Messaggi |
Inserito il - 01/03/2012 : 13:15:37
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Effimera la mia speranza. (Invoco la mia speranza)
Picchi di ansia piu' o meno alti picchi di fame piu' o meno intensi il digiuno mi svuota l'ansia mi riempie Ingurgito l'illusione e in pochi istanti la verità mi scaraventa contro un muro senza mattoni Lo sguardo ha terrore negli occhi,le mani legate dietro la schiena, rimango ferma.
Arriva il mattino raggi di sole tiepidi bagliori macchiati rimango ancora ferma.
Picchi di ansia piu' o meno intensi picchi di fame piu' o meno stabili corre veloce la mia vita scorre lungo un muro troppo alto. Accelero il mio battito e provo a fare un salto rimbalzo indietro, cado e rimango inerme.
Arriva la notte mi copro di sospiri le coperte il mio rifugio le stelle non brillano Sono fissa e rigida
Un urlo schiacciante assorda le mie orecchie un pugno stretto arriva nello stomaco grida lacinanti squarciano il mio corpo
Echi rabbiosi risuonano nel mio ventre rumori fastidiosi riecchegiano nella mente
Torno ancora al muro, appare un mattone un calcio e lo allontano ho fame d'ansia e spingo i battiti, accelero forte se scatta un contatto sarà corto circuito.
Non parole che plachino i miei echi non suoni che ammorbidiscano le mie orecchie chiudo le porte. Mi circondo del muro senza mattoni e l'attesa fa ritorno, senza un senso.
Lasciatemi da sola ma prendetemi la mano. |
Ersilia |
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Leonardo
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Città: Roma
1601 Messaggi |
Inserito il - 01/03/2012 : 14:34:01
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| Complimenti Ersilia. Molto molto bella. |
Leonardo |
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Leonardo
Moderatore
   

Città: Roma
1601 Messaggi |
Inserito il - 02/03/2012 : 11:43:33
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Umano sentire (di Leonardo Gentile)
L’umano a volte mi deprime, a fatica tollero l’ignoranza a fatica tollero la mia. Vorrei sapere tutto Per tante cose non avrò tempo a sufficienza. L’umano a volte mi intenerisce Nella curiosità degli anziani Nelle biblioteche piene di giovani Nei free lands del sapere. L’umano che insegna lo ammiro Ammiro l’esperienza che viene donata Ammiro il sapere che si rinnova Ammiro l’essere ed il divenire L’umano che ammette la paura ha la mia comprensione Comprendo.
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Leonardo |
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Ersilia
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Regione: Lazio
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74 Messaggi |
Inserito il - 03/03/2012 : 00:54:48
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che dire? la "setta dei poeti in divenire"? Grazie leonardo per il tuo...Umano sentire. Baciotto |
Ersilia |
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patty57
Membro attivo


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Jek
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Regione: Lazio
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256 Messaggi |
Inserito il - 05/03/2012 : 16:40:21
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Grazie Patty. L'ho anche condivisa su Facebook e su Twitter
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Jek |
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Leonardo
Moderatore
   

Città: Roma
1601 Messaggi |
Inserito il - 14/03/2012 : 10:16:50
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Riparazione - di Leonardo Gentile
Riparare è un arte Un arte dai primi passi goffi. Riparare è movimento di pensiero e di mani. Passi nuovi e traballanti. Riparare è primo timido sole, dove l'aria è ancora gelida e pungente come la notte. Riparare è respirare forte. Riparare è accogliere il passo incerto, insicuro e spaventato. Io riparo come posso e accolgo l'imperfezione e la frustazione. Riparare nutre il mio pensiero con visioni definitive e finali. Riparare è un passo dopo l'altro per provare che non è facile cancellare. Riparare è un atto imperfetto e preziso animo che si ritrova e che accarezza i passi goffi, indecisi e imbarazzati. Riparare è una mano che esce dalla tasca è usare il tatto per sentire è distendere il palmo in una carezza è tenere l'anima che cresce e che ad ogni nuovo passo è goffo e barcollante. Riparare è strizzare l'occhi al sole nuvole nuove, bianche carezze al sole. Riparare è morire alla colpa ed alla pretesa acqua che scioglie acqua che nutre e disseta acqua da bere a pieni sorsi. Mani unite a raccogliere energie mani che ringraziano e si prendono cura mani che in 1000 modi pregano mani che fanno tutto quel che possono ...qui ed ora...e domani anche.
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Leonardo |
Modificato da - Leonardo in data 14/03/2012 13:45:47 |
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Annarita
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![1-[1224]-Anna_Warhol](../Public/avatar/Giampiero/2011122417222_Anna-Rita-Liz-Warhol_2.jpg)
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202 Messaggi |
Inserito il - 16/03/2012 : 17:51:36
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| Leonardo ha scritto:
Riparazione - di Leonardo Gentile
Riparare e' un'arte ... Riparare è morire alla colpa ed alla pretese ... mani che fanno tutto quel che possono ...qui ed ora...e domani anche.
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Chi scrive parla di cose che tutti conoscono ma che non sanno ancora di conoscere. Così scrittori e lettori, usando la fantasia, avvertono quanto tutti gli uomini hanno in comune. La grande letteratura non parla delle nostre capacita' di giudizio, ma della nostra abilita' a metterci nei panni dell'altro (La valigia di mio padre - Orhan Pamuk premio Nobel per la letteratura 2006) |
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luana
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Inserito il - 08/05/2012 : 23:47:53
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Qualche parola sull'anima -Poesia di Wislawa Szymborska
L’anima la si ha ogni tanto, nessuno la ha di continuo, per sempre. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, possono passare senza di lei. A volte nidifica un pò più a lungo, sole in estasi e paura dell’infanzia, a volte solo nello stupore dell’essere vecchi. Di rado ci da' una mano in occupazioni faticose, come spostare mobili, portare valige o percorrere le strade con scarpe strette, quando si compilano moduli, si trita la carne, di regola ha il suo giorno libero. Su mille nostre conversazioni partecipa ad una, ed anche a questo non necessariamente, poichè preferisce il silenzio, quando il corpo comincia a dolerci e dolerci, smonta di turno, alla chetichella, è schifiltosa, non le piace vederci nella folla, il nostro lottare per un vantaggio qualunque e lo strepito degli affari, la disgusta, gioia e tristezza non sono per lei due sentimenti diversi, è presente accanto a noi solo quando essi sono uniti. Possiamo contare su di lei quando non siamo sicuri di niente e curiosi di tutto, tra gli oggetti materiali le piacciono gli orologi a pendolo e gli specchi, che lavorano con zelo anche quando nessuno guarda. Non dice da dove viene e quando sparirà di nuovo, ma aspetta chiaramente simili domande. Si direbbe che così come lei a noi, anche noi siamo necessari a lei, per qualcosa. |
Luana |
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Annarita
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![1-[1224]-Anna_Warhol](../Public/avatar/Giampiero/2011122417222_Anna-Rita-Liz-Warhol_2.jpg)
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Inserito il - 10/05/2012 : 10:24:52
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leggendovi mi è venuta in mente una poesia che ho scritto tempo fa per la tesina di "sono unico perchè?" e che mi fa piacere inserire :
(Sono unico perché ho attraversato il Deserto)
Non ricordo una pioggia così……
Prima di ora non ricordo di tanta pioggia non ricordo un anno così piovoso con un’estate breve, come un lampo, e poi ancora pioggia e vento e freddo dentro l’ossa.
E in questa tempesta, come si dice, abbiamo attraversato il deserto, siamo andati lontano (con gli occhi e col cuore). Bagaglio leggero e passo svelto, senza voltarsi indietro per non diventare statua di sale che dice “quando noi eravamo re”
bagaglio leggero e senza acrimonie : anche il diavolo avrà le sue ragioni… abbiamo perdonato e non abbiamo allevato il corvo nero del rancore : c’era tanta strada da fare.
Abbiamo attraversato il deserto, davvero, fra inquietudini e malumori sale sulla ferita aperta, ma non ci siamo fermati, ma, sopra ogni cosa, non ci siamo persi.
Non abbiamo perso la voglia di incontrarci e di guardarci di parlare e litigare di stare in silenzio ed abbracciarci.
Potevamo perderci nella foresta del rancore e dei rimpianti e non incontrarci più potevamo perdere l’incanto, o finire peggio, se davvero esiste qualcosa di peggio.
Diciamo che l’amore ci ha salvato, che questa parte del viaggio sotto la pioggia ed il vento sembra proprio finita
e noi siamo ancora insieme innamorati non come due ragazzini ma come due adulti che conoscono il mondo come è (e magari vogliono cambiarlo).
E noi siamo ancora insieme davvero innamorati ed ancora pieni di desiderio non come due ragazzini ma come due amanti complici e sapienti.
Pioverà ancora forse ma abbiamo attraversato il deserto, non abbiamo più paura di niente, forti ed incoscienti come due innamorati pronti a tutto anche ad amarsi ancora. (Anna Rita Giuliani)
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Ersilia
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74 Messaggi |
Inserito il - 14/05/2012 : 19:14:59
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Ciao community, sto leggendo le vostre nuove poesie...che belli un mio carissimo amico mi ha suggerito questa poesia...un caso? una coincidenza? mah non credo proprio ci ricorda qualcosa vero?
Itaca-Kostantin Kavafis
Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze. I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere, non sara` questo il genere di incontri se il pensiero resta alto e un sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. In Ciclopi e Lestrigoni, no certo, ne' nell'irato Nettuno incapperai se non li porti dentro se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga. Che i mattini d'estate siano tanti quando nei porti - finalmente e con che gioia - toccherai terra tu per la prima volta: negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre tutta merce fina, anche profumi penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi, va in molte citta` egizie impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca - raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull'isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca. Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare. |
Ersilia |
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Leonardo
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1601 Messaggi |
Inserito il - 15/05/2012 : 08:43:24
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Di colori in festa di viola e di verde di clorofilla e di linfa di polline e di spine. A correre, a scoprire a rivoluzionare, a sognare. Di battiti frenetici di respiri che bruciano di pantaloni troppo lungi del caldo e dell'infinito.
Nuvole e fantasia barche e corazzate vichinghe palla a segnare pietra da lanciare arco e freccia da guerrieri.
Di piante e fiori accaldati stretti e confusi ho odore. Inestricabili e belli. Di calze impigliate e spine e ancora sudore e ancora corsa e ancora odore, e acqua tra le foglie e caldo e sudore Cicale a cantare.
( senza titolo - di Leonardo Gentile) |
Leonardo |
Modificato da - Leonardo in data 18/05/2012 08:33:43 |
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Leonardo
Moderatore
   

Città: Roma
1601 Messaggi |
Inserito il - 18/05/2012 : 08:33:03
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Un melograno! Avvistato, scoperto, puntato. Avvicinamento, strategia, paura. Cuore in gola e fascino. Sarai mio. A tutti i costi. Occhi di lince segni convenzionali Tu! da quella parte Tu! di guardia Noi! avanziamo.
Ci siamo e il caldo si fa ghiaccio pressione a salire Via libera. All'assaltooooo!!! E rami a tirare, pietre a lanciare. Bottino da raccogliere e corse all'impazzata gambe fin detro il collo mostri che inseguono racconti di pallottole. Al solito posto.. per il racconto per il mito per l'orgoglio per il banchetto. Spaccare, dividere, annusare divorare a morsi voraci. Melograno da conquistare da depredare da assalire da mangiare.. e poi ...ancora. Ho sentito... ho visto ... si dice che ... e ancora perlustrazioni sopralluoghi strategie nuovi attacchi nuovi obiettivi nuovo melograno bello, giallo melograno grosso, spaccato dal sole frutti a risplendere da dentro dolcessa che si pavoneggia. Un momento... uno sguardo... strategie... cuore a pompare e ...attesa. All'assaltooooooooooooo ahhhhhhh
(Senza titolo - di Leonardo Gentile )
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Leonardo |
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