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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
Leonardo Inserito il - 25/05/2009 : 14:22:11
Cara community,
Vorrei con voi spulciare il tema dell'aggressività. Secondo me una modalità che agiamo nei momenti di paura, quando il nostro mondo - in qualche modo - viene ad essere minacciato e con esso tutti i nostri spiccioli di sicurezza.
Quando sentiamo traballare il nostro regno ecco che afferriamo energie dalle parti più recondite del nostro bagaglio di aggressività e la prepariamo opportunamente per usarla.

Obiettivo n. 1 far fuori la minaccia.

Strategie.
Nessun limite alle strategie. Ognuno ha i propri talenti per poter far fuori l'altro, queindi piena Creatività
Su questo tema voglio aiutarmi con un estratto da un film a me molto caro.
Il film è Will Hunting - Genio Ribelle.
Il nostro eroe ( Mat Demon ) è costretto - a causa proprio della sua aggressività - a sottoporsi ad un ciclo di sedute da uno strizzacervelli.
Uno a uno lui li fa fuori tutti...usando su di loro il suo talento primaio...la sua capacità di andare in profondità tanto con i numeri quanto con le emozioni.
Lui li guarda...li studia preventivamente...e quandi vede una fagli anella loro esistenza ecco che affonda il colpo di grazie.
E' un talentuoso, indubbiamente.
Che uso fa delle sue risorse? Egli le utilizza come strumenti di deterrenza per la sua difesa. Così invece di spiccare il volo egli è arroccato nella sua trincea.

Il suo mondo un tempo è stato attaccato. Il cessato pericolo dentro di lui non è stato ancora diramato.
Il dolore per le violenze subite è ancora lì... appensa dietro l'angolo del suo mondo interiore.
Basta un accenno di minaccia ed ecco che lui si difende...eggredisce...colpisce per primo per non essere colpito...
Insomma Il nostro eroe è un combattente solitario in tempo di pace.

Nella scena che hos celto il protagonista cerca di far fuori il suo analista ( Robbin Williams)... l'ennesimo che ci prova. ... è vince il primo attacco!
Qulcosa però non va come per gli altri.
Questo analista è una persona che conosce il dolore.
Lo ha in cuore sa che sapore ha. Lo ha visto e lo ha maneggiato...vi è entrato dentro con tutte le sue possibilità...così oggi lo sa riconocere dietro le strategie difensive del suo paziente.

La vita è fatta di emozioni e sapori e profumi non sempre gradevoli. tutti insieme sono un armonia. L'aggressività è una dinamica e un artista della vita può da essa prendere le giuste mosse per andare a fondo. Domandandosi: "perchè mi sento minacciato?"...è una minaccia reale? ...è legittima difesa la mia o mi stò facendo fuori dal mio sviluppo come persona? ...come posso superare le paure che mi tengono ancora sull'altolà? ...e come posso sviluppare i miei talenti se uso le me energie in maniera distruttiva?

Io mi ritrovo molto nella modalità aggressivo/difensiva del protagonsista. Attendo il nemico al varco e appena trovo qualcosa che non va (non mi serve la piscotola fumante ...mi basta anche una leggera sfumatura) ecco che su di quella ci costruisco tutta la mia personale arringa difensivo/offensiva..." vedete signori della corte"...inizio a pensare, fare e dire..." l'imputato è colpevole di essere imperfetto...e di non avermi accolto...e di non essere stato come i avrei voluto ecc ecc ecc... fino a che poi mi manca il fiato e nel fare un bel respiro profondo mi accorgo di essere di nuovo partito in 4°.

Buona visione a tutti e un saluto
Leonardo








18   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
Leonardo Inserito il - 22/03/2012 : 15:22:16
Voglio riportare il tema dell'aggressività in primo piano.
Penso che è bene tenerlo sempre presente.
Non perchè dobbiamo essere aggressivi o dobbiamo elevare altarini a questo tema. Ma può essere utile ricordarci che essa è una manifestazione dell'agire umano. E dalla mia esperienza recente dico che agisce anche all'insaputa della nostra volontà cosciente, il che non ci giustifica. Dire non lo sapevo, non me ne sono accorto, non supera il dato di fatto che comunque una aggressività è stata agita e da qualcuno subita.

A volte l'aggressività è anche nel silenzio e nella non risposta, nell'andare via senza dire niente...scomparire semplicemente. Paradossale no? Uno pensa che non usare parole offensive o agire fisicamente una violenza sia un nodo per non essere aggressivi ed invece ne agisce semplicemente un'altra sua rappresentazione attraverso il voltare le spalle in segno di disprezzo e di non interesse.
Il non tenere in conto l'altro è una delle forme più usate di aggressività. Quanto spesso ci capita di dire..."Ma io nemmeno ti vedo!!". Questa - credo - porti con se il messaggio. "Tu non esisti, semplicemente. Io non ti vedo".

Bye
Leonardo Inserito il - 07/02/2012 : 11:33:45
Mmmmmmm a me sta cosa non mi convince. Mi sembra che l'aggressività sia da molti riconosciuta come un problema degli altri e nostro magari solo marginalmente.
Certo è bene che ognuno fa qualcosa per sbollire ma com'è che poi ci troviamo sempre punto e daccapo?
Io non lo so. Forse i modi che troviamo sono semplici paliativi temporanei? Ed allora va bene anche inveire nel traffico o allo stadio.
Comunque a me piacerebbe, quando sono incavolato nero, di poter stare su un isola con mare in tempesta. Li a volte sogno di avere una chitarra elettrica e un impianto audio da far tremare i fondali dell'oceano sogno assoli da paura. Certo non ho mai pensato in questo modo di sbollire quanto piuttosto di farla pagare, a qualcuno.
Ci ho provato con la mia chitarra ma ho visto che con le canzoni di battisti non faccio che alimentare la mia rabbia, così ho messo da parte questo metodo e mi arrangio come posso.

Ho pensato al tema ed al modo con cui ci si avvicina con attenzione.
Mi ha ispirato una canzone e ve la propongo.


Antonella Inserito il - 06/02/2012 : 14:27:54
Io per far sbollire la rabbia, di solito, cerco di pensare ad altro. Mi guardo un film, leggo un libro, scrivo qualcosa, mi faccio una passeggiata... Insomma metto da parte e quando ci ritorno sopra dopo un po' di tempo (il tempo dipende da quanto mi sono arrabbiata) non dico che mi è passata ma la miccia è spenta.
Annarita Inserito il - 06/02/2012 : 11:22:55
Leonardo ha scritto:
Io non ho un modo particolare per sbollire. Penso di far parte della categoria che preferisce usare l'altro come sfogo.

Anch'io non ho un modo particolare per sbollire. Di solito faccio fare al mio fisico da pentola a pressione!! Generalmente incamero, incamero e poi esplodo appunto come una pentola a pressione con la valvola rotta e allora triste a chi capita... vedo nero!... seguono sensi di colpa irrefrenabili.. mi sa che oggi passo in erboristeria a comprare questo Holly
Leonardo Inserito il - 06/02/2012 : 09:32:44
Alessandra ha scritto:

Ersilia [quote]Il problema è come? come posso scaricare questa .
Ho anche letto un bell'articolo di Giampiero Ciappina (http://www.solaris.it/indexprima.asp?Articolo=154)che indica un rimedio naturale che potrebbe aiutarci.


Ciao Alessandra, holettol'articolo e grazie per la segnalazione.
Ci sono un sacco di modi per gestire - o provare a gestire -questa parte. Penso che tutti a modo proprio cercano dei rimedi.
Evidentemente è nell'umano la consapevolezza di tenere a bata una energia potenzialmente distruttiva. Io non ho un modo particolare per sbollire. Penso di far parte della categoria che preferisce usare l'altro come sfogo.
Ersilia Inserito il - 05/02/2012 : 02:42:07
Grazie Leonardo e grazie Alessandra, mi sento un po' piu' sollevata e meno sola nell'affronatre questo momento cosi' negativo e arrabbiato.
A presto
baci
xxx
Alessandra Inserito il - 04/02/2012 : 15:13:38
Ersilia
Il problema è come? come posso scaricare questa mia aggressività senza far troppo male e farmi del male?


Molte volte mi sono posta la stessa domanda...
Un modo è quello di svolgere dell'attività fisica: una bella passeggiata o anche corsetta sicuramente ci aiuta.
Ho anche letto un bell'articolo di Giampiero Ciappina (http://www.solaris.it/indexprima.asp?Articolo=154)che indica un rimedio naturale che potrebbe aiutarci.

Infine, molto potente, è cercarsi un posticino protetto dove riempire di calci e pugni il proprio materasso. Se si hanno denti buoni anche prendere a morsi un asciugamano di cotone.

Dopodichè ti sentirai bella scarica e tutto avrà preso la giusta dimensione...

provare per credere!
baci
ale
Leonardo Inserito il - 03/02/2012 : 16:59:54
Ersilia ha scritto:
Grazie per avermi messo in crisi, pronta per la reciprocità :)))


Figurati...è stato un piacere..
Ersilia Inserito il - 03/02/2012 : 12:09:33
Caro Leonardo,è sempre un piacere leggerti anche se aiai quante riflessioni che mi mettono in discussione e davanti alla verità :))) fuggo dall'argomento in questi ultimi giorni perchè ce l'ho con tutto e con tutti ma ho paura di esplodere. invece il tuo scritto che mi è , sinceramente un po'scomodo proprio oggi, mi puo' servire a cercare di scaricare la mia aggressività trovando una valvola di sfogo prima che la pentola a pressione scoppi, invece di tenerla dentro e diventare una palla d'ansia. Il problema è come? come posso scaricare questa mia aggressività senza far troppo male e farmi del male? uffààà... ecco in questo caso tu hai svolto una funzione importante per me, un po' mi sto sfogando con te...perchè hai toccato un nervo scoperto.
Ma io perchè allora ti leggo e per di piu' ti rispondo?
forse perchè avevo bisogno di entrarci nella mia aggressività e smetterla di sfuggire.
Allora è proprio come dici. Grazie per avermi messo in crisi, pronta per la reciprocità :)))
Leonardo Inserito il - 03/02/2012 : 11:10:03
Cari agressori ed aggrediti rieccoci qua.
Dopo un pò di silenzio voglio rispolverare questo tema.

In un altra discussione ho parlato di un mio sbrocco mattutino con uno sconosciuto e in quell'occasione ho detto che
Leonardo ha scritto:
Chi ci fa sbroccare ha anche una utilità sociale. Lui non lo sa ma io lo penso. Allo stesso modo io lo sono per tanti altri.


Rispoleverando il tema dell'aggressività dentro di me grazie a questa occasione offertami gentilmente da uno sconosciuto di turno ho riflettuto sull'aggressività che scarichiamo nei luoghi generici come il traffico, una partita di calcio, un dibattito politico ed in tante altre occasioni che hanno in comune l'elemento dell'impersonale e dell'astratto( un individuo generico che non conocamo o delle idee e principi astratti e generici).
Ho riflettuto ed ho sentito come questi ambiti elencati ( ma anche tanti altri) hanno una funzione che io ho chiamato "sociale".
Questi luoghi e situazioni liberano la nostra aggressività accumulata. E questa funzione è buona fin quanto ci si limita ad un coro offensivo verso l'avversario o ad un grido. Per ora non voglio andare sulle degenerazioni, non mi interessa. Voglio restare sul concetto di sfogo.
Perchè in quella situazioni riusciamo ad esprimere in un urlo ed in una imprecazione il nostro stress mentre magari non riusciamo a farlo con conoscienti, partner, genitori ecc ecc?
La mia risposta è che queste situazioni per il fatto di essere generiche ed astratte permettono alla nostra passione infervorata del momento di poter defluire senza fare del male a nessuno nello specifico.
prendersela con tutti e con nessuno ci fa sentire in qualche modo incolpevoli.

Non è certo un processo trasformativo ma è una cosa comunque importante.
Chissà che l'uomo non ha inventato il traffico proprio per avere un buon motivo per aggredire indiscriminatamente e sfogarsi? Chissà...certo all'uomo non si può riconoscere di non essere creativo.
Questa idea guarda all'utilità prendendo il simbolismo dei sistemi idraulici. Quando un sistema è pieno pieno da qualche parte è bene, innanzitutto aprire delle valvole di sfogo per far defluire l'acqua, e poi andare a trovare le cause.
Se mi chiedo quali sono le cause seduto su una diga che sta straripando beh diciamo che sono poco saggio.

Quindi cari che mi fate incavolare ed infuriare vi ringrazio del favore. Non dico che ricambierò perchp quello lo faccio quotidianamente. Insomma faccio la mia parte a tenere in piedi sistema cercando di non sforare troppo.

Leonardo


Leonardo Inserito il - 18/10/2011 : 12:40:21
Come tutta l'italia anch'io ho assistito nei giorni scorsi agli scontri che ci sono stati durante la manifestazine del 15/10/2011 a Roma.
A me non hanno meravigliato affatto tutti gli scontri, io pure volevo andarci e non avevo dentro sentimenti di fratellanza.
La rabbia e l'aggressività sono una componente di tutte le
persone e credo che i famigerati black block -su cui in questo momento si stanno indirizzando le responsabilità oggettive dei fracassi - hanno rappresentato quello che sta bollendo dentro molte persone. Ho fatto un sondaggio con molti conoscenti e in molti hanno condiviso con me un sentimento intimo che sussurra da dentro e dice " hanno fatto bene".
In non sento che vi è una contrapposizione tra persone - seppure poi i sanpietrini volano su teste umane, per fortuna protette da caschi da una parte e dall'altra - quanto una contapposizione
di posizioni. Le persone contro il sistema. Il sistema è tutto ciò che contiene e in molti non vedono in questo sistema un qualcosa di soddisfacente e tale da gratificare le aspettative di una vita ideale bella e gioiosa.

Black Block da una parte e forze dell'ordine dall'altra hanno rappresentato quanto ciascuno di noi vive dentro di se tutte le volte che qualcosa non va, e sono tante.
Quante volte tutti noi lanciamo sanpietrini simbolici con parole o fatti verso le persone e i sistemi ( inclusi noi stessi ) verso i quali proiettiamo nostre frustrazioni?
Mi sembra di vedere il rapporto genitori figli, quello di coppia, negli ambienti lavorativi come nel sociale e nei rapporti tra i popoli.
Con l'aggressività dobbiamo farci i conti, altro che esiliarla nelle azioni degli altri. I protagonisti tutti del 15/10/2011 hanno rappresentato qualcosa di simbolicamente familiare nella nosta vita? Potrebbe essere un bel tema di approfondimento e penso che verrebbero fuori delle belle cose proprio da quel contesto fumoso e chiassoso in cui qualcuno anche si ferisce e ferisce.


In generale penso che questo momento storico dell'umanità sta facendo emergere delle difficoltà globali, il piano economico, quello socio politico, quello ambientale e tutti gli ambiti delle esperienze umane sono un pò stressate.
Io credo che l'umanità tutta è in una fase storica di passaggio.
Mi stupiva sentire che il papa ha scelto l'anno 2012/2013 come anno della fede. Mi è suonato particolare questa decisione alla luce di un altro argomento che è stato anche introdott nelal community e che è relativo al 2012 e a tutto quello che si dice che succederà e che non succederà.
Io credo che ognuno di noi - legittimamente - ha nel suo profondo delle aspettativa.
Credo che queste tematiche affascinano molti perchè comunque forniscono un limite ed un punto di riferimento a quella che è la indeterminatezza della vita.
Così credo che in molti ci sentiamo sollevati al sentir dire che tutto finirà ed in tanti ci sentiamo sollevati dall'aspettativa che tutto cambierà.
In un modo o nell'altro questi aspetti danno un punto di riferimento e vanno a soddisfare il desiderio che l'uomo da sempre ha di sapere cosa sarà del futuro.

Io personalmente sono affascinato dall'idea che l'umanità possa e debba compiere un salto qualitativo e quantitativo verso una modalità nuova di concepire la propria esistenza.
Quella che abbiamo concepito e realizzato sino ad oggi ha dato quanto di buono poteva. Fino a ieri "ci poteva stare" ma è evidente che per il futuro occorre un modo nuovo di intendere la vita nei rapporti economici, sociali, con l'ambiente, con i popoli.
Non vedo un'alternativa al cambiamento.

E i cambiamenti che mi risulti sono una cosa affatto facile. A nessuno interessa farlo perchè comunque esso fa contattare una sodderenza nel dover concepire dentro di noi un travaglio che lasci nel passato il vecchio schema, la vecchia manualistica esistenziale, i vecchi strumenti di navigazione, le vecchie abitudini. Tutta questa roba la dobbiamo lasciare indietro e che ci piaccia o meno.

Io credo che l'umanità tenda al cambiamento a prescindere dalla piena volontà di tutti ad essere daccordo e pronti.

E allora l'aggressività eccola che si fa strada, volevamo tenerla lontana ma eccola che arriva organizzata ed imprevedibile a scombinare i piani.

La nostra aggressività non la vogliamo vedere.
Sarà un caso che questi black block nella rappresentazione arrivano all'improvviso, come sconosciuti ma con le idee ben chiare sul cosa fare, come agire, chi ferire e cosa distruggere?
No, non credo sia un caso. Mi ricordano tanto le cose che non vogliamo vedere e che riponiamo nel grande calderone dell’inconscio. Essi sono stati nella piazza i nostri elementi pulsionali lasciati liberi di scorrazzare per prendere un pò d'aria.
Se di essa (dell’aggressività) non prendiamo consapevolezza nella quotidianità credo che essa si accumula, ed accumula oggi ed accumula domani poi prima o poi da qualche parte esce e sabato è uscita per strada a Roma per prendere una boccata d'aria. Forse in molti abbiamo potuto contattare anche un senso di sollievo in quanto i "cattivo sono loro" ma io non mi voglio allineare a questo sentimento di sollievo che anche la classe politica come pure la società tutta ha percepito dando la colpa a "qualcuno".
Questi sono stati gli attori di questa rappresentazione ma ogni giorno noi siamo in scena e con noi ci sono tanti compagni di viaggio, uno di questi è la aggressività. Tanto più la vediamo tanto meglio ci riesce di aprire ogni tanto delle valvole di sfogo ( urlare al vento, prendere a pugni un cuscino ...anzi distruggerlo, spaccare legna, zappare un orticello e chi più ne ha più ne metta), poi quando ci siamo sfogati magari possiamo anche entrare nel tema e vedere in che modo possiamo fare un cambiamento ora che i fumi sono svaniti....o affievoliti.

Un saluto
Katie Inserito il - 18/04/2011 : 16:49:19
Cari Sily e Leonardo, sono d'accordo con tutti e due. Forse c'è anche un terzo modo in cui possiamo vedere il problema postoci da Ignazia : "Voglio avere ragione o essere felice?" Questa è una domanda che qualche tempo fa mi ha posto una persona che stimo molto. Mi spiego. La signora in questione e anche Sily sentono di poter "pensare positivo",cioè l'amico ha avuto un tale impedimento da non poter avvertire che non viene.Leonardo invece giustamente fa appello al rispetto che tutti dovremmo avere l'uno per l'altro...ma non sempre siamo corretti e presenti a noi stessi...forse è meglio essere felici e comunque essere rispettosi dell'altro?

p.s. Comunque l'amico che non è venuto non sa che cosa si è perso....scherzo!

Leonardo Inserito il - 18/04/2011 : 15:09:21
sily ha scritto:
Forse abbiamo un pò ragione tutti e due.


Mi sa che possono starci entrambe le possibilità...sta a ciascuno di noi scegliere a quale cosa vogliamo dare importanza.


Io personalmente preferirei che mi si comunicasse l'inconveniente ed allo stesso modo voglio fare per l'altro che sia amico o semplice conoscente.


Leonardo
sily Inserito il - 18/04/2011 : 14:45:00
Caro Leonardo,

anche io accetto il tuo punto di vista che non é del tutto sbagliato. Forse abbiamo un pò ragione tutti e due. Dipende da quale angolatura esamini la situazione. E ' un pò il discorso del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno!!!

Ciao

Silvia
Leonardo Inserito il - 18/04/2011 : 14:34:17
sily ha scritto:

Caro Leonardo,
io non penso che la Signora in questione sia rimasta dispiaciuta del comportamento dell'amico non presente. Penso che si fidi ciecamente dell'amicizia e che non pensi minimamente che un amico sincero possa agire per invidia o aggressività: prima o poi il motivo per cui non era presente uscirà fuori e sarà sicuramente un ottimo motivo. Io lo vedo come un appraccio fiducioso e positivo nei confronti dell'amicizia.
Forse perchè voglio ancora credere che possano esistere i sentimenti sinceri?


Silvia


capisco Sily ed accolgo il tuo punto di vista.
Penso tuttavia che un amicizia è ugualmente forte anche quando ci si prende cura dell'altro fornendogli una spiegazione.
Nel nostro esempio sono sicuro che ci sarà una buona giustidicazione ed anch'io mi pongo nell'accoglienza. Tuttavia mi rimane questa sbavatura in una non comunicazione che mi fa pensare ad una modalità aggressiva per il fatto che mentr richiede all'altro un atto di fede nell'amicizia non fa poi nessun passo per andare incontro alla nostra signora.
Bye Bye

Leonardo


sily Inserito il - 18/04/2011 : 14:11:00
Antonella scrive:
Per l'aggressività nascosta, silenziosa, vittimistica ecc. si usano un sacco di trucchetti, convincimenti, atti masochistici, percorsi e manipolazioni che se si usasse la stessa creatività per fare qualcosa di positivo si risolverebbe qualsiasi tipo di problema in poco tempo.

Lo stesso vale per l'aggressività manifestata e violenta, me so' fatta certe sudate per urlare ed impormi sull'altro!

Cara Antonella,
condivido pienamente quello che scrivi.
Penso inoltre che le due forme di aggressività si alimentino e si incrementino l’una con l’altra.
L’aggressività manifesta trova terreno fertile nell'aggressività vittimistica. L'aggressore maltratta la vittima per poi sentirsi in colpa ed odiarsi, mentre la vittima trova soddisfazione nell’aver alimentato i sensi di colpa dell’altro ed il proprio masochismo.
Ecco che così si innesca la dinamica distruttiva.
Non so se sono riuscita a spiegarmi.

Un abbraccio
Silvia

sily Inserito il - 18/04/2011 : 13:35:23
Caro Leonardo,

io non penso che la Signora in questione sia rimasta dispiaciuta del comportamento dell'amico non presente. Penso che si fidi ciecamente dell'amicizia e che non pensi minimamente che un amico sincero possa agire per invidia o aggressività: prima o poi il motivo per cui non era presente uscirà fuori e sarà sicuramente un ottimo motivo. Io lo vedo come un appraccio fiducioso e positivo nei confronti dell'amicizia.
Forse perchè voglio ancora credere che possano esistere i sentimenti sinceri?



Silvia
Leonardo Inserito il - 18/04/2011 : 13:17:04
Ignazia ha scritto:
tra brindisi e cartoni di pizza la sua mamma ha detto : "se un amico non viene, io sono solita pensare che qualcosa di più grande, di più serio gliel'ha impedito, altrimenti sarebbe certamente venuto se no che amico è?"...io ho subito risposto ..."signora mia che bella cosa che ha detto! Noi di solito pensiamo esattamente il contrario!! (tipo non è venuto perchè non gli frega nulla di me, di cosa provo, ecc...ecc..)


Scusate ma non voglio rompere le uova.
Però non posso fare a meno di notare nel bell'esempio ed esperienza di Ignazia che c'è un dato di fatto. Ed è che secondo me l'amico ha agito una belal aggressività lasciando agli altri di darsi farsi una ragione della sua assenza. Diversamente sarebbe stato se magari telefonava per far sapere dell'imprevisto.
In questo esempio io personalmente ci vedo una modalità - comunque aggressiva -...c'è una festa...lui è invitato...e non si presenta senza nemmeno far sapere del suo impedimento.
A me mi sembra che la signora ci mostri anceh la nostra parte che giustifica sempre e comunque l'altro ...e vedo anceh la nostra parte che non si riconsoce un valore anche solo riconsocendo il dispiacere per non essere avvisata o comunque messa in condizione di sapere ....piuttosto che stare a fare congetture e pensieri sul perchè e per come...

Bye
Leonardo

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